INTERVISTA TC - Paganese, D'Eboli fiducioso: "C'è tutto per salvarci. Cretella un predestinato"
Ad inizio stagione si sognava un posto nei playoff dopo annate particolarmente complesse, alla lunga però ci sono state difficoltà che hanno spinto il direttore generale Cosimo D'Eboli a rivoltare come un calzino la rosa a gennaio cambiando radicalmente politica: dall' "usato sicuro" ma avanti con gli anni a giovani affamati che possono essere la forza della Paganese in ottica futura non solo sul piano tecnico, ma anche economico. La redazione di TuttoC.com ha intervistato il dg per fare un bilancio della stagione proiettandoci alle ultime e decisive giornate:
Campionato altalenante per la Paganese, con tante battute d'arresto e una classifica che preoccupa. A inizio stagione si pensava a qualcosa di diverso, come spiega questo rendimento discontinuo?
"Il ragionamento parte da lontano e c'è bisogno di una analisi a 360°. Io sono arrivato con un mese di ritardo, post riammissione. Ho accettato quest'incarico quando erano già stati acquistati otto calciatori, con altri invece era stato raggiunto l'accordo e non ci si poteva tirare indietro. Io sono un dirigente che lavora sempre in prospettiva futura, ma non avevo la possibilità di intervenire immediatamente come avrei voluto fedele alla mia politica aziendale. Qualcuno aveva fatto voli pindarici, io invece ho tenuto sempre i piedi per terra conoscendo le difficoltà di questo campionato. Dopo il cambio di allenatore abbiamo conquistato qualche buon risultato che ci consente, ancora oggi, di credere fortemente nell'obiettivo salvezza. Ricordo, ad esempio, il pari a Francavilla, un campo dove in tantissimi hanno perso e sofferto".
I "senior" hanno deluso, è d'accordo?
"Non è il momento di fare bilanci, è chiaro che a gennaio abbiamo cambiato un po' di cose. Abbiamo scelto un allenatore come Grassadonia che è molto bravo a lavorare con i giovani, per fortuna siamo riusciti a prenderne tanti e molti sono destinati ad una grande carriera. Guadagni è certamente un giocatore valido, io stravedo per Cretella e ha margini di miglioramento incredibili. Lo portai a Messina l'anno scorso e devo ringraziare mister Novelli che lo ha trasformato da trequartista a interno di centrocampo. Non era semplice operare questo cambiamento radicale, sapete bene quanto sia complesso cambiare 7-8 calciatori rescindendo contratti con chi non rientra nei piani".
Cretella è seguito da club di categoria superiore, conferma?
"Sì. Sono sempre stato sui campi di calcio a vedere calciatori, giro molto e mi piace lavorare nell'ombra. Ogni anno cerco di scovare giovani di talento, lo dicono i numeri. Questo serve anche per fare cassa. Cretella è uno di quei giocatori destinato ad un futuro importante. Un 2002 con la personalità del veterano".
Paganese in lotta per non retrocedere, ci sono tante squadre che combattono insieme a voi. Quali prospettive nell'immediato futuro?
"Vorremmo evitare gli spareggi retrocessione, stiamo bene sul piano psicofisico ma le gare playout sono un terno al lotto e vorremmo risparmiarci una sofferenza del genere. Il professionismo è un qualcosa di importantissimo per una realtà piccola, ma comunque ambiziosa e che va avanti con dignità. Il presidente Trapani fa sacrifici, a dicembre ci siamo rinforzati salvaguardando contestualmente il bilancio. Siamo convinti di poterci salvare direttamente".
Forse è mancato il fattore campo, visto che al Torre il rendimento è stato negativo...
"Abbiamo perso tante gare in casa, ma devo dire che c'è un gruppo di tifosi che ci segue dappertutto. E' gente che soffre, che fa sacrifici e che merita soddisfazioni. La salvezza sarebbe anche merito loro, nelle difficoltà non hanno mai smesso di incitarci".


