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IL CASO ALDROVANDI E LA STUPIDITÀ DI UNA BATTAGLIA CONTRO LA MEMORIATUTTOmercatoWEB
mercoledì 27 dicembre 2017, 00:00Il Punto
di Ivan Cardia
per Tuttoc.com

IL CASO ALDROVANDI E LA STUPIDITÀ DI UNA BATTAGLIA CONTRO LA MEMORIA

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com

Io non so se fosse simpatico o antipatico. Non so se fosse un pazzo, un violento, oppure un ragazzo perbene. Non so se fosse intelligente o stupido. Se fosse egoista o generoso. Non so nulla, della vita di Federico Aldrovandi. So che è morto, e che per la sua morte dei poliziotti sono stati condannati. Non ci sono verdetti o giudizi da emettere, non sono opinioni. E non lo dico io, lo dice la giustizia italiana. Da qualche tempo a questa parte, il suo volto campeggia sempre più sugli spalti dei nostri stadi. Come spesso capita, succede sempre di più da quando è stato vietato. Io non so se i tifosi che espongono gli striscioni con la faccia di Federico siano dei provocatori, o vogliano soltanto giustizia, ancora giustizia. Non so se siano intelligenti o stupidi. Di destra o sinistra. Non so nulla, delle loro intenzioni. E non penso neanche che importino. 

So che il volto di un ragazzo non provoca nessuno, se non chi ha la coda di paglia. Ma il suo striscione è stato giudicato provocatorio, e alcune società, anche di Serie C, sono state multate per questo. Perché i loro tifosi hanno portato in curva la faccia di un ragazzo. Penso che non abbia senso. E sono convinto che si faccia solo un torto alla sua memoria, impedendone il ricordo. Che questa battaglia sia sbagliata, inutile e stupida. Che non sia una battaglia per la pace negli stadi, ma solo per nascondere sotto il tappeto la polvere che non vogliamo vedere. Perché non è vietando il ricordo, che si calmano le acque. Non è facendo finta che non sia successo niente, che ci si dimentica. Non è il volto di un ragazzo su uno striscione in curva, a rovinare il nostro calcio. E penso che la polvere si possa chiamare Aldrovandi, Cucchi, Uva, Sandri, Fanesi, ma che non esisterà mai un tappeto abbastanza grande, per nasconderla tutta.

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