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Il gruppo Brescia 1911 risponde a Pasini: "Caro presidente di cosa ha paura? Della verità?"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 19:03Serie C
di Tommaso Maschio

Il gruppo Brescia 1911 risponde a Pasini: "Caro presidente di cosa ha paura? Della verità?"

Nel post gara di Ascoli, dopo che la promozione in Serie B era sfumata, il presidente dell’Union Brescia Giuseppe Pasini aveva attaccato il gruppo Brescia 1911 da sempre critico sull’operazione che ha portato alla nascita del nuovo club la scorsa estate: “Siamo riusciti a riportare entusiasmo attorno al calcio cittadino, portando complessivamente 40 mila persone allo stadio durante i playoff e facendo ritrovare ai bresciani l'orgoglio di vivere il calcio della loro città. Questa è la risposta che la città ha dato all'Union Brescia. Colgo l'occasione per ribadire un concetto che ho espresso anche in altre sedi: - queste le parole del presidente - chi continua a sostenere che l'Union Brescia non rappresenti il calcio dei bresciani dovrebbe prendere atto della realtà. Quando si parla di speculazione economica, mi chiedo chi stia davvero speculando”. E puntale è arrivata la risposta degli ultras del Brescia con un lungo comunicato sui propri canali social: “Ieri sera (domenica NdR), alla notizia della vittoria schiacciante dell’Ascoli, ci eravamo ripromessi di mantenere un rigoroso silenzio, almeno sui social, per rispetto di quei tifosi che hanno creduto - nonostante tutto - nel progetto del “Salvatore”. Avevamo preso questa decisione sebbene molti di loro ci avessero attaccato e denigrato spudoratamente per tutto il campionato, e nonostante avessimo già pronto da qualche giorno un comunicato (noi andiamo oltre le categorie, le sconfitte, e le presenze occasionali, altri evidentemente no, e strumentalizzano ad arte ogni situazione e ogni critica, anche quella più costruttiva). Se aggiungiamo poi le dichiarazioni societarie di inizio stagione, quando il Presidente in persona definiva chi non la pensava come lui: “Azioni di disturbo”, quale occasione migliore - quella di ieri sera (domenica NdR) - per ribadire le nostre ragioni e rispondere per le rime?”. “Caro Presidente, noi non siamo come Lei. Dopo una sconfitta del genere, qualsiasi dirigente saggio, coraggioso e rispettoso avrebbe analizzato la situazione e fatto autocritica, e si sarebbe assunto tutte le responsabilità del caso senza creare ulteriori polemiche. Siamo a Brescia però, e ogni volta che cambia un Presidente ricomincia lo stesso teatrino (quante volte ci siamo passati? È servito a qualcosa tutto questo? Evidentemente no…). - prosegue ancora il comunicato del gruppo ultras - Per questo non ci siamo certo sorpresi nello scoprire che, secondo Lei, la principale causa di questa debacle sportiva fossero gli “Ultras Brescia 1911”, e con loro un noto cantautore bresciano, tifosissimo del Brescia da almeno cinquant’anni (mentre Lei è arrivato l’altro ieri, se lo ricordi sempre), che ha tutta la nostra stima. Ovviamente, le risposte a queste accuse sarebbero facili da manifestare, e magari lo faremo con una integrazione al comunicato suddetto. Oggi però dovrebbe essere un giorno di silenzio e riflessione per tutti, proprio come chiedeva un comunicato stampa della Sua società poche settimane fa, in cui - fra le righe - ci invitava a non creare troppe polemiche, per il bene di tutti – appunto. Caro Presidente, a vincere sono capaci tutti; a perdere ci vogliono stile ed eleganza, come del resto “a dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio”.*** Caro Presidente, noi non abbiamo mai lasciato una tifoseria senza squadra. Caro Presidente, con i Suoi quarantamila spettatori, gran parte della stampa al Suo servizio, e il Comune sempre e comunque bendisposto: di cosa ha paura? Della verità forse? Caro Presidente, noi ieri non abbiamo vinto, ma Lei ha perso clamorosamente, soprattutto nel dopo partita. Quanti siamo… quelli che siamo! Avanti vero Brescia sempre! P.S. Come vede non abbiamo nemmeno usato la Sua foto più iconica, quella che ai tempi, sui social, aveva provocato una mezza rivoluzione da parte di quelli che oggi La osannano. Questo anche perché a noi non piace infierire”. *** Citazione di Oscar Wilde.