Avellino, Vullo a TLP: "Il calendario? Non ci possiamo lamentare"
Il tecnico della squadra biancoverde, Totò Vullo, si sente un Avellinese di adozione e, quindi, in quanto tale, nel suo lavoro ci mette ancora piu' passione. Quando gli chiedono dell'Avellino e delle sue prospettive, non riesce a non farsi prendere la mano dal suo amore per questi colori, che lo hanno avuto calciatore nel periodo di massimo fulgore dei Lupi d'Irpinia, dall'83 all'86, vale a dire l'epoca d'oro della serie A. Poi, il Siciliano di Favara è tornato in Irpinia nel 2002 come allenatore nell'allora C1, ed ha avuto l'abilità e la fortuna di condurre l'Avellino alla promozione diretta (primo posto) in cadetteria. Ma dopo quella stagione esaltante, il Presidente Casillo preferì affidarsi al suo tecnico prediletto, il Boemo Zeman. Ma a Totò Vullo il destino ha riservato un'altra possibilità, infatti è stato richiamato dall'Avellino (che nel frattempo, come l'Araba Fenice, è risorto dalle ceneri del fallimento del 2009) durante la scorsa stagione agonistica (a seguito dell'esonero di Salvatore Marra), proprio nel giorno di San Valentino. Ed il simpatico trainer siciliano non ha perso l'occasione per dichiarare il proprio amore antico per la maglia biancoverde. L'Avellino non è riuscito a vincere il torneo di II Divisione, girone C, perchè sconfitto ai supplermentari nella finalissima play off dal Trapani. Ma quel terzo posto finale, unitamente al blasone ed alla storia sportiva della città irpina hanno consentito ai Biancoverdi, forti di una società solida economicamente, di riapprodare sul palcoscenico della terza serie nazionale.
Ora la dirigenza avellinese, mantenuta la promessa fatta ai propri tifosi due anni orsono (quando l'Avellino fu costretto a ripartire dalla D) di riportare i colori biancoverdi nel massimo torneo di Lega Pro (anche in ragione di enormi impegni economici), ha intelligentemente puntato su un progetto che preveda il consolidamento della categoria (infatti l'obiettivo di campionato, dichiarato piu' volte dalla proprietà, è quello di una salvezza tranquilla) in uno con l'auspicabile valorizzazione dei tanti giovani che sono stati ingaggiati dal neo Direttore tecnico, l'Avv. Enzo De Vito. Ed il mandato diretto del raggiungimento dell'obiettivo tecnico prefissato spetta in primis, appunto, a lui, Salvatore Vullo. Con il mister di Favara abbiamo scambiato quattro chiacchiere in esclusiva per la nostra testata TuttoLegaPro.com.
La prima domanda che gli abbiamo posto non poteva non riguardare un suo parere sul calendario del Girone A di 1^ Divisione.
"Il calendario per quanto riguarda l'Avellino non è malvagio, anzi diciamo che non ci ha riservato grosse difficoltà, sia per le prime gare, sia per quelle che ci vedranno maggiormente coinvolti (soprattutto sul piano dell'antica rivalità, del campanile) con le tradizionali avversarie del Sud. Infatti siamo soddisfatti perchè, non affrontando, ad inizio torneo, compagini accreditate (almeno sulla carta) per un campionato di vertice, potremmo anche aspirare ad un buon avvio in termini di risultati. Poi, come dicevo, le gare che tradizionalmente interessano le tifoserie (particolarmente calde), quelle con le compagini del Sud (vale a dire Benevento, Foggia, Sorrento e Taranto) sono abbastanza distanziate e diluite nel tempo".
Mister come procede la preparazione al campionato, quando mancano ancora tre settimane al suo inizio?
"Possiamo dire di essere a metà del percorso, nel senso che molto abbiamo fatto finora (anche se per non tutti può essere valido questo discorso, visto che molti calciatori, essendo giunti in momenti diversi, non hanno un identico livello di preparazione), ma molto, anzi tanto dobbiamo ancora fare. E la stessa Coppa Italia (domani per l'Avellino è in programma il secondo turno a Varese), a cui comunque teniamo seriamente, è servita e servirà a proseguire in un discorso tecnico-tattico relativo al gruppo, ed al miglioramento dell'inserimento dei singoli elementi nel contesto della squadra".
Cosa manca al suo Avellino (che è bene precisarlo, è da considerare almeno sulla carta una matricola) per pensare ad una squadra in grado di affrontare una stagione difficile, in una 1^ Divisione che si può tranquillamente ritenere un vero e proprio campionato nazionale?
"Guardi, innanzitutto io alleno una compagine, l'Avellino, che è solo formalmente una matricola. La storia gloriosa ed il blasone di questa società non possono conciliarsi con il senso comune di quest'appellativo. Io ho l'onore e l'onere di dare ed ottenere il meglio possibile per questa piazza. Se a questo ci aggiunge l'orgoglio di chi si sente figlio adottivo di questa città, si renderà conto che per me le responsabilità raddoppiano. Venendo al discorso tecnico, posso dire di essere soddisfatto del materiale umano che l'Avv. De Vito mi ha messo a disposizione. Accanto ad una struttura portante abbastanza valida ed esperta (Fumagalli, Cardinale, D'Angelo, Correa, Millesi, De Angelis) abbiamo aggiunto ragazzi giovani ma molto interessanti. Alcuni possono considerarsi già pronti, altri un pò meno. Consideriamo, tra l'altro, che quasi tutti questi ragazzi, non avendo mai giocato tra i professionisti, costituiscono un'incognita per la terza serie, e quindi vanno utilizzati e dosati a ragion veduta, per non rischiare non ottenre il meglio da loro. Poi c'è qualcuno sul quale abbiamo puntato ed intendiamo rilanciare, come l'attaccante Sergio Ercolano, che ha già fatto bene in passato a questi livelli. Per il resto, non abbiamo alcuna fretta di completare la rosa, manca ancora tanto tempo alla chiusura del calciomercato, e ci sarà il modo per completala anche numericamente. Lei dice che manca ancora un attaccante a questa squadra? Io le ribadisco che sono già contento degli uomini che sono a mia disposizione. Se poi dovesse arrivare un'altra punta (che non considerei, almeno in partenza, un titolare, perchè per me i calciatori a disposizione sono tutti riserve e tutti titolari), ovviamente sarebbe ben accetta".


