MELLI a TLP: "In Italia non c'è cultura sportiva, per questo è difficile puntare sui giovani..."
Dopo la prima puntata del nostro Focus esclusivo nel quale abbiamo interpellato Riccardo Guffanti, ora per parlare della crisi del calcio italiano che fra le prime sedici d'Europa fra Champions ed Europa League ha solo una rappresentante e della mancanza di giovani talenti, abbiamo incontrato a Collecchio dove svolge il ruolo di Team Manager del Parma, l'ex centravanti gialloblù Sandro Melli che ai tempi di Nevio Scala con i suoi gol contribuì alla vittoria di diversi allori internazionali fra cui la Coppa della Coppe e la Coppa Uefa.
Come mai il nostro calcio stenta così tanto nelle competizioni europee rispetto a quello inglese e spagnolo, ma anche al movimento tedesco e francese?
"Bisogna riconoscere in primis che il calcio italiano sta attraversando un periodo di crisi e di involuzione a livello internazionale. Le cause di questi ripetuti flop sono moltiplici e non riguardano solo i risultati, ma soprattutto la gestione del movimento: da noi ogni società è alle prese con le problematiche degli stadi vuoti, della mancanza di cultura sportiva, del risultato a tutti i costi. Non è affatto un caso dunque se ogni anni gli stadi si svuotano e se perdiamo appeal; infatti oggi il calcio italiano rimane competitivo soltanto in virtù degli intrioti televisivi e grazie alla cassa mediatica dei giornali. Anche a livello di merchandising siamo indietro parecchio rispetto a Inghilterra, dove tutti i tifosi si recano allo stadio con la maglietta ufficiale della propria squadra, e Spagna dove i grandi club ammorizzano gli ingaggi dei calciatori grazie ai ricavi pubblicitari e relativi alle vendite dei prodotti ufficiali legati ai propri campioni".
Un altro grave fattore di crisi riguardante il calcio nostrano riguarda la mancanza di giovani: qual'è la sua spiegazione in merito?
"A mio avviso i giovani bravi in Italia ci sono e nella medesima misura del passato. Il problema riguarda la cultura sportiva del nostro paese, dove il risultato è imperante ed imprescindibile. Ergo non c'è possibilità di aspettare i giovani, serve il coraggio di lanciarli, ma anche quello di aspettarli, perchè bastano due sconfitte per creare malumori e tensioni e i primi a provocarle sono gli stessi che poi invocano il lancio e la valorizzazione di giovani talenti".
C'è una punta attuale nella quale si rivede?
"Come movenze in campo mi piace e mi rivedo molto in Marco Borriello della Roma".


