INTERVISTA TC - Rende, Rigoli: "Tutelare calcio, non ci sono solo giocatori"
Pino Rigoli, allenatore del Rende, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per parlare del momento del calcio e della Serie C in ottica emergenza coronavirus:
Come valuta un'eventuale conclusione del campionato?
"Sicuramente ci troviamo in una situazione di grande difficoltà, questa pandemia ci ha colto tutti di sorpresa, non era preventivabile. La prima cosa da pensare è preservare la salute degli italiani e non solo, in quanto è un problema mondiale. E non dobbiamo dimenticare tutte le persone che sono morte fino a oggi. Questo virus purtroppo farà altre vittime. Dal punto di vista sportivo ovviamente la cosa migliore sarebbe chiudere la stagione sul campo, ma è molto difficile. Neanche i vertici mi sembra a oggi sappiamo che strada percorrere. Se non si potrà chiudere il campionato giocandolo, si dovrà una soluzione equa e giusta, che non danneggi nessuno".
In caso di stop si parla di blocco delle retrocessioni e promozioni per le prime in classifica.
"Dal momento che ancora ci sarebbe un terzo di campionato da disputare, a mio avviso non si possono decretare le retrocesse. Anche se in Serie C ci sono squadre che sul campo hanno un distacco tale di punti che meritano la Serie B. Ad esempio nel nostro girone la Reggina ha nove punti di vantaggio sulla seconda, ha vinto il campionato diciamo al 90%, mentre il Monza al 100% nel Girone A. Anche il Vicenza è virtualmente promosso. Da un punto di vista regolamentare magari non sarà corretto, ma dal punto di vista morale credo che queste tre squadre meritino la Serie B".
E' stata avanzata l'ipotesi sorteggio per la quarta promozione.
"Non mi trovo d'accordo con questa soluzione, secondo me bisognerebbe premiare la migliore seconda a parità di partite, quindi chi ha effettivamente fatto più punti rispetto agli altri".
Il futuro la spaventa?
"Non mi spaventa ma mi preoccupa, questo sì. L'azienda calcio ha un fatturato enorme e non parlo solo di calciatori e staff. Attorno al calcio vivono e lavorano tante persone, che magari guadagnano un normale stipendio. E' questo che mi preoccupa. Mi auguro che i vertici del calcio e il nostro Governo possano favorire una ripartenza importante per il calcio, non di secondo piano rispetto a tante altre attività. Il problema non è tanto finire i campionati ma far ripartire il movimento calcio, che muove l'economia, con tante famiglie che vivono di e per il calcio. Ci sono investitori che sono impegnati in questo mondo da decenni. Fermo restando che bisogna salvaguardare la salute delle persone".
Il campionato di mister Rigoli a Rende?
"Da un punto di vista delle prestazioni è stato molto positivo. Tranne che per il match di Teramo, dove avevamo ben undici assenti, ce la siamo giocata con tutti. Purtroppo non ci sono stati gli episodi positivi che sarebbero stati utili per invertire la rotta. Abbiamo fatto un buon lavoro, ripartendo quasi da zero. Ho trovato giocatori molto disponibili tanto quanto la società che ci ha dato grande fiducia. Sappiamo che il calcio vive di risultati ma devo dire che con una squadra giovane, con tanti esordienti in Serie C, abbiamo fatto gare importanti. Sono convinto che avremmo potuto fare un bel finale di campionato".


