Banchieri: "Ronaldinho in Serie C? Una cosa bellissima per il calcio italiano"
Banchieri fa le carte alla nuova Serie C: dal Brescia favorito nel Girone A al grande equilibrio nel Girone B, passando per l'arrivo di Ronaldinho al Ravenna.
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Intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com, Simone Banchieri ha parlato del mercato dei club di Serie C e della prossima stagione della terza serie italiana:
Mister, visto che siamo in pieno calciomercato, che mercato ha visto in Serie C? Si aspetta ancora qualche colpo importante, soprattutto dalle big?
"Sì, me li aspetto. Come tutti gli anni, in questo momento il mercato è abbastanza normale. Poi, come diciamo sempre e ormai sembra quasi retorica, negli ultimi due o tre giorni si fa tutto quello che non si è fatto nel mese precedente. È sempre così: i tecnicismi del mercato evidentemente portano a questo, perché prima determinate operazioni non si riescono a fare. Credo comunque che le squadre che hanno ambizione di vincere si siano mosse bene nei tre gironi. Hanno stabilizzato le rose e le hanno completate con giocatori di qualità: dal Brescia alla Salernitana, passando per il Catania e il Novara, tutte le squadre che devono avere ambizione di vincere hanno lavorato bene".
Ha parlato del Brescia: la squadra di Corini sembra partire con i favori del pronostico nel Girone A. Chi può contenderle la vittoria?
"Il fatto che il Brescia sia arrivato alla finale dei playoff rappresenta un vantaggio, perché ha una rosa forte e un allenatore bravo. Però ogni anno si riparte da zero. Il Novara ha inserito giocatori importanti per la categoria e, per piazza e storia, deve avere l'ambizione di vincere. Poi c'è il Renate, che è arrivato terzo e si è rafforzato.
Anche l'Entella, dopo aver ceduto un attaccante di livello, si sta muovendo per sostituirlo. Il Trento, che ormai da diversi anni staziona nelle prime posizioni, ha fatto un mercato intelligente e qualitativo. Come sempre ci sarà da lottare. È chiaro che il Brescia, partendo dalle qualità che ha e dagli innesti fatti dalla società, è il punto di riferimento».
Passiamo al Girone B. Il livello sembra essersi ulteriormente alzato, anche per la presenza di tre delle quattro retrocesse dalla Serie B. Che campionato si aspetta?
"È un girone dove ci sono davvero tante piazze con ambizioni importanti. Ci sono Spezia, Reggiana e Pescara, oltre alle tre squadre retrocesse dalla Serie B. È un raggruppamento dove il livello si è alzato molto e dove ci sono strutture societarie e tecniche di altissimo livello".
Nel Girone B ci sarà anche il Ravenna, protagonista di un'importante operazione d'immagine con Ronaldinho. Che effetto le fa vedere un campione del genere tornare nel mondo del calcio?
"Sicuramente per il calcio italiano è una cosa importante. Ravenna ha una proprietà incredibile come Cipriani ed è una bellissima città. Lo scorso anno ha giocato il campionato fino alla fine e l'operazione Ronaldinho, per quello che leggo, è soprattutto un'operazione d'immagine e di marketing. Leggo anche che Ronaldinho potrebbe diventare socio del Ravenna.
Credo sia una cosa bellissima per il movimento del calcio italiano, per la Serie C e chiaramente per il Ravenna, perché alza le ambizioni e le aspettative. Poi, andando sul campo, il Ravenna era già una squadra molto forte e, con i giocatori che sta cercando e che prenderà, perché il potenziale economico certamente non gli manca, sarà una squadra competitiva".
Ronaldinho ha detto di voler segnare l'ultimo gol della sua carriera con il Ravenna. Da allenatore, cosa dovrebbe fare mister Mandolini? Basta dargli il pallone?
"Premesso che mister Mandolini non ha bisogno dei miei consigli, io credo che sia una cosa bella per la città, per il club e per il calcio italiano. Non farei niente di particolare che non sia seguire il filo dell'immagine e del marketing.
Ronaldinho, quando vorrà, si allenerà e secondo me per i ragazzi che lo vedranno allenarsi, anche a quell'età, sarà spettacolare. Saranno ammirati da lui. Quando dovrà giocare quella partita, la giocherà e i minuti che gli verranno concessi saranno quelli giusti.
I giocatori vedranno dai suoi gesti che si può giocare una partita anche a 50 anni. È una cosa bella per il calcio. Bisognerà provare a trovare la partita adatta, il momento adatto e il livello adatto affinché questa cosa si incastri nei meccanismi della squadra.
In questo credo che la società, Cipriani, il direttore Braida e il mister Mandolini sapranno benissimo quanto farlo giocare. Io mi auguro, per la bellezza del calcio, di poterlo vedere in campo, anche se per noi sarebbe una partita pericolosissima".
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