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Al Torino mancano due giocatori (forse tre) per avere un’ossatura di base importante e completaTUTTOmercatoWEB
Il Torino
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 12 marzo 2024, 10:30Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Al Torino mancano due giocatori (forse tre) per avere un’ossatura di base importante e completa

Buongiorno, Bellanova e Zapata, vale a dire difensore centrale, terzino destro e attaccante, sono per rendimento i tre giocatori del Torino che quest’anno hanno fatto la differenza in positivo, ma alla squadra sono mancati altri due, forse tre, elementi che le avrebbero permesso di ottenere di più della metà classifica. Infatti se in rosa ci fossero stati anche un terzino sinistro che sgasasse e crossasse come dopo un avvio un po’ stentato sta riuscendo a fare Bellanova, un centrocampista che desse ordine e dettasse i tempi di gioco e magari anche un portiere che fosse affidabile in modo continuo allora di scuro il Torino avrebbe pareggiato qualche partita in meno e anche vinto qualche volta in più, sia con squadre meno forti sia persino con qualcuna un po’ più attrezzata, e si troverebbe a guardare la classifica da più in alto e starebbe non inseguendo un posto nelle coppe europee, ma vi sarebbe in lizza con l’unico dubbio in quale dover giocare nella prossima stagione.

Quando si dice che al Torino manca sempre qualche cosa è proprio di questo che si parla: ha un’ossatura di base incompleta. Sulla fascia sinistra Lazaro, Vojvoda, Soppy, arrivato in prestito dall’Atalanta il 31 agosto e poi tornato indietro da dove era venuto il 1 febbraio, non hanno reso nello stesso modo che ha fatto Bellanova a destra. Nella sessione di mercato invernale e poi arrivato Masina, ma a causa degli infortuni che hanno colpito i giocatori della linea difensiva e stato utilizzato da  braccetto sinistro e Juric quando poi ha ritrovato quasi tutti i difensori ha comunque optato per lasciare Masina nella linea difensiva e ha dirottato Rodriguez sulla fascia sinistra. Il capitano può svolgere questo ruolo, ma non ha di certo la stessa gamba per sgasare come fa Raoul dall’altra parte.

In mezzo al campo Ricci e Ilic hanno avuto una stagione al di sotto delle aspettative con rendimenti altalenanti per la verità più tendenti sotto la soglia della sufficienza che sopra. Sono due ragazzi classe 2001 per cui ci sta che possano incappare in un’annata non brillante tanto più se come hanno avuto loro qualche acciacco fisico li ha un po’ frenati e infatti si può dire che abbiano messo un po’ in stand by il loro percorso di crescita. Tameze, Linetty e il giovane Gineitis, che completano il reparto hanno fatto e stanno facendo il loro, ma non è bastato per fare la differenza. Tameze poi  per sopperire agli infortuni dei difensori a lungo è stato utilizzato come braccetto a destra e adesso è infortunato come Ilic. Linetty che sta facendo la sua migliore stagione in granata è uomo di corsa, spezza il gioco degli avversari e recupera palloni, ma in fase d’impostazione e di proposizione non è il calciatore che servirebbe. Gineitis compirà 20 anni il prossimo 15 aprile e per quanto prometta decisamente bene sta lavorando per diventare un giocatore di livello. A completare il discorso di chi agisce in mezzo al campo seppur in posizione un po’ più avanzata Vlasic si accende ad intermittenza e pur impegnandosi non fa la differenza come servirebbe mancando anche nel dettare l’ultimo passaggio o nell’intraprendenza per arrivare al tiro in porta. Il passaggio alle due punte ha poi tolto spazio a giocatori come Radonjic, genio e sregolatezza con troppa propensione a quest’ultima, Seck e Karamoh, che però hanno sempre fatto meno di quanto si potesse legittimamente aspettare da loro e infatti a gennaio sono stati mandati altrove. Okereke e il giovane Kabic, è un 2004, entrambi arrivati nella sessione di mercato invernale, nelle gerarchie di Juric non scalzano né Vlasic e neppure sono più di tanto un’alternativa per far rifiatare a partita in corso una delle due punte. Kabic è molto acerbo come si è visto anche nella scorsa partita che ha giocato con la Primavera e infatti non è ancora stato fatto neppure esordire in Serie A e anche nella Stella Rossa di Belgrado era una riserva e Okereke finora ha collezionato 3 presenze per complessivi 27 minuti più recuperi.

Discorso portiere. Vanja Milinkovic-Savic è indubbiamente migliorato dal suo arrivo al Torino, ma non ha abbastanza qualità di base, soprattutto nella lettura delle situazioni, nella reattività e nella padronanza nell’area piccola, per essere totalmente affidabile infatti alterna buone parate a cosiddette papere o topiche che gli fanno subire gol. Il Torino da tre stagioni ha una delle migliori difese della Serie A, ma lo deve a chi sta sulla linea difensiva e nel complesso alla squadra in fase difensiva più che a Vanja. Emblematica della sua non sempre affidabilità l’ultima partita con il Napoli: ha sì fatto delle parate importanti che hanno salvato la porta su tiri di Kvaratskhelia (14’, 43’ e 86’) e Osimhen (73’ e 77’), ma sullo 0 a 0 è stato Linetty a impedire il gol perché lui è stato indeciso sulla sponda di Ostigard che era andato di testa sulla palla dopo un calcio d’angolo (45’+4’) e in occasione del gol del momentaneo pareggio di Kvara sul cross di Mario Rui è rimasto immobile eppure aveva lo spazio per cercare di andare sul pallone e impedire che arrivasse al georgiano che poi di piatto di prima intenzione ha indirizzato sul primo palo insaccando (61’).

A dieci giornate dalla fine del campionato il Torino con 38 punti è all’11° posto e solo un miracolo gli permetterebbe di risalire qualche posizione in classifica per riuscire a piazzarsi in un posto utile per disputare gli spareggi per la Conference League e chissà dove sarebbe invece se avesse avuto un altro portiere, un terzino sinistro e un centrocampista più performanti? Il sospetto è che, senza esagerare, starebbe lottando per un posto nei gironi d’Europa League.