Il Torino ha scelto Abate come allenatore, ma ora deve dargli la squadra
Dopo tanti tira e molla e con Aquilani che ha preferito il Sassuolo il Torino ha deciso che l’allenatore per i prossimi due anni sarà Ignazio Abate e così con il cerino in mano sono rimasti D’Aversa, che era stato chiamato a sostituire Baroni e a portare la squadra alla salvezza, e Juric, che sperava di tornare sulla panchina granata. Cairo e Petrachi hanno scelto quindi la linea giovane visto che Abate compirà 40 anni il prossimo 12 novembre e si sono presi il rischio di optare per un tecnico che è alla sua prima esperienza su una panchina in Serie A. Il presidente Cairo già conosceva Abate avendolo avuto come giocatore nella stagione 2008-’09, mentre il direttore sportivo Petrachi era più propenso per Aquilani e aveva anche contattato Gilardino. Adesso Abate dovrà rescindere con la Juve Stabia e poi potrà essere ufficializzato dal Torino. Non dovrebbe essere un problema in quanto non ci sono indicazioni che facciano pensare che non libererà Abate, il club campano infatti è alle prese da mesi con una crisi societaria e sta correndo contro il tempo per il cambio di proprietà e l’iscrizione al campionato di B. Campionato che ha visto Abate condurre la squadra ai playoff per accedere alla Serie A, ma ad avere la meglio in semifinale è stato il Monza.
Ora però il Torino deve fornire ad Abate la squadra. Tra giocatori in scadenza di contratto che non sarà rinnovato, altri in prestito che non saranno riscattati e qualche cessione eccellente, almeno un paio, per fare cassa più qualcuno che non rientra più nei piani si può dire che mezza rosa, fra titolari e riserve, andrà via. Certe le partenze di Maripán, Lazaro, Tameze, Savva e Sazonov e i rientri da dove provenivano di Nkounkou, Obrador, Prati, Ebosse e Marianucci. Mentre sono già scattati gli obblighi di riscatto di Simeone, Kulenovic e Anjorin. Qualche giovane rientrerà alla base come Cacciamani, che Abate ha avuto e valorizzato nella Juve Stabia, e anche Ciammaglichella, Dellavalle, Pellegri, Dembélé, Dalla Vecchia, Silva, Di Marco, Padula, Bianay Balcot, Desole, Dell’Aquila, N’Guessan e Antolini. Walukiewicz e Demba Seck saranno invece riscattati rispettivamente dal Sassuolo e dal Partizan Belgrado. Ma quasi tutti non resteranno.
Il gioco di Abate si basa prevalentemente sul 3-5-2, soprattutto in fase di possesso palla, e sulla costruzione dal basso quindi il registra deve retrocedere quasi all’altezza dei difensori centrali per impostare in modo da avere più opzioni di passaggio. I quinti poi hanno un ruolo fondamentale e devono essere bravi sia in fase d’attacco sia in quella difensiva, con grande dispendio di energie. Ma anche le mezzali hanno compiti importanti e devono supportare le punte. In fase di non possesso la squadra deve immediatamente diventare compatta in modi da chiudere gli spazi e fare densità per ostacolare le linee di passaggio degli avversari. Quello di Abate è un gioco prevalentemente offensivo per cui serve una difesa solida, non di certo quella vista in quest’ultimo campionato che ha incassato ben 63 gol risultando la seconda peggiore della Serie A, dopo il Pisa (71) che è retrocesso da ultimo in classifica con soli 18 punti.
Per non far partire con l’handicap il nuovo allenatore serve almeno che gli venga messa a disposizione per l’inizio del ritiro l’ossatura della squadra e che abbia certezze sui quinti e su chi avrà a disposizione in attacco. E’ evidente che gli servano giocatori integri fisicamente e non con precedenti di anni di infortuni che li abbiano costretti a saltare un buon numero di partite. Avere informazioni sullo stato fisico dei giocatori è semplicissimo e non costa nulla infatti basta andare a vedere transfermarkt.it alla voce rendimento dettagliato e si sa tutto. Meglio è anche evitare calciatori che hanno caratteri complicati (per usare un eufemismo) e che quindi sono difficili da gestire e creano problematiche all’interno dello spogliatoio, possono essere anche tecnicamente molto forti però poi non rendono per cui per quanto poco possano costare non vale la pena prenderli. Il Torino si sa che non ha un grande budget per il mercato, tra rosso di 13,1 milioni di euro e debiti nel bilancio 2025 di 160,5 mln, per cui è meglio che non butti soldi dalla finestra con giocatori che poi finiscono per scaldare la panchina. Che almeno gli errori fatti ripetutamente in passato servano da insegnamento.
Va benissimo puntare sui giovani, ma devono avere il supporto di compagni esperti che li guidino in campo. Un’altra cosa fondamentale, che purtroppo accade quasi sempre, è non ridursi gli ultimi giorni di mercato a prendere calciatori che mancano per completare l’organico nella speranza di spendere meno poiché magari si risparmia però arrivano terze, quarte o anche quinte scelte. E si sa che spesso non sono poi così performanti. In sintesi, mettere Abate nella migliore condizione possibile per lavorare eviterà di creargli problemi e di bruciarlo.


