INTERVISTA TC Ad Catania: "Riforma passa da rinunce dolorose"
Catania che ha dovuto cedere il passo al Lecce per la promozione in Serie B, ma che ha comunque chiuso al secondo posto in classifica, beffando il Trapani. Ai microfoni di TuttoC.com è intervenuto l'amministratore delegato degli etnei Pietro Lo Monaco: "Io penso che serva a poco dire come arriva la nostra squadra ai playoff. Penso che siano una lotteria: è difficile che si riesca ad imporre il valore superiore, sono troppo estemporanei. Il calcio lo avete visto: la partita è sempre più un momento dettato dagli episodi. Il Catania ha fatto 70 punti: le prime due del Girone A e del Girone B 68 e 63 punti. I numeri del Catania sono sotto gli occhi di tutti, ma i playoff sono un terno al lotto. Sarà un momento delicato e resta il rammarico che abbiamo sprecato l'occasione di andare direttamente in B. Sempre per gli episodi. Comunque complimenti al Lecce".
La battaglia di nervi col Lecce?
"L'avevamo letteralmente vinta, non abbiamo fatto i conti col risultato del campo".
Cosa si aspetta dall'assemblea di oggi?
"C'è sempre una grande confusione. Questa è una Lega che difficilmente può mantenersi così come è strutturata. Ci sono diverse componenti che non riescono a capire che bisogna passare attraverso la riduzione delle squadre. Qualcuno pensa che si possa ridurre la C a un campionato giovanile. Siamo fuori da ogni logica: la C in Italia, a differenza dell'Europa, ha avuto spessore e forza proprie. Trapani-Catania aveva 25mila spettatori. La C è sempre stata una fucina di novità. Si ha il dovere di alimentarla. Anche passando attraverso rinunce dolorose: è stato un errore permettere alle squadre di D di accedere subito alla C e non ad un campionato cuscinetto come era la C2. Il rimedio è ridurre le squadre".
L'idea delle seconde squadre non la convince.
"A chi servirebbe? Oggi si permette alle società di C di avere tanti giocatori di A valorizzati. Con le seconde squadre li avrebbero? Fermo restando che io sono del parere che parlare di settore giovanile è una falsa speranza. I soldi buttiamoli nelle strutture e nei settore giovanili".


