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L'Aquila, Potenza a TLP: "Quante falsità sul mio conto. Vogliamo ridare la felicità al popolo aquilano"TUTTOmercatoWEB
Francesco Potenza
© foto di Federico De Luca
domenica 6 marzo 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Claudio Gallaro
per Tuttoc.com

L'Aquila, Potenza a TLP: "Quante falsità sul mio conto. Vogliamo ridare la felicità al popolo aquilano"

Quattro gol nelle ultime due partite, sei totali in stagione. La corsa per un posto nei playoff dell'Aquila non può prescindere dalle prestazioni di Francesco Potenza. L'attaccante classe '86 è un esperto in fatto di promozioni, avendone conquistate due consecutive con le maglie di Pro Vasto e Lucchese. Il cartellino del ragazzo di Cirò Marina è di proprietà dell'Ascoli, ma adesso la squadra rossoblu punta molto su di lui per continuare a coltivare il sogno Prima Divisione. In esclusiva per TuttoLegaPro.com, Potenza racconta la sua esperienza nel capoluogo abruzzese e spegne definitivamente la macchina del fango che l'ha preso di mira negli ultimi tempi.

Ci racconti brevemente il tuo percorso calcistico, partito da Cirò Marina?
“Ho iniziato la mia carriera a Brindisi e Bitonto in D. Poi sono passato alla Pro Vasto con cui ho ottenuto la promozione in C2. Nell’estate del 2009 sono stato acquistato dall’Ascoli e ho giocato la prima parte di stagione in Serie B (14 presenze, ndr). A gennaio, siccome volevo giocare con più continuità, ho preferito andare in prestito alla Lucchese, con cui ho raggiunto un’altra promozione in Prima Divisione. Quest’estate ho ricevuto diverse proposte, ma alla fine ho scelto L’Aquila e a distanza di qualche mese sono contento della mia scelta”.

L’Aquila è la squadra uscita maggiormente rafforzata dal mercato di gennaio. Franciel e Carcione arrivano dalla Prima Divisione, Piccioni e Stamilla hanno fatto pure la B. Vi sentite un po’ gli osservati speciali del girone B in chiave playoff?
“No, perché avevamo già chiuso il girone d’andata al terzo posto. Certo, con i nuovi acquisti c’è più possibilità di raggiungere l’obiettivo playoff”.

Nella finestra invernale proprio tu sei stato al centro di voci e trattative. Si è parlato di un tuo scarso impegno, di un rapporto difficile col presidente Gizzi e che la tua presenza fosse destabilizzante per lo spogliatoio : ci spieghi cosa è successo veramente per archiviare tutte queste voci?
“Su di me sono state dette tantissime cose non vere e mi ha dato molto fastidio che la gente dicesse certe stupidaggini. Col presidente non c’è stato nessuno scontro: dopo la sconfitta di Prato, c’è stato un confronto negli spogliatoi, non solo con me ma con tutta la squadra. Sulle voci di mercato erano tutte parole perchè c'era solo un’offerta vera, quella del Giulianova, dove mi voleva il mio ex allenatore a Vasto, Pino Di Meo. E’stato anche detto che io ho rifiutato proposte dalla Prima Divisione, come il Benevento, ma mi sembra un controsenso che un giocatore possa rifiutare una piazza prestigiosa come quella giallorossa. E’ una falsità senza alcun fondamento anche la storia che io non do’ tutto quando gioco. Il campo parla chiaro".

Hai detto che quest’estate hai faticato a trovare squadra dopo due campionati vinti con Pro Vasto e Lucchese. Perché?
“Credo che qualcuno abbia travisato quello che ho detto. La scorsa estate volevo rimanere ad Ascoli oppure andare in prestito in Prima Divisione. Ad Ascoli sono rimasto fuori dalle liste, assieme a tanti altri giocatori, a fine agosto, in Prima Divisione molte squadre puntavano tutto sull’impiego degli under per i contributi federali. In Seconda Divisione avevo tante situazioni aperte come Latina, Brindisi e L’Aquila. Alla fine ho scelto di venire qui e sono felicissimo di essere rimasto dopo il mercato di gennaio”.

Tu sei un giocatore di proprietà dell’Ascoli. Cosa ne pensi dell’attuale situazione societaria dei bianconeri?
“Spero che si risolva tutto per il meglio. Ascoli è una piazza troppo importante per fallire”.

L’anno scorso, nella prima parte di stagione, hai totalizzato 14 apparizioni in B venendo dalla D. Come è stato l’impatto con la serie cadetta. Credi di non essere ancora pronto per la categoria?
“Ero contentissimo ad Ascoli, mi allenavo con giocatori di grande esperienza e sono cresciuto molto. E’ normale avere delle difficoltà quando passi direttamente dalla D alla B, però loro volevano che io rimanessi. Alla fine ho deciso di scendere di categoria per giocare di più”.

Questa è senza dubbio la tua miglior stagione dal punto di vista realizzativo. Merito di chi? Modulo, squadra oppure di qualcos altro?
“Penso che sia merito di un gruppo davvero unito. Tutti giocano per la squadra e mai per se stessi. Poi giocando da seconda punta e partendo da più lontano, riesco a trovare la via della porta con più continuità”.

L’Aquila e il popolo aquilano è stato messo in ginocchio dal terremoto e a distanza di un anno e mezzo non è riuscita ancora a rialzarsi completamente. Credi che lo sport come il calcio o il rugby possano dare una spinta a questa risalita?
“Lo sport aiuta tanto. Sappiamo che gli aquilani stanno ancora vivendo un brutto periodo, però speriamo che la città si riscatti grazie ai risultati delle squadre di calcio o di rugby. La gente viene allo stadio e ci segue con affetto e per loro è anche un modo per non pensare ai problemi di tutti i giorni”.

Quale squadra non vorresti ritrovare nei playoff: Carpi o Carrarese?
“Sono due squadre attrezzate per vincere il campionato. In un eventuale partita secca nei playoff non credo ci siano squadre imbattibili”.

Domani (oggi, ndr) contro la Giacomense sarà sfida playoff. La squadra ferrarese è molto temibile in casa. Che partita ti aspetti?
“Sarà una partita molto dura. All’andata siamo riusciti a vincere con un mio gol, ma ricordo che ci misero in difficoltà. Noi siamo più compatti rispetto ad allora e ci siamo allenati bene per affrontare questa partita”.

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