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Caos in Lega Pro: ecco i casi più discussi e preoccupanti. Atletico Roma-Virtus Lanciano e il fattaccio di Alessandria
giovedì 30 settembre 2010, 12:11Il Punto
di Cesare Di Cintio
per Tuttoc.com

Caos in Lega Pro: ecco i casi più discussi e preoccupanti. Atletico Roma-Virtus Lanciano e il fattaccio di Alessandria

Nato a Bergamo il 1 luglio '72, vive e lavora tra Bergamo e Milano. Svolge la professione legale, specialista in risanamenti aziendali. Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Bergamo da luglio 2002. Manager Sportivo.

Carissimi lettori di TLP,

purtroppo sono sempre costretto a disquisire situazioni allarmanti che si verificano in Lega Pro. A tal riguardo debbo dire che settimana scorsa ne abbiamo viste delle belle (o meglio delle brutte) se consideriamo gli episodi di Roma e Alessandria che hanno mostrato, ancora una volta, l’inefficienza di un sistema incapace di reagire all’evoluzione dei tempi e che, purtroppo, fatica a rinnovarsi.

Credo che il caso di Atletico Roma -Virtus Lanciano abbia dell’inverosimile. Ho calcato tutti i campi di calcio dalla Terza Categoria alla Serie B ( per la cronaca sono stato arbitro sino in serie C1 e ho fatto il IV ufficiale di gara in Serie B) ma nulla di simile mi è mai accaduto in ben 14 anni di calcio ed altri 6 come dirigente e manager sportivo, ovvero di vedere rinviata una partita a poco meno di due ore dal fischio di inizio per motivi del tutto discutibili.

Atletico Roma- Virtus Lanciano era il match previsto nell’anticipo del sabato della sesta giornata del campionato di Lega Pro Prima Divisione. Il problema è nato dal fatto che allo stadio Flaminio, luogo ove la società laziale disputa abitualmente le partite dall’inizio del torneo, il Coni ( ovvero l’ente che gestisce lo sport in Italia), proprietario dello stadio romano, aveva da tempo programmato un evento motociclistico per la giornata di sabato 2 ottobre. Purtroppo qualcuno si è ricordato solo all’ultimo momento della manifestazione fissata e, pertanto la società ospitante si è dovuta attivare per reperire altro campo di gioco nella città di Roma che, nell’occasione, veniva individuato nello stadio “Francesca Gianni”. L’impianto, nel sopralluogo del venerdì antecedente la gara, veniva tuttavia giudicato dall’autorità di pubblica sicurezza inadeguato per disputare un incontro di Lega Pro. Conseguentemente veniva deciso di giocare la partita a porte chiuse, con buona pace della tanto celebrata “tessera del tifoso” che, nell’occasione, non consentiva ai supporters del Lanciano di accedere alla struttura. La Lega Pro, pertanto decideva, d’accordo con le società ( almeno così è stato riferito dalla Lega) di rinviare l’incontro a data da destinarsi.

Fin qui nulla di strano ( si fa per dire!) se non che la decisone di “mandare tutti a casa” avveniva a poco più di due ore dall’inizio della gara nell’incredulità degli addetti ai lavori. Questo episodio per quanto “particolare” dimostra le seguenti tesi:

1-la tessera del tifoso che avrebbe dovuto esser la panacea di tutti i mali, di fatto, è stata delegittimata dalla decisone di rinviare una gara alla quale, teoricamente, i possessori della medesima avrebbero potuto assistere.

2-L’episodio de quo è stato la celebrazione della disorganizzazione del mondo della Terza Serie dove oggi diventano complicate anche riuscire a reperire un campo alternativo a quello dichiarato dalla società ad inizio stagione. Qualcuno avrebbe dovuto risolvere il problema sorto per evitare l’accaduto, del resto i managers esistono per questo.

Di chi sono allora le responsabilità? Chi paga i danni collaterali al mancato evento? Lascio a tutti voi le risposte. Certo è che non vorrei sentirmi dire che la colpa sarebbe da addebitare a Coni o Figc, scaricando le responsabilità su altri che nulla c’entrano in questa bizzarra storia in quanto tutti, tranne gli interessati, sapevano che l’evento in questione era programmato da tempo. Ora sarebbe troppo facile prendersela con altri poiché il “mea culpa” non deve certo recitarlo il Coni e nemmeno la Figc ma, semmai, chi avrebbe (almeno teoricamente) dovuto sapere che Stadio Flaminio era occupato. È chiaro che questo episodio lascia trasparire lacune in un sistema che già fatica troppo a produrre business e gli episodi descritti non facilitano certo la “vendibilità” dei campionati di Lega Pro ai media. È altrettanto chiaro che il sistema della ex Serie C debba esser rivisto affinché le organizzazioni sportive possano finalmente imparare a creare business e possano veicolare gli sponsors tramite lo spettacolo sportivo. Tuttavia appare evidente che, perché tutto ciò possa realizzarsi, sia necessario lavorare per trasmettere qualche sicurezza in più agli investitori che non possono certo esser penalizzati da rinvii delle partite decisi poco prima del fischio di inizio.

Infine il caso Lamanna. Dire assurdo non è abbastanza. Credo che l’episodio sia stato l’ennesima situazione che merita di esser condannata (aldilà della ricostruzione effettiva degli eventi) poiché il calcio si è trasformato in uno spettacolo che comunica solo messaggi negativi  e che, logicamente, allontana la gente e gli sponsors da questo mondo.

Mi piacerebbe che la Lega Pro, facendosi portavoce di una nuova cultura sportiva, potesse sposare qualche bel progetto umanitario, anche semplicemente legando il proprio marchio ad una iniziativa sociale, per sensibilizzare tutti su tematiche di grande rilievo che, quantomeno, avrebbero il merito di far parlare i media per iniziative degne di esser raccontate e non solo per le vicende ormai tristemente note a tutti.

Esser manager tante volte significa impostare politiche e strategie a medio-lungo termine che possano produrre molti più introiti rispetto al concetto del “meglio un uovo oggi che una gallina domani” di cui oggi è ostaggio il mondo del calcio. Nello sport, come nella vita, contano solo i risultati poiché sono gli unici termini di paragone oggettivamente valutabili circa la positività o meno di un determinato lavoro. Io sono un manager e sono costretto a portare utili e successi alle aziende che si affidano al mio patrocinio: non capisco perché nello sport non debba valere la medesima regola. Un caro saluto a tutti. 

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