Entella, mister Prina si presenta a TLP: "Aspettavo la società giusta. Qui per la salvezza, non per fare confusione. E' l'anno della Pro Vercelli"
Quattro partite per salvare l'Entella, quattro partite per guadagnarsi la riconferma per la prossima stagione. Il nuovo tecnico dei biancocelesti Luca Prina, chiamato a sostituire l'esonerato Cristiano Bacci, non fa però tutti questi calcoli e ha un chiodo fisso in testa. "Voglio solo salvare la squadra. L'interesse personale è secondario - ha dichiarato il biellese classe '65 in un'intervista esclusiva per TuttoLegaPro.com - Sarei molto presuntuoso se pensassi di mettere tutte le mie idee sul campo in meno di un mese".
Mister, quattro partite per blindare la salvezza e invertire un trend negativo che nel girone di ritorno ha portato l'Entella a vincere solo una volta.
"Subentrare a quattro giornate dalla fine non è mai facile e per me è una situazione completamente nuova. L'importante è non fare confusione. Ai miei giocatori voglio passare pochi concetti, ma chiari. La chiave del mio lavoro sarà psicologica: ritrovare tranquillità e fiducia nelle proprie capacità".
Col raggiungimento della salvezza si guadagnerebbe automaticamente la riconferma per il prossimo campionato?
"Ho sofferto molto a non allenare per quasi un anno, ma in questo momento penso solo a salvare l'Entella. L'interesse personale è secondario".
Dopo una buona annata alla guida del Canavese è rimasto senza panchina: come mai?
"Il calcio è un mondo strano. Quest'estate c'era la possibilità di andare ad allenare il Carpi. Poi ho aspettato la società giusta. A Chiavari alle spalle della squadra ci sono delle persone serie e competenti, e credo di aver fatto la scelta giusta".
Oggi poteva essere al posto di Maurizio Braghin sulla panchina della Pro Vercelli?
"Si, c'erano stati dei contatti. Da molto tempo ho un rapporto consolidato con quella società, che ci ha sempre messo impegno e passione".
Ieri il primo contatto con la squadra. Impressioni? Come stanno i giocatori dal punto di vista fisico e motivazionale?
"Conoscevo quasi tutti i giocatori e li ho sempre stimati. Allenandoli potrò capire anche tutte le loro caratteristiche. Ho avuto buone sensazioni sulle condizioni fisiche del gruppo. La squadra deve riacquistare fiducia nei propri mezzi".
Ho dato un'occhiata al vostro calendario: Casale, Sambonifacese, Renate e Savona. Partite tutte insidiose, non trova?
"Tutte le squadre che si giocano qualcosa di importante sono dure da affrontare e da battere. Non esiste una partita facile quando devi salvarti, gli spareggi sono sempre difficili. Noi comunque non dobbiamo fare nessun tipo di calcolo, ma salvarsi, se necessario anche all'ultimo minuto dell'ultima partita, anche se spero di poterlo fare il prima possibile".
Il tempo a sua disposizione per lavorare con la squadra è relativamente poco. Su cosa punterà per lasciare un'impronta?
"Dobbiamo entrare nell'ottica che siamo una squadra che lotta per la salvezza. Sarei molto presuntuoso se volessi trasmettere tutte le mie idee di campo in così poco tempo. Voglio fare cose semplici, poche ma fatte bene. Credo che questa sia la via giusta per ottenere i risultati e che la solidità del club sia un valore aggiunto per il raggiungimento dell'obiettivo".
Come descriverebbe in poche parole la sua filosofia calcistica?
"La mia deve essere una squadra offensiva e che non aspetta, che abbia coraggio, entusiasmo e un atteggiamento sempre propositivo. Il modulo che prediligo è il 4-2-3-1 con giocatori che abbiano delle buone abilità tecniche".
Chi vincerà il girone?
"Dico Pro Vercelli per mille motivi: società, piazza, e giocatori sono all'altezza. Poi ci sono dei segnali che questa è l'annata giusta. Domenica hanno vinto una partita chiave rimontando il Canavese con un uomo in meno. La Pro Patria avrebbe potuto tenere testa fino alla fine, anche se ha perso molto del suo potenziale con le partenze di Ripa e Sarno".


