Ds Entella: "Gli impianti sono il problema del calcio italiano. In C strutture al limite”
Matteo Superbi, ex calciatore e tuttora direttore sportivo della Virtus Entella, ha analizzato nel suo intervento a Tmw Radio vari temi inerenti alla finale dei playoff di Serie C e non solo. Queste le sue parole:
Lei ha giocato con la Carrarese, che finale di ritorno si aspetta contro il Vicenza?
“Il Vicenza arriva con cinque giocatori importanti fuori per infortunio, il che sicuramente può essere un vantaggio per la Carrarese. All’andata quest’ultima avrebbe meritato di più, anche se Costa ha sfiorato la rete nel finale. Sono partite aperte a tutti i risultati, si affrontano pur sempre due squadre di valore”.
Conta veramente così tanto il fattore emotivo in queste partite?
“Sì, la Carrarese è stata trainata anche da questo. Era successo pure al Lecco l’anno scorso, che aveva volato sulle ali dell’entusiasmo. La Carrarese sta vivendo un grande momento, ora ha una grande occasione. Gli episodi però saranno fondamentali, a volte anche un’espulsione stupida può influire”.
Un peccato che l’ultimo atto si giochi in una struttura dalla capienza abbastanza limitata.
“La struttura è rimasta uguale a quando giocavo, hanno semplicemente fatto un restyling, ma non è stata ampliata. C’è poi grande distanza tra le tribune e il campo, la gara purtroppo non si vede troppo bene”.
Il grosso deficit della Serie C è proprio quello degli impianti?
“Questo è un problema che investe tutto il nostro calcio, solo che in Serie C si nota di più. Del resto per alcune squadre provenienti dai dilettanti ci sono strutture al limite del professionismo, che comportano problemi. Se la Carrarese dovesse vincere la finale, in Serie B dovrebbe giocare le gare casalinghe altrove”.
Per la sua Entella invece è arrivato il rinnovo del portiere Paroni, che l’anno prossimo inizierà la diciassettesima stagione con la vostra maglia.
“Lo definirei intramontabile. Lo prendemmo da giovane in Serie D; aveva giocato con la Primavera dell’Udinese e all’epoca riuscii a chiudere una buona operazione. Nessuno avrebbe poi scommesso sul percorso sia della squadra che dello stesso Andrea, il quale ha accumulato più di trecento presenze con il club. Quando deciderà di appendere le scarpe al chiodo penso possa rimanere qui, la società non può fare altro che rispettarlo”.


