Paganese, l'attacco paga il dazio: si cerca una punta
La Paganese domenica scorsa con il pareggio col Como è riuscita a strappare un piccolo sorrisino ai suoi supporters, finalmente sereni nel poter parlare di una squadra in crescendo, che ha cominciato a raccogliere i primi frutti dopo aver inanellato una serie di sconfitte consecutive che sembrava non poter mai finire, ma soprattutto che dopo la disastrosa trasferta di Lumezzane ha cominciato a conciliare l'aggressività con il bel gioco, pur non raccogliendo niente nella trasferta di Cremona ed un discreto punto nella sfida salvezza con i lariani, terminata 0 a 0.
Gli azzurrostellati sono proiettati con la testa verso l'insidiosissima trasferta di La Spezia, la quale non poteva capitare in un momento peggiore. Gli spezzini stanno viaggiando a vele spiegate scalando di gradino in gradino la graduatoria generale. Il tecnico ligure Pane - che l'azzurrostellato non "vorrà proprio vederlo", avendo perso alla guida della Reggiana la celeberrima finale playoff di C2 proprio contro i liguorini - ha infuso fiducia alla sua squadra, la quale fino al suo arrivo non aveva certo entusiasmato, pur essendo composta da calciatori con un importante passato alle spalle. Con gli acquisti di Vannucchi e Saudati, però, lo Spezia ha cominciato ad ingranare la marcia giusta, vincendo, convincendo e rifilando agli avversari sconfitte difficili da digerire (vedi il 3 a 0 al Monza). Gli azzurrostellati non vorranno di certo fare la fine dei brianzoli, considerando la classifica deficitaria, gli infortuni a non finire e le continue squalifiche. Per aggiustare qualcosa, però, i dirigenti hanno deciso, come di consueto nei mercati di riparazione, di andare a tappare le lacune di questa squadra, in modo da rendere questo un organico competitivo, capace di lottare contro tutti e di ambire ad una salvezza tranquilla. La difesa sembrerebbe esente da migliorie avendo già ricevuto in dono da Capuano l'esperto Luca Fusco, che è andato a completare un reparto che ha fatto un po' acqua nelle ultime gare. Necessita di qualche miglioria il centrocampo, imbottito di incontristi ma privo di un regista di ruolo: occhio a De Martino, nativo di Nocera, ed a Camorani del Pescara, mediano esperto che non trova spazio con i biancazzurri in serie B e che potrebbe riproporsi da queste parti, essendo già stato alla Nocerina dodici mesi fa. In attacco poi, con calciatori che fanno fatica a segnare, la Paganese sarebbe pronta ad intervenire tempestivamente. Si sta proponendo sempre con più insistenza il nome di Umberto Prisco, attaccante classe '87 in forza all'Aversa, già alle dipendenze di Capuano a Potenza lo scorso anno. La Paganese, si sa, vive un momento difficile in attacco, dove sebbene abbia a disposizione calciatori di sicuro affidamento, fa fatica ad essere concreta. Sulla carta l'attacco dovrebbe rappresentare il reparto più coperto, poiché Magliocco e Tedesco sono esperti di questa categoria, e Tortori potrebbe rappresentare la sorpresa, a patto che migliori le sue prestazioni (e poi tanto sorpresa non è, considerando le nove reti siglate lo scorso anno dall'attaccante scuola Lazio proprio con la casacca azzurrostellata). Resterebbe vuota un'altra casella, che potrebbe essere tranquillamente occupata dal giovane Siciliano, classe 90' prodotto della Berretti, che Capuano ha convocato e fatto esordire domenica scorsa nella gara col Como. Molto probabilmente verrà ingaggiata una giovane prima punta proveniente da vivai di squadre "amiche", Lecce docet.
Con 8 goal in 14 partite la Paganese conta il peggior attacco del girone: siamo davvero sicuri che Prisco - sei presenze e zero reti in questo inizio di stagione con la maglia dell'Aversa Normanna, in Seconda Divisione - possa quindi curare i mali che affliggono il reparto avanzato azzurrostellato? Meglio andare sul sicuro, per non ripetere gli errori grossolani fatti in passato acquistando Zarineh e Giglio, giusto per citare qualche nome, quando poi lì in avanti serviva un giocatore dal fisico possente, ma non si sarebbe dovuto tralasciare la tecnica e il fiuto del goal, che è venuto a mancare nei due ex sopra citati.


