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INTERVISTA TC - Vulpis: "Ecco perché mi candido come Pres della Lega Pro"
sabato 12 dicembre 2020, 23:40Interviste TC
di Sebastian Donzella
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - Vulpis: "Ecco perché mi candido come Pres della Lega Pro"

Un giornalista alla testa della Lega Pro. Marcel Vulpis, direttore di Sporteconomy, agenzia di marketing che collabora tra le altre con Chievo Verona, Lecce, Feralpisalò e Cesena, proverà a diventare il nuovo presidente della terza serie. TuttoC.com lo ha intervistato per capirne di più.

Come mai questa scelta?
"Quest'estate alcune squadre mi hanno chiesto di candidarmi. C'è da tempo, in Lega Pro, del malcontento. Ma per diventare cambiamento, questo malcontento deve passare dalla pancia alla testa. Altrimenti si vota di nuovo per lo status quo. Vulpis, di sicuro, è per il cambiamento. Non ho nulla contro Ghirelli, ci tengo a sottolinearlo. La nostra è una sfida generazionale: io guardo al futuro, lui è più ancorato al passato. I club devono scegliere quale visione del calcio vogliono".

La sua qual è?
"La mia è di generare ricavi e ridurre i costi".

Facile a dirsi... 
"Io da imprenditore ogni mattina mi sveglio e alzo la serranda. Ho dimostrato di darmi da fare realmente, non a parole. Io non faccio il candidato di professione, se i club non mi votano torno al mio lavoro a Sporteconomy. Se diverrò presidente, invece, questa dovrà diventare una Lega del fare, non del pianto".

Su cosa si basa il suo programma?
"Due punti base. Intanto su una forte progettualità: bisognerà sviluppare fortemente la parte commerciale e marketing. Bisogna saper vendere la Lega Pro al mercato. E per mercato intendo tifosi, sponsor e broadcaster. Quindi, dal punto di vista sportivo, servirà una Lega Pro bella, intrigante e competitiva. Non puoi permetterti un campionato in cui, dopo 10 giornate, sai giò come finirà. Poi servirà lavorare sull'impantistica, perché il tifoso, quando potrà tornare a farlo, avrà il diritto di andare in uno stadio come si deve".

E il secondo punto?
"Maggior equilibrio e approccio democratico nelle scelte. Per me il Consiglio Direttivo dev'essere equilibrato, in questo momento è troppo sbilanciato in un lato. Servono un paio di club per girone, a loro volta divisa in tre grandi e tre piccoli. Adesso non esiste, io ho la volontà di crearlo così, in modo da rappresentare il più possibile tutte le società. Perché la Lega è al servizio dei club e, di conseguenza, dei tifosi. Che vogliono vedere un bello spettacolo, con gironi più equilibrati, con il tema della territorialità, evitando spostamenti di migliaia di kilometri soprattutto in un periodo del genere. 

Lega Pro a 40 o 60?
"Il problema non è 40 o 60, è capire quanti soldi porti a casa. Più ne hai, più club puoi avere. Non vedo sponsor, non vedo partner, vedo diritti televisivi che potrebbero essere ulteriormente valorizzati. Penso alla questione della trasmissione delle partite. Va benissimo che la C sia tornata su Sky però si tratta di una scelta contingente e non strategica. Saresti andato da Sky se Eleven Sports non avesse avuto problemi? In Italia, a tutti i livelli, pensiamo a mettere le pezze piuttosto che risolvere i problemi a lungo termine".

Lei come farebbe?
"Dovresti avere prima chiara la percezione del problema parlandone con le squadre, poi parlarne con i broadcaster e poi scegliere tutti insieme in base alle proposte. Non deve essere Vulpis a scegliere né Ghirelli. Ma devono scegliere i club insieme. Non il Consiglio Direttivo e il Presidente. E mi permetto una critica a chi fa critiche: non si può stare 4 anni a discutere chi ha sbagliato cosa. Le risorse perse ormai sono perse".

Quante possibilità ha Vulpis di farcela?
"Siamo in crescita, mancano 30 giorni: sono un'enormità. Una data importante sarà la prossima settimana, con l'approvazione del bilancio. Io ci posso mettere la faccia, il cuore e le competenze. Ma il voto dentro l'urna lo mettono i presidenti. Se perdo non sarò un trombato perché torno a fare tranquillamente il giornalista. E ci tengo a sottolineare che, trent'anni fa, ho fondato un filone giornalistico che in Italia non esisteva ancora: l'economia dello sport. Quella, per intenderci, che tiene in piedi il calcio. Senza soldi non si gioca più: brutto a dirsi ma la questione, in Serie A, dei diritti TV, ne è l'esempio lampante".

A proposito di bilancio, sembra che in Lega ci sia maretta...
"Io so solo che bisogna liberare le risorse della Lega Pro a favore dei club. E non si tratta di una concessione ma di un diritto dei club e  un dovere morale di chi dirige la Serie C. Se verrò eletto chiamerò tutti i consulenti e ognuno di loro mi dovrà spiegare per filo e per segno cosa ha fatto e cosa vuole fare. Se mi convincerà bene, altrimenti lo taglierò e quelle risorse verranno destinate ai club. Se uno guadagna 100mila euro ma porta 2 milioni di euro di ricavi, è giusto aumentargli il compenso. Se uno ne guadagna la metà ma poi non porta nulla a casa, allora è giusto mandarlo via. In un'azienda si ragiona così".

Per salvare la Lega Pro, però, servono anche gli aiuti di stato.
"È ovvio: in un periodo del genere, con gli stadi chiusi, con pochissime sponsorizzazioni e con il poco peso dei diritti TV in Serie C, servono politiche di sostegno statale. L'idea del Tax Credit proposta dal presidente Ghirelli è buona e gliene va reso il merito. Ma dev'essere seguita fino alla fine. Non basta pubblicare il comunicato dicendo che col Ministro è tutto a posto. Perché se poi mancano i decreti attuativi vuol dire che ancora non è tutto a posto e le squadre continuano ad essere in sofferenza".

Nel frattempo si preparano due coppie per le elezioni FIGC-Lega Pro: da un lato Gravina-Ghirelli, dall'altro Sibilia-Barbiero. E Vulpis?
"Io sono totalmente autonomo. In caso di vittoria, i 59 club di Serie C decideranno a quale candidato accordare il loro 17%, ovvero la percentuale della Lega Pro nelle elezioni federali, Chi sono io per decidere?".

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