Rinforzare la rosa: il dilemma di fine anno
Squadra che vince non si cambia, suggerisce il buon senso. Ma lo stesso buonsenso ricorda che il campionato di B è lungo, infatti mancano 159 giorni al ventisette maggio e il Torino ha già provato cosa vuol dire far fronte all’emergenza visto che molti esterni alti, ma non solo loro, si sono ritrovati purtroppo infortunati, quindi cautelarsi aggiungendo qualche elemento sarebbe prudente. Oltre a queste considerazioni visto che si è alla fine del girone d’andata, manca solo una partita, è doveroso fare un bilancio e valutare se c’è qualche giocatore che non ha reso al meglio, per i più svariati motivi, e quindi non rientra appieno nei piani di Ventura e se è così allora sarebbe meglio trovargli una collocazione da un’altra parte, in modo che possa giocare con maggiore continuità e non diventi un “problema” per il Torino.
Da quando il campionato di serie B è a ventidue squadre, ovvero dalla stagione 2004-2005, le formazioni che a fine torneo si sono piazzate nei primi due posti dopo venti giornate, a parte il Bologna (2007-2008), la Juventus (2006-2007, senza contare i nove punti di penalizzazione) e il Genoa (2004-2005, a fine campionato sarà poi retrocesso all’ultimo posto a causa di un illecito sportivo), nessuna aveva più di quarantun punti, gli attuali del Torino. Per gli amanti dei numeri nel 2010-2011 Atalanta 39 e Siena 37; 2009-2010 Lecce 40 e Cesena 32; 2008-2009 Bari 34 e Parma 33; 2007-2008 Chievo 40 e Bologna 42; 2006-2007 Juventus 47 sul campo 38 in classifica e Napoli 36; 2005-2006 Atalanta 37 e Catania 39; Genoa 43 e Empoli 38. Se si vuole andare oltre ai punti in classifica e si dà uno sguardo anche ad altri dati, come le partite vinte a parte la Juventus che ne aveva vinte quattordici, oltre le dodici dei granata di quest’anno nessuno era andato. Passando al confronto sulle sconfitte il Torino ne ha rimediate tre, meglio di lui avevano fatto il Bologna (2), ma con un pareggio in più (sei per i rossoblu a fronte dei cinque dei granata), la Juventus (1) stesso numero di gare con segno ics, il Napoli (2) ma con nove pareggi, il Genoa (1) però facendo registrare sette volte il segno ics. Per quel che riguarda le reti incassate il Torino ne ha subite tredici, meglio avevano fatto Cesena, Juventus e Napoli (12) e Bologna (9). Se infine si guarda la colonna dei gol realizzati i granata sono andati a segno venticinque volte peggio avevano fatto Bari e Napoli (21) e Parma (24); meglio Atalanta (27 e 30), Siena (33), Lecce e Empoli (32), Chievo e Juventus (36), Bologna (26), Catania (31) e Genoa (41).
Questi dati analizzati singolarmente e nel loro complesso evidenziano che il Torino ha tutte le carte in regola per conquistare la promozione diretta; ritornando al discorso della rosa è chiaro, visti i risultati fin qui ottenuti, che l’attuale è valida. Quindi a gennaio quando riaprirà il mercato la società granata non avrà l’esigenza di compiere particolari operazioni, ma con un paio di innesti, uno sicuramente per rinforzare il parco esterni alti visto che su Guberti non si potrà contare a breve termine, un altro per dare maggior peso all’attacco, magari cedendo una delle attuali punte, la squadra sarà adeguatamente completata per affrontare il girone di ritorno senza alterare gli equilibri dello spogliatoio e centrare l’obiettivo serie A.


