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INTERVISTA TC - Lega Pro, Vulpis: "Modello C bacino su cui puntare per ripartire"TUTTOmercatoWEB
Marcel Vulpis
lunedì 4 aprile 2022, 14:30Interviste TC
di Redazione TC
per Tuttoc.com
fonte dal nostro inviato a Firenze, Marco Pieracci

INTERVISTA TC - Lega Pro, Vulpis: "Modello C bacino su cui puntare per ripartire"

Presente a Firenze in occasione degli eventi dedicati ad Artemio Franchi, Marcel Vulpis, vicepresidente vicario della Lega Pro, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com: "Faccio i complimenti al mio presidente Francesco Ghirelli che ha voluto fortemente questa iniziativa, l'ha progettata con la Figc e la Fondazione Museo del Calcio. L'obiettivo era ricordare nel centenario della nascita Franchi come modello di dirigente sportivo e anche alcuni pilastri di cui io stesso sono venuto a conoscenza in modo più approfondito proprio oggi. Quest'oggi si parlava di unità di sistema ed è il punto chiave da cui il calcio italiano deve ripartire: se non si riparte da lì, sarà difficile far ripartire l'intero movimento. Il fatto che oggi fosse presente anche il presidente della Lega di Serie A ci ha fatto piacere. Diceva il presidente Ghirelli che tra pochi giorni incontrerà Gravina per un nuovo progetto legato al settore giovanile: ecco, dobbiamo ripartire anche da quello. Oggi c'è bisogno di avere un maggior numero di scelta di giocatori su cui fare appunto le scelte. E quindi mettere insieme una serie di azioni per potenziare i vivai a tutti i livelli, dalla LND a salire".

Il calcio italiano manca di qualità perché c'è poco coraggio nel puntare sui giovani o manca la materia prima, quindi la qualità stessa nei giovani?
"Se parliamo di calcio di vertice, c'è talmente tanta attenzione al risultato e al fatto di volerlo raggiungere nel minor tempo possibile che questo porta alcuni manager di Serie A a fare scelte più finalizzate al risultato in tempi brevi, quindi a puntare sul top player (anche se non sempre lo sono) rispetto ai giovani da formare. Il modello della Serie C, anche col tema delle seconde squadre e il caso Juventus, può essere un bacino su cui puntare: dalla C sono usciti tanti giocatori che sono finiti in massima serie e poi in Nazionale. Da quel punto di vista proprio la C può essere - partendo dall'esempio della tenacia di Franchi - il contenitore da cui ripartire per poi fare quest'onda lunga che va dalla C alla massima serie. Dobbiamo crederci e farlo nel minor tempo possibile".

Ha parlato di seconde squadre: la Juventus è tre anni che l'ha adottata, ma perché non ci sono altre società che hanno deciso di puntare su un progetto che sta, anche se a piccoli passi, dando i suoi frutti?
"C'è un tema di investimenti: una seconda squadra ha dei costi, ma non deve essere vissuto come tale bensì appunto come investimento. Il fatto che la Juventus continui a far parte del nostro campionato ci aiuta a pensare che si possa andare nella direzione giusta ed avere anche altre squadre nei prossimi anni".

Quando si parla di riforma dei campionati, l'opinione comune oramai ritiene che 60 squadre sono insostenibili. Ci vorrà una riduzione o una riorganizzazione?
"Il tema delle riforme fa parte del programma elettorale del presidente Gravina, ma ora il focus si è spostato sulla Nazionale. Ci sono comunque stati diversi primi incontri con le Leghe per capire i diversi orientamenti. Come ha detto il nostro presidente: noi siamo sempre stati i primi a crederci, ancora prima che partisse questa nuova Governance, Ghirelli aveva deciso di dare delega piena a Gravina. Da parte nostra c'è la piena volontà di far parte di questo processo di riforma: l'obiettivo è avere delle Serie con dei club che arrivano a fine campionato e poi ripartono in modo sereno. Da parte nostra come Lega stiamo portando avanti un progetto di medio-lungo respiro per introitare il maggior numero di ricavi da ridistribuire ai club. Questo è l'obiettivo principale in questa fase, in attesa della riforma".