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Cavese, il tecnico Melotti rimette il suo mandatoTUTTOmercatoWEB
Mauro Melotti (tecnico della Cavese)
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
domenica 27 marzo 2011, 19:45CALCIOMERCATO
di Orlando Savarese
per Tuttoc.com

Cavese, il tecnico Melotti rimette il suo mandato

Dopo lo 0-0 con il Lanciano il tecnico chiede garanzie: "Vorrei che mi mettessero a posto il campo e che si lasciasse lavorare la squadra"

Questa volta Mauro Melotti non ce la fa più. Troppe contestazioni, troppe dicerie, e la conseguente decisione dell’allenatore della Cavese di rimettere il mandato ancora una volta nelle mani del dg Maglione appena dopo la partita pareggiata con il Lanciano. Se il tecnico confermerà di non essere disposto a continuare, lo si capirà solo nelle prossime ore. Il gesto di Melotti potrebbe provocare una scossa, anche perché chiede delle garanzie.

"Ho rimesso il mandato nelle mani di Maglione: deciderà lui quello che c’è da fare - ha esordito in sala stampa Melotti - Non si può nascondere che stiamo facendo un campionato al di sotto delle aspettative di tanta gente, ma per me non è comunque un campionato sotto le aspettative: i giocatori non mi sentirò mai di condannarli, e credo che contro il Lanciano si sia visto. Dopo il rigore che abbiamo preso, i ragazzi hanno resistito alla pressione. Non mi sembra che il Lanciano abbia tirato molto in porta, comunque è un anno che va così". Ecco i motivi del suo nuovo gesto, sette giorni dopo le dimissioni di Lucca. "Sono stanco tutte le settimane del fatto che non possiamo mai lavorare con tranquillità. Bombe di qua, bombe di là, i tifosi ci vengono a contestare direttamente, e in più non c’è stata la possibilità di rullare e bagnare il campo di gioco. E poi, quando ho una squadra oberata psicologicamente, nel momento in cui non rimbalza bene il pallone, trova ulteriori problemi. Per tutta questa somma di circostanze, ho rimesso il mandato". Qui arriva alle richieste. "Vorrei che mi venissero date delle garanzie diverse da quelle che non ho avuto fino adesso - aggiunge Melotti - Chiedo che mi mettano a posto il campo dove noi giochiamo, perché è insufficiente. Poi mi farebbe piacere se i giocatori, una volta al campo, non si trovassero in una contestazione. Io voglio lavorare in tranquillità. I tifosi li capisco, ma bisogna aiutare la squadra, anziché contestarla. Non è un obbligo pagare il biglietto per il gusto di venire a rompere le uova nel paniere. È troppo comodo stare vicino alla squadra solo quando va bene. Il vero tifoso non è questo. Comunque se i ragazzi giocano così come hanno fatto col Lanciano, possono farcela benissimo a non retrocedere: ce la stanno mettendo tutta, e ci sono 7-8 squadre che non mi sembrano tanto superiori a noi".

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