Milazzo, mister Venuto a TLP: "Spero di regalare un sogno ai tifosi"
Gli occhi di mezza Lega Pro sono puntati su di lui e sul suo Milazzo, che da gennaio non perde ed è in lotta per la salita in Prima Divisione. È Antonio Venuto, allenatore messinese di 50 anni che guida un Milazzo che gode dell’entusiasmo dei suoi tifosi ed è già al punto più alto mai raggiunto nella sua storia: è al terzo posto in Seconda Divisione e ha i playoff a portata di mano. Venuto non ama i trionfalismi, ma solo i fatti: bilanci ne trarrà solo alla fine. Ecco cosa ha dichiarato ai microfoni di TuttoLegaPro.com.
“La storia del Milazzo è una storia a parte, e in realtà è anche la mia storia – ammette Venuto – questo è il mio primo anno da professionista, dopo aver allenato per anni nel calcio dilettantistico. Ho vinto un campionato di Eccellenza con il Milazzo al primo tentativo, abbiamo vinto il campionato di D, e ora stiamo facendo bene anche in Seconda Divisione. La nostra mentalità è di una squadra operaia, perché nessuno si aspettava che saremmo riusciti a fare così bene: solo attraverso il lavoro si possono raggiungere i risultati, e la classifica è lo specchio fedele di quello che abbiamo fatto. Non dimentichiamo che dopo i primi cinque turni eravamo ultimi anche dietro al Catanzaro”.
Poi, che cosa ha permesso a voi di piazzare la svolta?
“Probabilmente siamo stati capaci di superare le difficoltà perché siamo stati in grado di superare in modo energico quell’inizio balbettante. Come dire che il gruppo si è cementato nelle difficoltà ed è diventato ancora più forte. E così siamo riusciti a crescere sotto il profilo del gioco e trovare un’identità di squadra, anche attraverso le sconfitte. Nessuno ci ha mai regalato nulla e in ogni partita siamo abituati a lottare”.
Possiamo metterla in difficoltà? Cosa non le è piaciuto in questo girone di ritorno del Milazzo?
“E’ riuscito tutto bene. Una squadra che su dodici partite ne ha vinte dieci ha numeri di assoluto valore. Anche rispetto alla Serie A siamo la squadra che ha mantenuto la media punti migliore nel ritorno: il mio auspicio è che continuiamo con questa fame, e se l’8 maggio la classifica dirà che il Latina vincerà il campionato, speriamo di continuare con questa voglia anche nei playoff. Se poi dovesse succedere l’imponderabile là in alto, proveremo fino alla fine ad arrivare primi”.
Secondo lei questo campionato di Seconda Divisione nel girone C è il più modesto della storia della Lega Pro?
“Dipende dai punti di vista: io non ho avuto la fortuna di frequentare altri campionati di Seconda Divisione. Ma posso dire che dal punto di vista agonistico questo campionato è inferiore a quello di D, ma a livello tecnico è molto importante perché ci sono degli allenatori molto bravi come Cadregari, e ci sono giocatori che vengono da settori giovanili molto validi. Certamente la modestia di questo campionato deriva dal fatto che c’è una sola retrocessione, peraltro già assegnata da lungo tempo. Quindi l’interesse per alcune partite è venuto meno, e le motivazioni sono venute meno, e così tante società che prima schieravano giocatori esperti in quest’ultimo periodo preferiscono dare spazio ai giovani”.
Per lei come è stato il passaggio dal dilettantismo al professionismo?
“Per me è stato difficilissimo uscire dai campionati regionali: alle mie spalle avevo quindici campionati di Eccellenza e alcuni di Promozione. Una volta che sono riuscito ad uscire dai campionati regionali, nel campionato di D ho vinto subito. Credo che le difficoltà siano maggiori nel dilettantismo: nel professionismo ho avuto la fortuna di avere dei calciatori importanti sotto il profilo tecnico e con una grande voglia di applicarsi, e questo nei campionato dilettantistici spesso non si ritrova. Mi è stato più facile trovarmi fra i professionisti”.
La sua carriera salirà ancora più in alto a prescindere da come finirà questo campionato col Milazzo? Voglio dire, avete avuto proposte?
“Non penso alle offerte ricevute, penso solo a fare bene. Io ritengo che dopo tanti anni di gavetta spero di continuare ancora a crescere: la mia ambizione è quella di andare avanti, spero con il Milazzo perché sono molto legato ai colori rossoblù. Mi piacerebbe continuare quest’ascesa personale”.
Frequenterà anche qualche corso?
“Alcuni anni fa, quando ancora ero nei campionati minori, ho avuto la possibilità di frequentare il corso per allenatore di Seconda Categoria, per questo motivo già prima di approdare nei professionisti ero in possesso del patentino di Seconda. Adesso, spero di avere l’opportunità di frequentare il master, ma non tanto per arrivare in Serie A o in Serie B, quanto per una mia crescita professionale. La scuola di Coverciano la ritengo essenziale per la crescita di un allenatore”.
Un’ultima domanda: ci crederebbe che su Facebook c’è un gruppo i cui fondatori la vorrebbero addirittura sindaco di Milazzo?
“Non lo sapevo: ho appreso di questa notizia solo sui giornali. Certamente i successi migliori li ho ottenuti nella città di Milazzo: dall’Eccellenza sono arrivato in Lega Pro, grande merito è dei giocatori, una parte del merito è anche mia, però questa città mi ha portato fortuna. Io ho dato tanto, ma anche i tifosi hanno dato tanto a noi, come sostegno ma anche sotto il profilo umano. Spero di regalare a questa città qualcosa di più importante. Abbiamo raggiunto i playoff – conclude Venuto – ma credo che questa favola possa ancora continuare”.


