Pagellone Torino, l’attacco VOTO: 5. Deficitario per qualità del gioco e numero di gol. L’unica nota davvero positiva Zapata
L’attacco del Torino è stato il reparto peggiore e che ha avuto troppi giocatori che hanno reso meno di quanto potessero. Con 36 gol realizzati, dei quali uno è stato un autogol e 17 gare senza riuscire a segnare, persino con avversari che sono retrocessi o che hanno lottato per la salvezza, è risultato il 4° peggiore della Serie A: un piazzamento da squadra che si salva per il rotto della cuffia. Peggio hanno fatto solo l’Empoli, 29, che si è salvato all’ultimo, Salernitana e Lecce, 32, i campani hanno chiuso il campionato all’ultimo posto retrocedendo in B e i salentini si sono piazzati al quattordicesimo posto; meglio hanno fatto persino Sassuolo, 43, e Frosinone, 44, squadre entrambe retrocesse. Le 17 partite senza segnare con 9 pareggi (Cagliari, Verona, Frosinone andata e ritorno, Genoa, Salernitana, Fiorentina, Juventus, e Bologna) e 8 sconfitte (Lazio andata e ritorno, Juventus, Inter andata e ritorno, Bologna, Fiorentina e Atalanta) hanno determinato il non riuscire a fare più di 53 punti e il piazzarsi al 9° posto senza raggiungere gli spareggi per la Conference League.
Il miglior marcatore è stato Zapata con 12 gol, seguito da Sanabria con 5, Vlasic, Radonjic, Buongiorno e Ilic (ha segato una rete anche in Coppa Italia) con 3 a testa, mentre Pellegri, Savva, Bellanova, Ricci, Schuurs e Rodriguez con 1. A questi vanno aggiunti Vojvoda e Zima che hanno realizzato ognuno un gol in Coppa Italia. Le reti fatte da attaccanti di ruolo sono state 18 su 36, solo la metà dell’intero bottino.
Non ha di certo aiutato che solo a campionato già iniziato da due partite sia arrivato Zapata e che non sia stato preso un secondo trequartista titolare e in più Vlasic fu ripreso solo l’8 agosto quando il ritiro di Pinzolo era finito da dodici giorni e la squadra stava già preparando la prima partita ufficiale della stagione, quella di Coppa Italia con la Feralpisalò del 14 agosto. Tutto ciò ha poi costretto Juric a cambiare il modulo passando dal suo solito 3-4-2-1 al 3-4-1-2. E che nel mercato di gennaio e solamente alla fine, pur sapendo che la squadra faticava a segnare, siano arrivati in prestito Okereke dalla Cremonese, formazione che militava in serie B, e il giovane (ha compiuto 20 anni lo scorso 1 gennaio) Kabic, dalla Stella Rossa di Belgrado a sostituzione di Radonjic, Seck e Karamoh andati in prestito. Nel complesso il centrocampo merita 5 come VOTO.
Zapata Ha sposato la causa del Torino e ha messo fin da subito esperienza e capacità al servizio della squadra. Dopo che negli ultimi due anni all’Atalanta aveva sofferto a causa di problemi fisici, ha dimostrato che non è ancora un attaccante da mandare in pensione come dimostrano i 12 gol segnati con la maglia granata e un altro lo aveva realizzato prima di approdare al Torino. Al suo attivo anche quattro assist. In tantissime partite ha di fatto retto da solo il peso dell’attacco e molte volte non è stato adeguatamente rifornito, anche se ha creato un buon feeling con Bellanova che gli ha servito cinque assist. Non ha fatto mancare il suo supporto anche in fase di copertura e in più di un’occasione lo si è visto ripiegare fin dentro la propria area a sfruttare il suo fisico possente. Se non fosse arrivato lui probabilmente il Torino avrebbe rischiato se non proprio di lottare per non retrocedere di riuscire solo a mantenersi appena sopra la zona più pericolosa della classifica. E’ un po’ calato nell’ultima parte di campionato, ma è normale avendo tirato la carretta per tutta la stagione. VOTO: 7,5
Sanabria Era chiamato a ripetere la stagione precedente nella quale aveva realizzato 12 gol, miglior bottino della sua carriera, ma non è riuscito a fare altrettanto e anzi ha segnato solo cinque reti. Come disse Juric il 28 luglio al termine del ritiro a Pinzolo “ha patito il ritiro e non ha ancora la freschezza che hanno bisogno gli attaccanti per essere pimpanti” e poi con l’arrivo di Zapata è entrato un po’ in crisi. Con il passaggio a due punte ha avuto l’occasione per formare con Duvan la coppia di attaccanti titolari, ma pur non lesinando l’impegno e sacrificandosi anche in fase di copertura non è riuscito a tornare ai livelli della stagione precedente, soprattutto della seconda parte quando aveva iniziato a segnare con continuità. A sua parziale discolpa va detto che Juric ha rivelato, il 15 dicembre, che soffriva di tendinite e per parecchio tempo si è allenato e ha giocato con questo problema che lo ha tormentato anche per buona parte della seconda metà del campionato. Non sempre si fa trovare nel posto giusto al momento giusto e pecca un po’ nella precisione quando tira in porta. VOTO: 5+
Pellegri Ha dovuto imparare a gestire il suo fisico in allenamento per evitare che gli capitassero infortuni come tante volte era accaduto nelle stagioni precedenti. E’ poi si è trovato un po’ chiuso da Zapata e Sanabria. Solo nelle ultime partite di campionato ha avuto più spazio e il suo gol, purtroppo l’unico, è stato comunque determinante per la vittoria sul Verona. Ha indubbiamente bisogno di giocare con continuità per non rimanere una promessa del calcio italiano. Ha margini di miglioramento visto che ha 23 anni e deve soprattutto imparare a non voler strafare e a evitare di commettere qualche fallo di troppo perché questo lo penalizza. VOTO: 6-, che gli serva di stimolo per la carriera
Vlasic Fortemente ri-voluto da Juric, forse anche perché sapeva che la società non avrebbe investito su altri profili più costosi, si è sempre molto impegnato e anche sacrificato però le sue prestazioni sono state altalenanti. Indubbiamente quando è in giornata sa far giocare bene la squadra, mentre se non lo è a tratti gir a vuoto. E’ mancata soprattutto da parte sua l’incisività nell’ultimo passaggio, come dimostrano i due soli assist, e ha segnato pochi gol: tre. VOTO: 5,5
Radonjic Nessuno discute il suo talento fatto di giocate straordinarie poiché sfrutta la capacità di saltare l’uomo e sa tirare in porta, ma il non sfruttarlo è una colpa grave. Aveva iniziato bene la stagione segnando tre gol, uno decisivo per la vittoria nella partita con il Genoa e due alla Salernitana valsi un’altra vittoria, peccato che poi sia di nuovo entrato in rotta di collisione con Juric, che già gli aveva dato tante possibilità nella precedente stagione. E’ così finito ai margini fino alla cessione in prestito a gennaio al Maiorca, e anche lì non ha fatto chissà cosa, come già gli era successo in tutte le squadre prima del suo approdo al Torino. VOTO: 4,5.
Seck Non ha saputo sfruttare la fiducia che Juric gli ha dato e in più questioni extra campo, accuse di revenge porn e un incidente d’auto avvenuto alle 3 di notte quando un atleta professionista dovrebbe essere a dormire nel suo letto, lo hanno portato ad essere ceduto a gennaio in prestito al Frosinone, ma anche con i ciociari non ha fatto granché. Ha corsa, ma pecca nella precisione dei passaggi. Ha 23 anni e quindi ha margini di miglioramento, ma deve volerli sfruttare. VOTO: 5
Karamoh Non ha saputo incidere e ritagliarsi spazio e così a gennaio è stato mandato in prestito al Montpellier, che non lo riscatterà per cui anche lì non ha convinto. Alle volte aggredisce lo spazio, ma altre si perde e i suoi passaggi e tiri in porta non sono sempre precisi. VOTO: 5
Okereke Appena arrivato a gennaio al Torino qualche cosa l’aveva fatta vedere nella prima partita in granata, con l’Udinese, dove aveva interagito con Zapata, però poi man mano si è perso e Juric non lo ha quasi più utilizzato. Gli capita di essere avulso dal gioco. Tornerà alla Cremonese.VOTO: 5
Kabic Ha sempre e solo fatto panchina e una volta ha giocato con la Primavera. VOTO: non giudicabile
Savva Da giocatore della Primavera ha convinto Juric a farlo esordire in Serie A nella partita con il Verona il 12 maggio entrando al minuto 69 prendendo il posto di Bellanova e ha anche segnato otto minuti dopo pareggiando i conti con la rete di Swiderski spianando così la strada per la vittoria della sua squadra ottenuta poi grazie al successivo gol di Pellegri. VOTO: 6,5, di buon auspicio per la carriera.


