Gubbio, Torrente a TLP: "Due promozioni in due anni sarebbero un gran biglietto da visita per me"
Vincenzo Torrente non lo dice mai esplicitamente, lo chiama "il sogno", ma con 8 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, per il suo Gubbio la promozione diretta in Serie B potrebbe diventare presto realtà. E in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com lo ribadisce con forza: "Siamo la prima in classifica e vogliamo continuare a esserlo". D'altronde i numeri sono tutti dalla loro parte e la volontà di tutta la squadra è di continuare nel cammino intrapreso, senza però dimenticare il lavoro dei propri avversari, in questo caso il Sorrento: "Un osso duro costruito per vincere" lo definisce Torrente, che aggiunge "Ci sarà da lottare fino alla fine". Il tecnico degli eugubini parla anche delle sorprese e delle delusioni di questo campionato e in chiusura si lascia andare ad un commento sulle voci che lo vorrebbero vicino al Livorno di Spinelli, ricordando come troppo spesso questi accostamenti si sono trasformati solo in pubblicità negativa.
Mister, ad inizio campionato avrebbe firmato per una tranquilla salvezza oppure già aveva sentore che le vostre prestazioni avrebbero potuto portarvi così in alto?
"All'inizio dell'anno siamo partiti con una squadra quasi nuova: sono rimasti solo 5 o 6 ragazzi dell'anno scorso, quindi un gruppo rinnovato. Il nostro obiettivo era quello di raggiungere una salvezza tranquilla, poi nel corso delle settimane vittorie importanti contro squadre importanti ci hanno dato la convinzione di poter essere competitivi e di poter fare bene, però di sicuro non arrivavamo a pensare che a nove giornate dalla fine del campionato saremmo stati primi con otto punti sulla seconda".
Infatti i numeri testimoniano che da ottobre ad oggi avete compiuto un vero e proprio exploit, nonostante il punto di penalizzazione.
"Esatto, altrimenti avremmo ben nove punti sul Sorrento. Comunque mancano ancora nove partite e quindi ci sono ancora a disposizione 27 punti: può succedere di tutto: sappiamo che abbiamo alle spalle un osso duro come il Sorrento che è una squadra costruita per vincere. Ci sarà da lottare fino alla fine".
Lei dopo la partita col Como aveva dichiarato: "Non siamo il Barcellona, qualche volta possiamo pareggiare", però le statistiche dicono che il vostro percorso è nella scia delle grandi compagini d'Europa: a febbraio siete persino entrati nella top ten delle squadre europee che hanno vinto di più...
"Io mi sono espresso così perché quando mi sono presentato in sala stampa, ho visto una certa delusione e invece bisogna essere strafelici di quello che stanno facendo questi ragazzi straordinari. Un pareggio col Como ci può stare perché è una squadra in salute e ha fatto bene. Mi sono espresso così - dicendo appunto che non siamo il Barcellona - perché non possiamo vincere tutte le partite: magari fosse così! Abbiamo già fatto tanto fino adesso e speriamo di continuare per raggiungere un sogno".
Ma psicologicamente vedervi così in alto, oltre le vostre stesse aspettative, non vi mette un'ulteriore pressione?
"Infatti noi non dobbiamo avere pressione. Forse quello che è successo col Como domenica è proprio dipeso da un po' troppa pressione e un po' troppo nervosismo. Noi dobbiamo giocare con l'entusiasmo e la spensieratezza di sempre. Dobbiamo giocare da Gubbio: con intensità, aggressività e con il nostro gioco propositivo. L'importante è non perdere la spensieratezza, in quanto è la componente fondamentale".
Lei propugna infatti questo tipo di calcio propositivo ed aggressivo, ma crede che per le prossime partite continuerà a riproporlo o cercherà un atteggiamento maggiormente difensivo per poter salvaguardare la posizione in classifica?
"Queste sono valutazioni che farò di partita in partita: le ho fatte sempre e a maggior ragione ora che i punti diventano pesantissimi. Fino adesso ci siamo sempre espressi con questo tipo di calcio: bello e concreto. Adesso quello che penso è che potremo essere anche meno belli, ma continuando ad essere concreti, perché realizzare questo sogno sarebbe straordinario per la città, per la società, per lo staff, per me personalmente e per i ragazzi soprattutto".
Domenica vi troverete di fronte una Reggiana in crisi di risultati: cosa si aspetta da questo match?
"La Reggiana è in crisi soltanto perché non arrivano i risultati, ma le prestazioni sono state sempre positive. La Reggiana è stata la squadra che all'andata mi ha impressionato di più per qualità di gioco e per le qualità dei singoli. Mi aspetto una squadra determinata e vogliosa di riscattarsi per le ultime partite negative. Ci sarà anche un po' di contestazione, ma cercheranno di compattarsi per battere la capolista. Noi andiamo a Reggio senza tre giocatori importanti (Gomez Taleb, Borghese e Daud, tutti e tre squalificati, ndr) ma con la consapevolezza di far risultato anche perché siamo la prima in classifica e vogliamo continuare a esserlo".
La sua mano è fondamentale in questo straordinario percorso, ma avere nel proprio staff una persona di grande cultura calcistica e di grande spessore umano come Gigi Simoni non può che essere un valore aggiunto.
"Gigi Simoni è una figura importante per la società: porta la sua esperienza e la sua saggezza un po' in tutti i settori. E' importante e bello avere una persona come lui in una società giovane come la nostra. E' un volto pulito e può essere definito un signore del calcio".
Riguardo le sue avversarie da chi si aspettava di più e chi invece l'ha sorpresa maggiormente?
"Mi aspettavo di più dalle squadre blasonate: mi riferisco a Verona e alla stessa Reggiana... Però credo che gli scaligeri le potenzialità per entrare nei play-off ce le hanno e se riuscissero a raggiungerli, sarebbero la squadra favorita. Hanno un potenziale incredibile e un allenatore esperto. Quelli che mi hanno sorpreso, ma che comunque stanno dando continuità negli anni, sono il Bassano - che da ripescata sta facendo benissimo - e soprattutto il Lumezzane. Non sicuramente il Sorrento perché i campani sono una squadra costruita per vincere e sono lì che lottano insieme a noi per il primo posto".
In chiusura Le chiedo una battuta sul fatto che nei giorni scorsi il suo nome è stato accostato al Livorno di Spinelli.
"Il mio nome viene accostato sempre a persone con cui io ho lavorato. Spinelli è un mio ex presidente e sono stato con lui per 12/13 anni. Non vorrei però ricevere pubblicità che non mi fa del bene. Dico che non so niente, anche perché è già successo 4/5 anni fa con risultati negativi. Se è vero, mi fa piacere: vuol dire che il presidente Spinelli mi ha apprezzato come giocatore e mi apprezza ora come allenatore. A volte mi succede di essere accostato al Genoa perché ho fatto una vita nel Genoa: ma sono accostamenti che poi sono tutti da verificare. Certo fanno piacere perché c'è gente che sta apprezzando il mio lavoro in questi due anni qui a Gubbio. In questo momento comunque il mio pensiero e la mia concentrazione è soltanto per il Gubbio, per cercare di raggiungere un obbiettivo che sarebbe straordinario per tutti. In due anni da professionista raggiungerei due obbiettivi importanti consecutivamente. E se l'anno scorso già si parlava di obbiettivo storico, questo lo sarebbe ancora di più: due promozioni in due anni sarebbero una grande soddisfazione, ma soprattutto un gran biglietto da visita per me in prospettiva futura".


