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Juric via dal Toro. Per l'Europa mancata, tutti colpevoli tranne luiTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 5 giugno 2024, 06:15Primo Piano
di M. V.
per Torinogranata.it

Juric via dal Toro. Per l'Europa mancata, tutti colpevoli tranne lui

Ivan Juric ha detto addio ai colori granata, e vale quantomeno la pena, per come ha colpevolizzato tifosi e ambiente del mancato raggiungimento in Europa, fare alcuni considerazioni. Spesso il suo calcio viene paragonato a Gasperini perché, si dice, sia stato un suo maestro, ma non se ne comprende il motivo per cui si dica che il modo di giocare del croato si assimili in qualche modo a quello del tecnico dell'Atalanta, una squadra che attacca a testa bassa dall'inizio alla fine, provando giocate, schemi sempre nuovi, lottando su ogni pallone, segnando molto ma lasciando anche parecchio, mentre quello di Juric degli ultimi tre anni è esattamente agli antipodi, vale a dire troppe volte scolastico, alla ricerca di un inutile quanto sterile possesso palla, cercando sempre e solo l'uomo libero, orientato a non subire il gol, culminato nell'ultima stagione con la frenetica ricerca del cross di Bellanova come unico mezzo di offesa, mettendo in mostra un'inutilità conclamata nella gestione dei calci piazzati, da lui giustificata con la mancanza di forza fisica e qualità (di cui, non si offenda, abbiamo seri dubbi), di fatto denigrando la rosa a propria disposizione.

Sensazione, quest'ultima, avuta più volte nel corso della sua permanenza sotto la Mole (come quando urla al miracolo per aver raggiunto in nono posto). Fisicità e qualità necessari, secondo lui, anche per battere in casa le ultime della classe, vero motivo per cui il suo Toro non è arrivato a fine stagione direttamente in Europa League, e non a sperare negli altri per racimolare un accesso alla Conference League. Evidentemente i granata non sono così forti da poter battere davanti al proprio "intollerante" pubblico le varie Cagliari, Verona, Udinese, Salernitana e Frosinone (che ha pure passeggiato all'Olimpico Grande Torino in Coppa Italia), talvolta senza neanche tirare in porta, come contro i campani, vincendo con il Genoa per una magia di Radonjic, in seguito allontanato, all'ultimo secondo. Il tutto senza provarci quasi mai, passandosi la palla sulla linea dei difensori anche negli ultimi minuti, sia con il risultato da recuperare che con quello da migliorare, facendo scorrere secondi preziosi, una roba sinceramente mai vista da nessuna parte. E anche qui verrebbe da dire, ricordando le similitudini ricalcate con l'Atalanta: assalto finale, questo sconosciuto. Per non parlare della partita della vita contro i bergamaschi, una prestazione persino peggiore di quella orrenda e vinta, rubando (parole sue), contro il Verona.

La stucchevole pantomima sul dove si trovasse il Torino tre anni fa, che dopo tanto tempo non regge neanche un po', essendo Juric il tecnico più accontentato sul mercato della gestione di Urbano Cairo, che nell'ultima stagione ha anche fatto uno sforzo importante mantenendo inalterato lo zoccolo duro con l'aggiunta di due grandi giocatori come Bellanova e Zapata, cedendo solamente Singo e rendendo questa squadra probabilmente la più forte dal fallimento del 2005. Non vanno poi dimenticate certe perle di saggezza nelle interviste post partita, come l'ultima in cui afferma che in Inghilterra, i coach, hanno molto da imparare dal calcio italiano. Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensino gli inglesi, ma anche l'opinione dei tifosi italiani che seguono queste partite rapide, intense e divertenti della Premier League. Un allenatore che prima ha litigato con il presidente, poi con il direttore sportivo, poi con i suoi stessi calciatori, addirittura attaccandosi ai tifosi, mandati anche a quel paese con un dito di troppo immortalato dalle immagini televisive, rei di fischiare i propri beniamini per prestazioni anonime e senza mordente, fastidiose a livelli indisponenti, totalmente in contrasto con la storia di questi colori, magari ottenendo quei tanti amati quanto spesso quanto inutili, alle condizioni del suo calcio, clean sheet. In ultimo, è bene ricordare il costante fallimento nella partite decisive per l'Europa, avendo a disposizione il destino nelle proprie mani: lo scorso anno contro l'Inter, quest'anno con l'Atalanta. Alla fine sarà separazione, ma alla luce di tutto questo, probabilmente è meglio così.