Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / serie c / Interviste ESCLUSIVE
Trapani, Boscaglia a TLP: "Un premio ai giocatori per il secondo posto? Quello se lo sono fatto da soli"TUTTOmercatoWEB
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
venerdì 23 dicembre 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Orlando Savarese
per Tuttoc.com

Trapani, Boscaglia a TLP: "Un premio ai giocatori per il secondo posto? Quello se lo sono fatto da soli"

L'allenatore granata commenta anche il curioso dato sull'organico: quasi tutti atleti siciliani. "Non è una scelta voluta, è capitato"

Un regalo di Natale migliore ai suoi tifosi il Trapani non poteva proprio farlo: la squadra granata è infatti seconda in un raggruppamento che alla vigilia appariva molto più difficile. E il più contento di tutti è Roberto Boscaglia, tecnico siciliano di un Trapani “siciliano”: salvo poche eccezioni, i granata sono la squadra con più calciatori originari dell’isola in Prima Divisione. Come Boscaglia ha raccontato in esclusiva a TuttoLegaPro.com, è anche un Trapani che se la gioca sempre: a Bassano del Grappa, dove ha segnato 7 gol, la compagine sicula poteva anche rallentare sul tre o sul quattro a zero, invece ha concretizzato fino all’ultimo. L’obiettivo resta la salvezza, ma se sarà raggiunta al più presto sarà solo il minimo che il Trapani può fare.

“Il secondo posto è un bel regalo un po’ per tutti, tifosi, squadra e società – afferma Boscaglia – Il girone resta difficile, perché c’è molto equilibrio. Naturalmente qualche squadra che si era attrezzata per vincere il campionato non ci sta riuscendo, ma sono squadre che stanno lì a pochi punti. Noi in questo momento stiamo bene, il secondo posto ce lo siamo meritato perché forse siamo un po’ in credito con la sorte, ma siamo felici perché stiamo andando oltre le aspettative iniziali”.

Il Trapani ha totalizzato il migliore attacco del girone con 30 gol, ma sette di questi li ha segnati tutti nell’ultima partita vinta a Bassano del Grappa. Mai in un campionato professionistico i granata avevano ottenuto un punteggio così largo.
“Certo, anche a me hanno detto che abbiamo stabilito un record nella storia del Trapani. A Bassano del Grappa abbiamo concretizzato quello che abbiamo sviluppato: in altre partite avevamo secondo me concretizzato una minima parte di quello che avevamo creato, invece a Bassano è andato tutto per il verso giusto. Aggiungo che la squadra avversaria non navigava in buone acque dal punto di vista della classifica e quindi dopo l’uno-due che abbiamo fatto era normale che avesse uno scoramento. Io devo leggerla in questo modo”.

Ma a Bassano già sul 3-0 o sul 4-0, con la certezza di avere i tre punti nelle vostre mani, non le è passato per la testa di dire ai suoi giocatori: “Fermiamoci, non spendiamo troppe energie, tanto la vittoria è nostra”?
“No, non mi è passato per la testa. Anche sul tre a zero non abbiamo faticato tanto: abbiamo fatto girare palla e abbiamo concesso poco agli avversari, comunque per me non sarebbe una mancanza di rispetto dell’avversario se io dicessi ai giocatori di continuare ad attaccare. Mancherei di rispetto all’avversario e ai tifosi se dicessi ai miei di fermarsi e di fare melina. Fin quando c’è da giocare giochiamo: non è mancanza di rispetto vincere sei o sette a zero. Magari la vedo all’incontrario, ma io la vedo così”.

Il suo è un Trapani compatto, solido e pratico. Il Trapani avrà sempre queste caratteristiche o c’è qualche preoccupazione per lei, mister?
“Dobbiamo sapere quali sono i nostri obiettivi, fare piccoli passi. Abbiamo cambiato poco rispetto alla scorsa stagione, e domenica in campo c’erano nove undicesimi dello scorso campionato ad eccezione di Abate e Caccetta che pure avevo già allenato in altre circostanze. Probabilmente dobbiamo sapere che da adesso in poi gli avversari ci guarderanno con un altro occhio e ci considereranno una squadra temibile, quindi ci fronteggeranno con maggiore determinazione. Prima ci conoscevano poco. Il nostro obiettivo è la salvezza, e se ci arriveremo presto ci toglieremo delle altre soddisfazioni”.

Il Trapani ha una forte caratterizzazione “siciliana”, fanno eccezione il portiere Castelli che è sardo e Pagliarulo che è foggiano, solo per citare i più importanti. Una scelta voluta in partenza?
“Non proprio voluta: è capitato. Abbiamo peraltro anche Barraco, che pur essendo di origine siciliana è di Roma. Non andiamo alla ricerca forsennata di calciatori siciliani: se ci sono, ben vengano, ma non disdegno di prendere un calciatore non siciliano. Magari nei prossimi anni potrà succedere che allenerò una squadra di calciatori non siciliani”.

Dopo questo secondo posto, come ha deciso di premiare la squadra per l’ottima classifica?
“Con due bottiglie di vino a testa. No, scherzo: non abbiamo fatto nulla di particolare. Abbiamo una programmazione societaria importante, ma per quanto riguarda i risultati viviamo molto alla giornata. Sappiamo che siamo una buona squadra quando giochiamo sempre a mille: quando caliamo la concentrazione diventiamo una squadra che tutti possono battere. I ragazzi il premio se lo sono fatto da soli”.

Le piace questa formazione dei gironi che fa della Prima Divisione di fatto una Serie B2?
“Sì, mi piace moltissimo. Noi eravamo felici fin dal primo giorno, qualcun altro ha storto il naso, ma chi doveva storcere il naso più di tutti dovevamo essere noi, perché stiamo facendo più chilometri in tutta la Lega Pro, e noi non abbiamo rifiutato questa formazione dei gironi, perché ci porta a confrontarci con altre squadre dell’estremo Nord come Cremonese, Triestina e Alto Adige, oltre a formazioni blasonate. È bellissimo farsi conoscere anche al Nord come una squadra che sta bene in classifica, ed è bellissimo mettere in mostra alcuni giovani. Poi c’è anche un interscambio culturale”.

Tra i calciatori più in vista del Trapani c’è senza dubbio Barraco, poi ci sono Madonia, Priola e Caccetta. Li vede già pronti per una categoria superiore?
“Innanzitutto Caccetta lo conoscevo perché lo avevo allenato non solo a Trapani ma anche a Caltanissetta, prima in Eccellenza e poi in D: l’ho voluto fortemente dopo che a Foggia aveva lavorato con Zeman. Barraco sta facendo benissimo perché ha segnato nove gol e non si risparmia in campo; poi oltre a Madonia c’è anche Priola, c’è Ficarrotta e c’è Lo Bue. Li vedo tutti pronti, ma con una voglia di arrivare che è incredibile. Peraltro devo dire un’altra cosa: quest’anno abbiamo deciso che non avremmo preso giovani da altre società. In C2 nella scorsa stagione contavano le valorizzazioni degli ’89, e quest’anno in Prima Divisione ci aspettavamo che venissero riconosciute le valorizzazioni dei ’90, invece la Lega Pro ha optato per i ’91, e noi tutto l’anno scorso avevamo lavorato per far giocare i ’90 quest’anno. Non abbiamo accettato di buon grado la decisione della Lega, quindi abbiamo deciso di non prendere i ’91 da altre società di A o di B, e allora abbiamo deciso di valorizzare i calciatori di proprietà del Trapani che avevamo già preparato, e li stiamo facendo giocare. Non prenderemo contributi, ma almeno valorizzeremo i calciatori di nostra proprietà senza prendere giovani in prestito da altre società”.

Ha chiesto rinforzi per mantenere alta la competitività dell'organico?
“No, non ne ho chiesti. Normalmente quando inizio con un gruppo devo portarlo avanti per tutto l’anno, ma se c’è un tassello che è possibile ottenere non lo prendiamo a caso. Il gruppo è molto consolidato. Se ci fosse bisogno di tappare un piccolissimo buco, lo faremmo prendendo un doppione in qualche ruolo”.

Altre notizie