Vieri come Pelè: ritornano le vecchie glorie?
Passano i secoli, eppure nessuno vuole fare i conti con la caducità inesorabile del tempo. Succedeva nel medioevo, succede addirittura ancora nel terzo millennio dove gloriosi calciatori non vogliono accettare di essere invecchiati pur di riassaporare l'ebrezza del rettangolo verde. Gli ultimi giorni a tal proposito sono stati caratterizzati dal possibile ritorno in campo di Christian Vieri e addirittura del settantenne Pelè.
Se per l'italiano la scelta di tornare in campo sarebbe essenzialmente sentimentale ovvero cercare, a trentotto anni suonati - gli ultimi due da pensionato di lusso fra competizioni di poker e feste esclusive con annesse scazzottate con Fabrizio Corona - di portare l'amato Prato in Serie B. Per il secondo invece alla base della volontà di tornare in campo ci sarebbe semplicemente una geniale operazione di marketing da parte del Santos che vorrebbe affiancare al talento del giovanissimo Neymar la classe e il pedigrèè di Pelè per affrontare il Mondiale per Club contro la squadra più forte del pianeta ovvero il Barcellona di sua maestà Lionel Messi. Sinceramente, al di là delle motivazioni che indurranno i protagonisti a rimettersi eventualmente gli scarpini da gioco, queste vicende lasciano una profonda tristezza per coloro che invece di guardare al futuro continuano altresì ad inseguire un glorioso passato che ormai è diventato storia e non può più ritornare.


