Capello lancia l'idea: "Baresi merita il Pallone d’Oro alla memoria nel calcio"
Fabio Capello ricorda Franco Baresi con la voce spezzata e un pensiero preciso: assegnargli un riconoscimento alla memoria. L’ex tecnico del Milan, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ripercorre una vita sportiva condivisa con il capitano rossonero, conosciuto fin dagli esordi sotto la guida di Nils Liedholm.
"Un fuoriclasse unico"
"Franco era un ragazzo fantastico. Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato", racconta Capello. Baresi rappresentava un modello per chiunque arrivasse al Milan: intensità negli allenamenti, comportamento impeccabile e una presenza costante dentro e fuori dal campo. Dal punto di vista tecnico, Capello non ha dubbi. Velocità, visione di gioco, intuizione e intelligenza tattica lo rendevano un difensore fuori categoria. "A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo", sottolinea.
Quando la Juventus provò a prenderlo
Tra gli episodi ricordati c’è anche il tentativo della Juventus di ingaggiarlo all’arrivo di Arrigo Sacchi. Capello, allora allenatore del settore giovanile, organizzò una cena con Baresi e le rispettive mogli per convincerlo a restare. Alla fine prevalse il legame con il Milan.
Il capitano che non accettava di perdere
Baresi era riservato, ma nel gruppo sapeva essere aperto e ironico. Trasmetteva orgoglio, appartenenza e cultura del lavoro. "Se la squadra si addormentava un po’, dava la scossa. Non voleva mai perdere". Capello ricorda anche il rapporto con il fratello Beppe, rivale nell’Inter ma mai nemico, e accosta Baresi a Paolo Maldini tra i grandi campioni non premiati abbastanza. Poi la richiesta finale: "Mi viene da piangere. Diamogli un Pallone d’Oro alla memoria".






