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Pavia, Zanchi a TLP: "Dalla parte di Macalli al 120%. Lega Pro serbatoio ideale per le grandi. Però, per valorizzare i giovani...TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
sabato 19 febbraio 2011, 00:00Interviste TC
di Nicolò Schira
per Tuttoc.com

Pavia, Zanchi a TLP: "Dalla parte di Macalli al 120%. Lega Pro serbatoio ideale per le grandi. Però, per valorizzare i giovani...

Settimana rovente nell'universo della terza serie in seguito alla querelle diritti tv che al momento vede lesi i diritti delle ottantacinque società di Lega Pro. Una settimana in cui si è dibattuto molto sulle potenzialità e sull'importanza della terza serie del calcio italiano. Per conoscere e capire meglio come funziona la gestione di un club e le regole riguardanti diritti tv e valorizzazione dei giovani, TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il Direttore Generale, nonchè Amministratore Delegato del Pavia Alessandro Zanchi.

Partiamo dalla questione relativa alla distribuzione dei diritti televisivi prevista dal decreto Melandri: qual'è la posizione del Pavia?

"Noi appoggiamo pienamente e incondizionatamente, non al 100 bensì al 120%, l'operato del nostro presidente di Lega, Mario Macalli, anzi vorrei aggiungere ufficialmente che il Pavia Calcio è pronto ad intraprendere qualunque azione Macalli riterrà opportuna pur di tutelare in ogni sede i diritti spettanti al Pavia, ma più in generale ad ogni società militante in Lega Pro. Purtroppo spesso a livello mediatico ci si ricorda della Lega Pro soltanto per penalizzazioni e fallimenti di club, invece non bisogna dimenticare che molti campioni che attualmente militano in grandi squadre di Serie A sono stati svezzati e cresciuti nell'ex Serie C grazie all'esistenza di formazioni che fanno grandi sacrifici pur di allestire ogni anno squadre dignitose e competitive. Pertanto ottenere soltanto l'1% dai diritti tv rappresenterebbe un danno gravissimo per le ottantacinque società di Lega Pro oltre che limitare nella propria crescita realtà che rappresentano un bacino d'utenza importante a livello di tifosi".

Il Pavia in estate ha sposato il progetto della linea verde, ci spiega come funziona il famoso discorso dei contributi e quali sono i giocatori che ne fanno parte?

"Le regole sono così definite: per accedere ai contributi relativi al minutaggio bisogna schierare per tutto l'arco della gara almeno due calciatori nati dal 1989 in poi oltre ad averne almeno otto in rosa nati dall'87 in poi. Questa è la condicio sine qua non per accedere al termine del campionato ai contributi, tuttavia ci sono dei importanti parametri da ricordare: inanzitutto le ultime tre giornate di campionato, più eventuali Playout e Playoff, sono escluse dal conteggio ed inoltre otto giornate di campionato, a discrezione di ogni club, sono da considerarsi bonus ovvero in quelle otto partite le società possono non schierare i giovani senza perdere la possibilità di accedere ai contributi a fine anno. Tuttavia, seppur anche solo per un minuto, una società oltrepassa il bonus delle otto gare perde qualunque possibilità per accedere ai contributi federali dato che queste regole sono state emanate appunto per incentivare le società a puntare e valorizzare i giovani che rappresentano il serbatoio dal quale attingere in prospettiva futura per le grandi. Infine la distribuzione dei contributi è differente per i giocatori in base alla discriminante dell'anno di nascita: quelli dell'87 accederanno soltanto al 40%, gli '88 al 60%, gli '89 all' 80%, i '90 al 100%, i '91 al 120% e i '92 al 140% dei contributi".

Spesso capita di assistere la domenica a match fra squadre giovani ed in regola con gli stipendi contro club ricchi di giocatori di spessore, ma in forte ritardo con i pagamenti. Da Amministratore Delegato (di una società sana come dichiarato dalla COVISOC ndr) che effetto le fa questa situazione?

"Pur mantendo sempre il massimo rispetto per i giocatori e gli staff tecnici coinvolti, dispiace osservare come certe società facciano le cose per bene, osservanti in pieno delle regole, e magari si trovino impelagate in situazioni scomode di classifica a fronte di altre che fanno le cose un pò meno per bene, ma veleggiano in posizioni di rilievo; perchè alla fine tutto questo si ripercuote sul campionato inficiando il cammino delle squadre che, con laboriosità e sacrifici, rispettano regole e scadenze. Quando succedono queste situazioni si rimane un pò con l'amaro in bocca dato che, molto spesso, le società colpevoli vengono sì penalizzate, ma solo minimamente rispetto al guadagno che hanno tratto dalla mancata osservanza delle regole. Forse con penalizzazioni più robuste e severe nei confronti dei club non in regola eviteremmo ogni anno di assistere a continui deferimenti e polemiche che però puniscono soltanto lievemente i club in dolo senza effettive ripercussioni sulle posizioni della classifica".

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