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Spezia, sono quattro i nomi per la panchinaTUTTOmercatoWEB
© foto di STEFANO STRADINI/TuttoLegaPro.com
giovedì 12 maggio 2011, 12:05CALCIOMERCATO
di Redazione TLP
per Tuttoc.com
fonte CittadelloSpezia.com

Spezia, sono quattro i nomi per la panchina

Andrea Mandorlini, Fulvio D'Adderio, Stefano Sottili, Amedeo Mangone. Con percentuali ben differenti, in questo momento, sono loro i quattro nomi per la panchina dello Spezia 2010-11 che nella casella della direzione sportiva ha già scelto l'uomo a cui affidare le chiavi del mercato. Moreno Zocchi però non potrà liberarsi prima di portare alla salvezza il Pavia, che attende la decisione della Disciplinare in merito alla posizione del Ravenna, 'rischiando' di salvarsi senza passaggio dagli spareggi. Una bella notizia anche per lo Spezia, indirettamente, che potrebbe potenzialmente avere il suo nuovo ds già a partire da lunedì. Domani la sentenza definitiva.

Un poker di mister - Il grande sogno dello Spezia è far tornare il 51enne tecnico ravennate, a distanza di dieci anni dall'ultima panchina, in quel di Trieste dove finì un ciclo incredibilmente denso. Un nome altisonante soprattutto per i ricordi di un triennio di vittorie e bel gioco, con un campionato di C2 stravinto e due playoff consecutivi perduti ma che hanno portato lo Spezia alla ribalta delle cronache nazionali. Una squadra spregiudicata, che voleva vincere sempre e non è riuscita nell'obiettivo finale anche e soprattutto per quella volontà di primeggiare sempre, anziché gestire pragmaticamente. Di anni però ne sono passati e il Verona visto al "Bentegodi" non più tardi di due mesi fa è squadra che bada al sodo più che ai franzoli.
Dopo la bella parentesi spezzina Andrea Mandorlini ha viaggiato molto con alterne fortune: bene a Vicenza dove parte ad handicap, si riprende e alla fine non raggiunge la serie A per un niente; male a Bergamo e Bologna alle prime esperienze in serie A dove viene esonerato; a Padova si rilancia da subentrato, porta la squadra ai playoff ma li perde. Il Siena lo chiama in serie A, gioca bene ma i risultati non arrivano e viene sostituito con Mario Beretta. Nel 2008 il Sassuolo, neopromosso in serie B, gli affida la panchina con un accordo biennale: la formazione nero-verde fa un campionato indimenticabile lambendo i playoff ma a giugno il rapporto si interrompe, soprattutto dopo l'addio del ds Bonato. Nel 2009-10 insieme al fido Roberto Bordin accetta la proposta dei romeni del Cluji con cui riesce a vincere campionato, coppa di Romania e Supercoppa poi l'esonero all'inizio della seconda stagione e l'approdo a Verona, dove risolleva la squadra fino a portarla in zona playoff. Con gli scaligeri il contratto è biennale e il suo eventuale ritorno dipende soprattutto da come finirà il campionato della squadra gialloblu: in caso di serie B, con l'intenzione di farla da protagonisti, rimane dov'è. La porta di Spezia si apre soltanto se questa circostanza non dovesse accadere e a quel punto l'epifania sarebbe cosa fatta.
Fulvio D'Adderio è l'altra idea, in questo istante in coda a quella di Mandorlini: Volpi e Spalenza hanno apprezzato la condotta del mister, tornato in panchina due mesi fa e capace di portare lo Spezia alla salvezza anticipata e di vincere due partite fuori casa dopo una vita che non succedeva. Tecnicamente ma anche moralmente, D'Adderio ha dato dimostrazione di saper fare il proprio lavoro, guardando sempre avanti e senza condizionamenti. La sua conferma però dipenderà anche dalle indicazioni del nuovo direttore sportivo e non è detto che Spalenza non tenti di tenerlo nel progetto Spezia con altra funzione. In questo senso però resta da capire se l'allenatore possa accettare una mansione diversa da quella che è la sua vita da vent'anni.
I nominativi di Stefano Sottili e Amedeo Mangone sono da annoverare come i classici outsider: il primo è reduce da un grande campionato alla guida del Carpi, portato in Prima Divisione, alla prima esperienza da allenatore professionista. Un Sottili che si è ritagliato uno spazio importante fra gli allenatori emergenti, nonostante la sua carriera sia giovanissima e abbia soltanto 42 anni. Infine Mangone, che lo Spezia conosce bene: lo scorso anno sparring partner col suo Pavia nei playoff per salire in terza serie, quest'anno alla guida della Reggiana che ha perso la possibilità di partecipare ai playoff proprio nell'ultima domenica, quando ha lasciato il campo alla Salernitana. Da Reggio Emilia però fanno sapere di voler continuare con lui vista l'ottima stagione disputata. Questo ad oggi, in attesa degli ultimi spiccioli della stagione e dell'arrivo del ds 

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