Il PAGELLONE del TORINO, gli ALLENATORI: Baroni VOTO 4, D’Aversa VOTO 6,5
Il Torino ha dovuto cambiare allenatore perché con Baroni - la scelta fatta in estate da Cairo per sostituire Vanoli reo di allenare più i tifosi della squadra e di aver fatto un finale nella scorsa stagione mediocre perché la squadra aveva mollato una volta raggiunta la salvezza - si era incartato già a partire dall’ estate senza trovare la quadra e finendo per ritrovarsi a tre lunghezze da chi lottava per non finire in Serie B.
Probabilmente Baroni non è mai riuscito ad entrare in sintonia con i giocatori e a far capire loro il suo concetto di gioco. La conseguenza è stata una difesa colabrodo e un attacco abbastanza asfittico. Gli alti e bassi iniziali sempre più si sono trasformati in bassi e questo ha anche influito sull’ambiente che oltre a contestare sempre più Cairo aveva puntato il dito anche contro l’allenatore e la squadra. I numeri di Baroni parlano chiaro: squadra al 14° posto, in coabitazione col Genoa, con 27 punti conquistati, media di 1,03 a partita, 25 gol fatti e 47 subiti. Peggior difesa della Serie A e sest’ultimo attacco. E in più eliminazione ai quarti in Coppa Italia per mano dell’Inter che in quella partita aveva per lo più schierato riserve e ragazzi di belle speranze. Senza scordare le sconfitte pesantissime in alcune partite, Inter, 5-0 alla prima di campionato, e Como 5-1 all’andata e 6-0 al ritorno, che hanno fatto diventare episodi sporadici la vittoria sulla Roma (1-0) all’andata, e l’eliminazione agli ottavi di Coppa Italia dei giallorossi. VOTO 4
Con D’Aversa la musica è cambiata subito. Quindi era evidente che la squadra non era più in sintonia con il precedente allenatore. Nel senso buono del termine, D’Aversa ha fatto cose semplici e logiche: giocatori utilizzati nel loro ruolo, una formazione base che veniva ritoccata solo causa infortuni o squalifiche, stato di forma dei giocatori oppure tipo di avversario da affrontare.Tutto questo ha permesso nel giro di sei giornate di giungere di fatto alla salvezza e poi di non mollare nel finale di stagione. Certo non tutto è stato perfetto, ma nel complesso ciò che andava fare è stato fatto: in 12 partite 18 punti, con una media di 1,5 a gara che sono valsi il 12° posto finale con 19 gol fatti e 14 subiti. Con la difesa che è risultata meno un colabrodo e l’attacco che è diventato più prolifico. Qualche inciampo, come il pareggio con la Cremonese o la sconfitta con l’Udinese, c’è stato, ma questo non va ad inficiare tutto il resto.
Ora non si sa se Cairo confermerà D’Aversa, quando era stato chiamato gli era stato proposto un contratto solo fino al termine della stagione e le voci che da tempo si rincorrono su un possibile cambio di allenatore non depongono a favore della riconferma. Di sicuro il suo D’Aversa lo ha fatto. VOTO 6,5
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