Alessandria, Marchesetti a TLP: "Costacurta potrebbe essere un grandissimo allenatore. Pellissier ottimo giocatore e splendida persona"
Guardando le statistiche di Mattia Marchesetti, esterno offensivo classe 1983, ci si rende conto di essere di fronte ad un giocatore vero, che vanta 23 apparizioni in serie A, impreziosite anche da una rete, e ben 85 presenze e 6 gol in serie B. Originario di Crema ha cominciato la sua carriera agonistica nel 2001 in C2 con la maglia grigiorossa della Cremonese, e non è cosa non da poco... Dopo un'annata difficile a Mantova, nella stagione 2010-11 veste la casacca dell'Alessandria, terza in classifica nel girone A della 1^ Divisione. Cerchiamo di conoscerlo meglio in questa intervista esclusiva per il nostro portale TuttoLegaPro.com.
Mattia, segnare un gol è sempre emozionante. Ma, si sa, le reti non sono tutte uguali. Nella tua carriera quali sono state le marcature che ti hanno dato più gioia?
“Ricordo il mio primo e unico gol in serie A come se fosse ieri. Giocavo nel Chievo e la partita si giocava a Verona, contro il Parma. Entrai a gara in corso e Zanchetta mi fece un assist molto invitante, in profondità. Dopo aver fatto rimbalzare la palla riuscii a superare Frey in uscita. In quel momento ho realizzato il mio sogno di bambino, fare un gol nella massima serie. Poi c'è stata un'altra rete che mi ha emozionato tantissimo. E' l'ultima che ho segnato, domenica scorsa contro il Pergo. In tanti anni di carriera non mi era mai capitato di giocare contro la squadra della mia città. A Crema non sono mai stato molto amato, perchè fin da giovane ho giocato nella Cremonese, la loro rivale storica. Per me era quasi una sfida a livello personale e l'attendevo da tempo. Quando sono usciti i calendari, la prima cosa che ho fatto è stato vedere le date delle partite contro il Pergo...”.
Hai citato Zanchetta, ma tu hai giocato anche con molti altri calciatori di altissimo livello. Chi ti ha impressionato di più?
“E' un attaccante, si meriterebbe di giocare in una grandissima squadra e si tratta di Sergio Pellissier. Un ottimo giocatore ed una splendida persona, sul campo e fuori. Mi ha sempre dato tanti buoni consigli ed era sempre pronto ad aiutare i compagni per fare sempre meglio”.
Mattia, in questi anni hai, ovviamente, avuto anche molti allenatori, sicuramente diversi tra loro. Qual è il mister che ha “segnato” la tua carriera?
“All'inizio, a Cremona in C2, sicuramente è stato Roselli. Grazie anche al suo gioco ho segnato molto ed ho fatto il salto in serie A. Ricordo con piacere anche Brucato, a Mantova. E poi ci sono stati Beretta e Del Neri, al Chievo, Novellino, alla Sampdoria, Gregucci al Vicenza. Tutti mi hanno insegnato qualcosa. Non voglio, però, dimenticare Costacurta, una persona notevole. Quando cominciò, a Mantova, avevamo quasi soggezione di fronte ad un campione di quella levatura. Anche se per il momento ha deciso di fare l'opinionista televisivo, ritengo che abbia tutte le qualità per essere un grande allenatore”.
Dopo l'esperienza con Costacurta, però, la scorsa stagione a Mantova non è andata bene per te. Cosa non ha funzionato?
“Inizialmente sembrava che si dovesse giocare con un modulo, il 4-4-2, particolarmente adatto alle mie caratteristiche, poi mister Serena ha deciso di cambiare assetto, passando al 4-3-1-2, e per me era diventato difficile trovare posto. Quello che mi dispiace davvero, però è che l'allenatore non mi ha mai dato una vera possibilità, Ero stato messo in disparte, soprattutto nel secondo periodo del campionato. Il mister mi imputava responsabilità che non avevo, perciò vivevo una brutta situazione anche dal punto di vista umano”.
Passiamo alla stagione in corso. Potresti essere la carta in più per l'Alessandria in questo finale di stagione, nella lotta per raggiungere i play-off...
“In questo momento sto bene fisicamente ed ho tanta voglia di rilanciarmi. Vorrei davvero essere utile a questa Alessandria che, secondo me, merita davvero di raggiungere un grande obiettivo. La situazione societaria non è facile, ma questo gruppo è molto unito e concentrato. Come minimo meritiamo i play-off e poi potremo giocarcela con tutti”.
Un'ultima domanda. In serie B, come in serie A, le maglie sono personalizzate ed ogni giocatore ha un suo numero. Qual è il tuo numero preferito?
“Il mio numero fortunato è il 7, ce l'ho persino tatuato e l'ho quasi sempre avuto. Anche se sono in scadenza di contratto mi piacerebbe davvero restare ad Alessandria e, magari, il prossimo anno indossare la maglia grigia con il mio nome ed il numero 7...”. A buon intenditor... poche parole!


