Ravenna, Mandorlini: "Sogno la Serie A. Vorrei fare un percorso come Monza o Como"
Il Ravenna chiude la sua prima stagione in Serie C con un terzo posto in classifica, un girone d'andata da capolista con 13 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, e un'eliminazione ai quarti di finale dei playoff contro la Salernitana. Un bilancio che il direttore sportivo Davide Mandorlini legge con soddisfazione, guardando già al futuro con ambizioni importanti.
"Il Benelli pieno è la nostra più grande vittoria"
"La stagione è stata molto positiva - esordisce Mandorlini ai microfoni de LaCasaDiC.com -. Ravenna è tornata a vivere il calcio come un evento: il Benelli sempre pieno è la nostra più grande vittoria". Un legame personale che rende tutto più intenso: "Per me è motivo di grande gioia lavorare qui, a casa mia. Con questa maglia ho esordito da calciatore in Serie B a sedici anni. Il rinnovato entusiasmo della piazza è una motivazione per continuare a crescere".
Il percorso del club romagnolo è stato rapido: vittoria della Coppa Italia Serie D nel 2025, ripescaggio e promozione in Serie C, terzo posto al debutto nella categoria. Ora l'obiettivo è fare ancora meglio, con un approccio che Mandorlini definisce ponderato: "Guardiamo in alto, è vero, ma non faremo il passo più lungo della gamba: lavoriamo con investimenti ponderati, cercando sempre i giocatori giusti".
Il mercato: da Okaka a Fischnaller, rosa costruita per crescere
Il lavoro di Mandorlini sul mercato ha portato a Ravenna sia profili con esperienza in Serie A — tra i nomi citati Okaka, Donati e Viola — sia giovani di proprietà del club. Il caso di Stefano Okaka è emblematico: "Portare qui Stefano era già un'idea lo scorso anno in D, ma non si sentiva ancora pronto a tornare in campo. Non è stato semplice per uno come lui, con un fisico così importante, rimettere la macchina in movimento dopo due anni fermo: è servito tanto lavoro, ma ci è riuscito alla grande e ha segnato gol pesanti".
Colpo da gennaio Fischnaller: "È arrivato a gennaio e con 8 gol ha avuto un grande impatto: ogni direttore vorrebbe un calciatore con le sue doti, tecniche e prima ancora umane".
Il cambio in panchina e la famiglia Mandorlini
A gennaio la separazione con Marco Marchionni, sostituito da Andrea Mandorlini, padre del ds. "Marchionni ha svolto un ottimo lavoro e mi sento di ringraziarlo per il grande girone d'andata. Quando abbiamo deciso di cambiare allenatore, abbiamo pensato subito a mio padre: il suo curriculum parla per lui. È nato e cresciuto qui a Ravenna e in carriera ha valorizzato molti giovani: penso a Lazzari, Pazzini e Montolivo all'Atalanta, o Jorginho a Verona".
Una situazione familiare unica: Davide in tribuna come DS, Andrea in panchina, e il fratello Matteo in campo tra i veterani dello spogliatoio. "Lavorare in famiglia è bello, mi emoziona molto, ma sul campo viviamo le nostre relazioni in modo professionale".
Il sogno: "Dalla C alla A, come fece mio padre a Verona"
Le ambizioni a lungo termine sono dichiarate senza timori: "Sognare non costa nulla quindi direi arrivare in Serie A, e prima ancora in B. Il prossimo anno sarà un campionato difficile, ci attendono squadre forti. Ma mio padre già a Verona è riuscito nell'impresa, dalla C1 alla Serie A. E questo club per il lavoro, gli investimenti e le risorse umane che sta mettendo in campo meriterebbe un percorso del genere, come Monza o Como. Quindi… pur con i piedi per terra, vogliamo sognare in grande".
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