Il Torino sorride, ma il derby è amaro. La Stampa: "Il dolce addio di Adams"
La Stampa apre il lunedì post-derby con un'analisi lucida e senza sconti sulla stagione della Juventus. L'Europa League è il verdetto finale di un'annata che doveva essere il rilancio e si è rivelata invece un passo a vuoto. Elkann proverà da oggi a mettere tutti attorno a un tavolo per dissipare le tensioni e ripartire, ma le incognite sul fronte dirigenziale restano tutte aperte. Spalletti non si nasconde: "Abbiamo l'obbligo di creare i presupposti per giocare con chiunque a testa alta. Dobbiamo colmare queste lacune". Parole che suonano come un programma, ma anche come una presa d'atto di una realtà che ha deluso le aspettative.
Il derby è stato surreale e condizionato dagli eventi esterni: la partita è iniziata con un'ora di ritardo per la notizia di un tifoso juventino grave negli scontri, con i giocatori che rientravano negli spogliatoi a chiedere informazioni. Nonostante tutto, la Juventus aveva il match in mano e non è riuscita a chiuderlo. Khephren Thuram, tra i migliori in campo, non cerca scuse: "Sappiamo di avere le nostre responsabilità, ancora più dell'allenatore, perché alla fine siamo noi sul campo". Significativo anche l'abbraccio tra Vlahovic e Locatelli, che si erano mandati a quel paese contro la Fiorentina: un segnale di riavvicinamento in ottica futura.
Dall'altra parte c'è un Torino che invece può sorridere, almeno a metà. Il 2-2 del derby vale poco in classifica ma tantissimo per l'orgoglio granata: i granata non chiudevano imbattuti la stagione contro i bianconeri dal 2001-2002. La doppia rimonta porta la firma di Casadei, pescato dalla panchina e autore del gol di testa e dell'assist per Adams. Per entrambi potrebbe essere stato un congedo: l'attaccante scozzese è pronto a tornare in Premier League, mentre Casadei resta uno dei giovani più interessanti del gruppo.
Il derby ha anche segnato gli addii di diversi protagonisti granata. D'Aversa lascia con il contratto in scadenza dopo aver centrato la salvezza, mentre escono anche Lazaro, Tameze e Maripan, che ha respinto le proposte di rinnovo al ribasso. In bilico il futuro di Obrador, Marianucci, Prati ed Ebosse, arrivati tutti a gennaio. Il Toro sa però da dove ripartire: Casadei e Njie sono il futuro, e ieri sera lo hanno dimostrato nel momento più importante della stagione.
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