INTERVISTA TC - Morrone (Adicosp): "Parli il campo, no gli avvocati"
Un delicato momento per il calcio italiano in generale, non da meno per la Serie C. Corsi e ricorsi stanno facendo adesso da padrone, con il campo che sembra sono un contorno, e di questo i microfoni di TuttoC.com ne parlano con Alfonso Morrone, DG del Pro Piacenza ma anche presidente dell'Adicosp (Associazione direttori collaboratori sportivi),
Caos totale nel calcio italiano, ma la stagione, con la Coppa Italia ha preso il via.
“Mi allineo con l'AIC, non è questione di prendere posizioni pro o contro i club, ma di notare come tante società non rispettino gli adempimenti, avendo comunque la meglio a discapito di tanti club che invece operano nel pieno rispetto dei regolamenti. Si sta perdendo il presupposto sportivo, dovrebbe essere il campo a comandare mentre qui sembra tutto deciso dagli avvocati”.
Come si deve intervenire?
“Molto semplicemente, modificando alcune norme, noi vogliamo il rispetto delle regole economiche e finanziare: non tutti possono fare il calcio professionistico, qui non si gioca al gioco delle poltrone. Ed è assurdo vedere che alcune promozioni e retrocessioni sono fatte dagli avvocati. Paradossalmente, le società che fanno bene pagano le loro virtù, e lo slittamento dei calendari è lo specchio di tutto ciò: Serie B e Serie C devono attendere la giustizia per poter fare il loro corso. Ma questa dovrebbe essere perentoria, serve la certezza del diritto, che nel calcio sta venendo un po' meno. Io, a esempio, sarei anche per anticipare la data di presentazione delle domande di iscrizione ai campionati”.
Tante squadre sono sparite, di conseguenza anche tanti DS. L'Adicosp che posizione prende?
“Purtroppo i tanti club che spariscono lasciano anche questa problematica, persone che purtroppo perdono il lavoro. Noi siamo a disposizione di coloro che hanno bisogno di assistenza”.
In C, al netto di rinvii e ricorsi vari, si arriverà alle 60 squadre?
“La Serie C è stata aperta anche alle Squadre B, e nonostante tutto non siamo ancora arrivati a 60 compagini iscritte. Le riforme non vanno imposte, ma condivise, serve il rispetto delle istituzioni, e mi auguro si vada quanto prima al voto per la Federazione, il calcio necessita di una governance”.
In una precedente intervista, disse che Abete era l'uomo giusto. E' ancora di questa idea?
“Assolutamente si, Abete, pur essendo un volto noto, può garantire un nuovo corso. Serve comunque un presidente votato da tutte le componenti, che faccia fatti nuovo e giuste riforme che diano altro valore e sostenibilità al calcio”.


