Cosenza, i tifosi chiedono l'aiuto del presidente della Regione Occhiuto: la lettera aperta
Un momento decisamente complicato per il Cosenza, uscite con le ossa rotte dal match giocato ieri contro il Giugliano. Post partita, qualche ora fa, il club ha per altro pubblicato una lettera aperta, dove si parla della crisi dando però maggiori responsabilità ai fattori esterni. Un comunicato forse un po' surreale, che ha innervosito ancora di più la piazza.
Ecco dunque che le associazioni di tifosi, capitanate da “Cosenza nel Cuore”, hanno scritto direttamente al presidente della Regione Roberto Occhiuto. Riportiamo di seguito la missiva, ripresa dal sito del Quotidiano del Sud:
"Egregio Presidente Occhiuto, l’Associazione Cosenza nel Cuore Le rivolge personalmente questo appello tanto accorato quanto scevro da alcuna motivazione di stampo politico. Il motivo che ci spinge a rivolgerci a Lei, infatti, non risiede in una scelta ideologica o politica, ma nella consapevolezza che il sistema democratico italiano assegna alle istituzioni locali (e Lei ricopre il massimo livello regionale) il ruolo di principali interlocutori ed accoglitori delle istanze della cittadinanza. Tanto più quando tali istanze, come in questo caso, siano quasi plebiscitariamente condivise da una vasta porzione di territorio e riguardino problematiche socialmente complesse che potrebbero anche evolvere in problemi di ordine pubblico. La situazione relativa al Cosenza Calcio appare non più classificabile come semplice fenomeno legato a risultati sportivi (che, ovviamente, non giustificherebbe un suo qualificato intervento istituzionale). Esiste un evidente clima di tensione tra l’intera tifoseria cosentina (che coinvolge anche buona parte della vasta provincia), anzi diremmo tra la stragrande maggioranza dell’intera cittadinanza e la proprietà del massimo club calcistico provinciale.
A testimonianza di ciò, anche il Consiglio Comunale di Cosenza si è espresso all’unanimità avverso il comportamento della dirigenza del Cosenza Calcio. Purtroppo, in barba a qualsiasi considerazione di stampo morale ed etico, la società del Cosenza è rimasta sorda agli appelli pubblici, quasi ad affermare una “potenza” che ha come unico scopo l’interesse fiscale ed economico e non, invece, quella che è la mission di un club sportivo, portatore di valori come associazionismo, condivisione, aggregazione sociale. Ebbene, noi crediamo che il compito delle istituzioni non sia solo quello di far rispettare norme e regolamenti o di programmare e legiferare; crediamo sia anche quello di schierarsi a difesa di valori di territorialitá, appartenenza, identità. E quando non esistono norme che direttamente consentano di intervenire, sopraggiunge la capacità di interlocuzione, di intervento autorevole, di difesa del territorio dai gretti interessi materiali, capacità che a Lei sicuramente non manca.
Per questo motivo confidiamo in un suo interessamento anche in considerazione del fatto che l’immagine che viene fornita della città di Cosenza in giro per l’Italia da parte di questo sodalizio societario va in netto contrasto con la narrazione della Calabria che, meritoriamente, in questi mesi si cerca di fornire al resto d’Italia e del mondo”.
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