Canavese, mister Rossi a TLP: "Spero tutti si ricordino del lavoro che ho fatto"
Quest’anno mister Ezio Rossi ha preferito ricominciare dalla Seconda Divisione, e ha fatto bene, visti i risultati lusinghieri che il Canavese, da lui allenato, ha fin qui riportato. Ad opera dei piemontesi è caduto in casa il Tritium, che sarebbe potuto rimanere saldamente in testa, e così si è riaperto il campionato al vertice. E senza una penalizzazione di ben 6 punti gli azzurrogranata di San Giusto Canavese sarebbero addirittura al quinto posto, in zona playoff. Rossi, intervistato da TuttoLegaPro.com, ci dice anche che non dispera di poter tornare nelle categorie superiori nel futuro.
“E’ tutto l’anno che offriamo sempre buone prestazioni – spiega Rossi – poi lo sappiamo che il calcio è fatto anche di situazioni che si concretizzano a favore oppure a sfavore. Domenica scorsa abbiamo fatto bene in casa del Tritium, e tutto è filato per il verso giusto. Altre volte meritavamo qualcosa in più e non abbiamo fatto punti. Vincere in casa della prima in classifica fa notizia, però credo che il nostro gruppo stia facendo molto di più di quanto ci si aspettava. Stiamo valorizzando tantissimi giovani e questo gratifica il nostro lavoro”.
Oltre ai giovani ci sono anche i più esperti, su tutti Cristini, Beretta e Bisso, i quali con i loro gol stanno tenendo in una buona posizione il Canavese. È il giusto mix di età.
“Sicuramente la nostra è una squadra fra le più giovani, e comunque questo è l’unico girone dove ancora si gioca con le squadre che devono rendere al meglio, anche perché negli altri due gironi mi sembra che in zona retrocessione i giochi siano già fatti, per questo motivo ci sono squadre che possono schierare tutti i giovani che vogliono. Noi i giovani li schieriamo per scelta, e vedo che stanno crescendo grazie agli altri compagni un po’ meno giovani che sono di grande esempio e di grande qualità. Mi auguro che tanti dei miei ragazzi prossimamente possano calcare platee più stimolanti e magari senza tanti problemi societari”.
Il Canavese è, suo malgrado, la squadra più penalizzata del girone A con 6 punti sottratti: una penalizzazione così pesante avrebbe steso chiunque altro. Come ci è riuscito a tenere così alta la concentrazione della sua squadra?
“E’ chiaro che senza tanti problemi societari ci troveremmo saremmo più su, ma nel calcio far bene in certe situazioni fa bene solo a se stessi. Spero che per il futuro molti miei giocatori trovino realtà diverse, perché se lo meritano e lo stanno dimostrando sul campo. Dobbiamo fare risultati per noi stessi, a livello sia di squadra sia individuale. Abbiamo giocatori che potrebbero giocare anche in B o in Prima Divisione. Anche io spererei che qualcuno si ricordi di me: dopo tante panchine in B ho fatto una scelta personale quest’anno, e nonostante la situazione in cui mi sono trovato a lavorare, spero si rendano conto che sul campo stiamo lavorando bene”.
Come allenatore era stato prima a Legnago, poi tre annate a Trieste, quindi Torino, Treviso, Padova, Grosseto e Gallipoli. Fra le grandi piazze probabilmente è stato fortunato solo a Trieste, dove ha ottenuto per tre volte di fila il quinto posto, dalla C2 alla B. Il Canavese la sta rilanciando?
“Diciamo che per quello che riguarda il passato ammetto di aver fatto delle scelte sbagliate. I risultati, là dove ho avuto modo di lavorare, li ho sempre ottenuti. Ho vissuto degli esoneri, e il peggior piazzamento negli esoneri fu un settimo posto. Secondo me ho scelto le società sbagliate, più che non aver fatto risultati. Per questo motivo, sono voluto tornare ad allenare per un anno, sapevo che al Canavese si poteva, erano due anni che subentravo e qui invece potevo proporre le mie idee di gioco fin dall’inizio. Ho voluto fare un anno ‘sabbatico’ sperando che nel futuro qualcuno si ricordi di Ezio Rossi per quello che ha fatto e non per quello che rende. Vedo molti miei colleghi che allenano ad alti livelli che non hanno mai vinto un campionato, e ce ne sono altri che invece sono rimasti fuori per anni e ora sono rientrati in auge”.
In vetta comandano in due, Tritium e Pro Patria, seguite dalla Pro Vercelli a un punto. Solo una di queste tre squadre può vincere questo campionato, oppure può esserci un clamoroso ritorno del Lecco?
“A mio avviso per il gioco espresso meriterebbero di più Tritium e Pro Patria, per cui mi auguro che vinca chi gioca meglio. La Pro Vercelli e il Lecco sono comunque due squadre che hanno fatto degli organici per vincere il campionato, ed è giusto che lottino per vincere il campionato. Non escluderei nemmeno che si riprenda il Savona”.
Domenica prossima riposerete. Questa vostra sosta arriva nel momento opportuno?
“Di solito quando si vince non si vede l’ora di tornare in campo subito. A me piace il calcio giocato ogni domenica, talvolta ho avuto anche modo di giocare di mercoledì, ma quando si scende in campo è la cosa più bella che ci sia nel calcio. Comunque il calendario va accettato per quello che è. Lavoreremo per poi riprendere là dove abbiamo sospeso il nostro lavoro”.
A questo punto, ve lo sentite ancora il tempo materiale per gli spareggi promozione?
“Noi lavoreremo per produrre un finale che ci porti almeno, per quello che sarà il nostro punteggio reale, a raggiungere i playoff. Poi, è chiaro che la classifica terrà conto delle penalizzazioni, ma ho detto ai ragazzi che se a fine campionato saremo nei playoff, anche solo con la nostra coscienza e con i punti fatti sul campo, dovremo essere orgogliosi di questo”.


