Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / torino / Primo Piano
Se Cairo davvero apre alla cessione del Torino allora dia mandato a un advisor che cerchi un acquirenteTUTTO mercato WEB
Urbano Cairo
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Se Cairo davvero apre alla cessione del Torino allora dia mandato a un advisor che cerchi un acquirente

Ieri Urbano Cairo al Festival della Tv di Dogliani ha detto, come già più volte fatto in passato, di essere disposto a cedere il Torino. Alle parole però dovrebbero seguire i fatti, ma finora non ci sono segnali in tal senso.

“Ho fatto tanto per il Toro e mi sono divertito, ma posso arrivare fino ad un certo punto. Ho provato a fare qualcosa in più, spendendo anche cifre importanti per giocatori che poi non hanno reso. Forse ci vuole qualcuno che abbia voglia di perdere 50 milioni all’anno. Io nei primi 8 anni ho messo 60 milioni di tasca mia, c’è chi dice che però facevo le plusvalenze. Ma le plusvalenze non bastavano per il pareggio di bilancio, ho dovuto mettere altri 60 milioni. Poi li ho recuperati gli anni successivi, ma non ho mai prelevato un euro dal Toro, li ho solo messi. E poi c’è stato il Covid. Non basta? Sono disponibilissimo a farmi da parte. Al Toro dedico il 20% del mio tempo e non lo venderei perché sono convinto di poter ancora fare il bene del Toro, ma non mi voglio mettere contro ai tifosi. Anche imio figlio più piccolo mi dice sempre “chi te lo fa fare” e che i tifosi non mi meritano. A un giovane Urbano Cairo non consiglierei di prendere il Toro, ma a un fondo o anche a più fondi di investimento sì. Oppure a qualcuno molto ricco come gli Hartono, che hanno preso il Como. Deve arrivare qualcuno dall’estero... E magari qualcuno troviamo, anche se al momento non è ancora arrivato. All’estero ci sono fondi che sono interessati al calcio italiano, in Serie A abbiamo già tante proprietà straniere. Per vendere, e voglio vendere, devo trovare qualcuno che compri. A settembre saranno 21 anni che sono presidente: se vedo che arriva qualcuno che ha passione per il Toro, voglia di investire, sono disponibilissimo a farmi da parte. Io non chiedo che mi venga presentata chissà quale offerta. Se ora dovessi vendere sarò il primo tifoso del Toro, lo guarderò con il patema del tifoso, ma non più quello del presidente”. Così ha detto Cairo come riportato da Tuttosport e da La Stampa.

Riflettendo su quanto detto da Cairo le prima cosa che viene in mente è che se vuole davvero cedere il Torino non può attendere che qualcuno bussi alla sua porta per acquistarlo, come sembra abbia fatto finora, ma dovrebbe dare mandato a un advisor che cerchi un acquirente. Così facendo si capirebbe se c’è qualcuno sufficientemente danaroso disposto a prendere il Torino e a portarlo dove compete per la Storia Granata. Ma se Cairo non si affida a un consulente esperto, l’advisor appunto, nella compravendita dei club calcistici le sue parole sono alla stregua di aria fritta, tanto più che con tutti gli impegni che ha, anche con le sue altre aziende, è quasi impossibile che trovi il tempo per cercare un acquirente per il Torino.

Altra considerazione, interessante il passaggio sul “sono convinto di poter ancora fare il bene del Toro”. Il concetto di fare il bene del Toro non può prescindere dai risultati ottenuti durante la sua gestione del club che dura da quasi 21 anni. E allora i risultati sportivi massimi sono stati 2 settimi posti in Serie A, 1 ottavo di finale in Europa League, 1 tentativo di accedere sempre all’Europa League terminato agli spareggi, 5 volte ai quarti di Coppa Italia e 1 derby vinto, mentre quelli economici sono i 160,5 milioni di debiti come da bilancio 2025. A prescindere da quello che si può pensare su di Cairo, che comunque con le sue altre aziende ottiene risultati positivi, e stando su un piano esclusivamente oggettivo finora non è riuscito a fare il bene del Torino e il fatto che da 14 anni la squadra sia stabilmente in Serie A è il minimo sindacale.
In attesa di una eventuale cessione del club, sul fare bene si attende cosa farà in questa sessione di mercato: chi sceglierà come allenatore, chi venderà e chi acquisterà.

E toccando un altro punto saliente di quanto Cairo ha detto, o meglio di quello che ha detto suo figlio più piccolo, “i tifosi non mi meritano”. Quando, dopo il fallimento e l’intervento dei “lodisti”, prese il Torino fu accolto come se fosse il Messia non per nulla fu soprannominato “Papa Urbano” se poi è diventato inviso ai tifosi, che ormai lo contestano sempre più da anni arrivando persino a disertare lo stadio nelle partite in casa, dipende solo da ciò che ha fatto, compresi gli esperimenti sociali in Curva Primavera, e non di certo perché i tifosi sono ingrati.