Pro Patria, Pacilli a TLP: "Puntiamo al primo posto: lo dobbiamo ai tifosi"
Con la Pro Patria ha vissuto di tutto: la cocente delusione della retrocessione, la disastrosa situazione imperante e, non da ultimo, la maxi squalifica inflittagli dal Giudice Sportivo per presunte irregolarità relative al suo trasferimento dalla Ternana al Chiasso, risalente al 2006. Ora è tempo di raccolta. Mario Pacilli vuole la Prima Divisione e con lui tutta la squadra. Non usa mezzi termini l'attaccante nato a L'Aquila ventiquattro anni fa che nell'intervista esclusiva targata TuttoLegaPro.com racconta le emozioni e le ambizioni sue e dei compagni a 360' dal termine del campionato. Dove la Pro Patria è terza ad un passo dal primo posto.
Quanto credete nella promozione diretta?
"Tantissimo. E' ormai da un anno che stiamo disputando un campionato di vertice e nonostante tutte le vicissitudini che si sono venute a creare abbiamo sempre mantenuto una media punti assolutamente positiva. Non vedo come dobbiamo smettere di crederci proprio ora che siamo a tre punti dalla vetta e con quattro partite ancora da disputare".
Davanti ci sono Pro Vercelli e Tritium. Chi ti spaventa di più?
"Devo ammettere che non esiste una squadra in particolare che mi trasmette paura e/o timore. Noi dobbiamo fare una corsa a noi stessi cercando di dare e di fare il massimo delle nostre potenzialità, sperando ovviamente di poter approfittare del passo falso di una delle due per balzare in vetta alla classifica".
E se non fosse primo posto, quale squadra vorresti evitare in un'ipotetica semifinale play-off?
"I play-off sono una lotteria, è importante la condizione con cui una squadra si presenta a tale appuntamento dopo le fatiche di un intero campionato. Può capitare che una squadra che ha disputato un grande campionato possa arrivare stanca, così come il contrario. La testa e la forma fisica sono due elementi essenziali per poter fare bene ma noi ovviamente puntiamo al primo posto".
Parliamo della situazione in generale. E' stato un anno piuttosto tribolato. Quale aspetto positivo di questa esperienza ti rimarrà impresso?
"Senza dubbio il fatto di essere riusciti a costituire un gruppo coeso, compatto, unito, con un solo obiettivo nella testa. Questo aspetto non me lo scorderò mai, così come il sostegno e la vicinanza del pubblico in ogni occasione. Abbiamo sicuramente giovato del calore che i tifosi hanno sempre manifestato nei nostri confronti e in un modo o nell'altro sapevano farci passare in secondo piano tutti i problemi che ognuno di noi doveva affrontare. Ci tengo a ringraziarli a nome mio e della squadra perchè ci sono stati vicini in qualsiasi momento, si è creato un buonissimo rapporto con loro, la situazione stessa ha contribuito ad incrementarlo e la speranza mia e della squadra è di regalare loro qualcosa di importante. Se lo meritano dopo tutto quello che hanno fatto per noi".
Effettivamente, i problemi sono stati tanti...
"E' da troppo tempo che andiamo avanti con la solita storia. Purtroppo si sono venuti a creare mille problemi, vuoi stipendi, vuoi sfratti di cui noi non eravamo assolutamente la causa".
Quanto ti sei sentito illuso da questa realtà?
"Francamente non lo so. Noi eravamo partiti con altre prospettive, poi purtroppo si è venuta a creare una situazione che inizialmente pensavamo si potesse risolvere agevolmente ma poi si è protratta nel tempo in maniera inaspettata. Adesso noi non ci illudiamo più e non vogliamo nemmeno più illuderci. Siamo speranzosi e ottimisti, quello sì, però con le dovute precauzioni".
Quale è stato il tuo rapporto con il mister e più in generale quello della squadra nei suoi confronti? Più di una volta, infatti, ha ribadito di sentirsi "padre di una grande famiglia"...
"Sì è vero ed è merito suo se si è venuto a creare questo tipo di gruppo, una famiglia di cui tutti noi ci sentiamo parte accumunata dal medesimo obiettivo di abbattere qualunque ostacolo ci barrichi il sentiero che conduce alla promozione. Per questo motivo considero ottimo il rapporto che si è instaurato, fondato sulla stima e sulla fiducia reciproca".
Un altro aspetto negativo a livello strettamente personale è stata la squalifica del Giudice Sportivo. Come la commenteresti?
"Più che altro ci tengo a commentarne l'esito che evidenzia la mia più totale estraneità ai fatti. E' stata una squalifica contro la quale ho fatto ricorso e la sentenza finale mi ha prosciolto da ogni accusa in quanto il mio passaggio dalla Ternana al Chiasso si è svolto correttamente essendo stati rispettati tutti i parametri".


