Grosseto, tutti a lezione dal "Mago". E Sarri prese appunti...
Il tecnico Paolo Indiani sta compiendo un'autentica impresa sportiva guidando la rosa più giovane dell'intero campionato, valorizzando i talenti calcistici attraverso il coraggio e il gioco organizzato
C’è un angolo di Maremma dove il tempo sembra essersi fermato, eppure il futuro corre più veloce che altrove.
C’è uno stadio, lo Zecchini, che ha ripreso a ruggire, cullato dalle sponde di una classifica che si fa ogni domenica più dolce, terzo posto, dietro solo alle corazzate Ravenna e Spezia.
Ma la vera capolista, nei cuori di chi ama il calcio romantico e verticale, è l'Unione Sportiva Grosseto 1912, o, per meglio dire, l'orchestra verde di Paolo Indiani.
Chiamatelo pure Mago, anche se lui, uomo di campo, terra e poche parole, probabilmente storcerà il naso, preferendo il profumo dell'erba tagliata alle formule magiche.
Eppure, quello che sta nascendo in biancorosso ha i tratti evidenti del sortilegio sportivo, con la rosa più giovane dell’intera Serie C, il Grosseto non si limita a galleggiare: stupisce, aggredisce, impone il proprio credo.
La linea verde e la cattedra del Mister
Mentre il calcio moderno spesso si rifugia nei budget milionari e nell'usato sicuro, Indiani ha scelto la via più complessa e affascinante, gettare i ragazzi nella mischia. E i suoi "bambini" rispondono con la sfrontatezza di chi non ha nulla da perdere e la disciplina di chi ha trovato un maestro assoluto, un gruppo futuribile che corre il doppio degli altri, che pressa alto e che gioca a memoria, specchio fedele di un allenatore che non ha mai smesso di credere che il talento vada coltivato con il coraggio, non con la prudenza. Vederli giocare è uno spettacolo che riconcilia con lo sport. Movimenti sincronizzati, transizioni feroci e quella spensieratezza che solo la gioventù sa regalare, sapientemente incanalata dall'esperienza di un tecnico infinito.Quella scintilla chiamata Sarri
D'altronde, che Paolo Indiani fosse un avanguardista lo sanno bene i cultori della tattica, chiedere per conferma a un certo Maurizio Sarri. Prima del Sarrismo, dei trionfi a Napoli, Londra e Torino, c'è stata una lunghissima gavetta toscana in cui l'ex comandante di Figline Valdarno guardava, studiava e assorbiva. Indiani è stato l'ispiratore silenzioso, il teorico pratico di un calcio fatto di ritmi ossessivi e linee geometriche che ha fatto scuola in Italia e in Europa. Oggi, mentre i suoi illustri "allievi" calcano i palcoscenici internazionali, il Mago è ancora lì, sul rettangolo verde della terza serie, a dispensare l'ennesima lezione magistrale. Ravenna e Spezia guardano dall'alto, ma sentono il fiato sul collo, il Grosseto dei miracoli non ha nessuna intenzione di svegliarsi dal sogno, e la Maremma si gode i suoi ragazzi terribili, guidati dal tecnico che non passa mai di moda.Altre notizie
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