Torino, obiettivo tesoretto: da Ilic e Israel i fondi per il mercato. E Simeone resta in bilico
Cinque milioni stanno arrivando dal Sassuolo per Sebastian Walukiewicz, uno abbondante verrà versato dal Partizan Belgrado per Demba Seck, ma al Toro ancora non basta. Il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi cercano altri elementi della rosa per aumentare il tesoretto da poter reinvestire in estate per costruire una squadra competitiva da consegnare al nuovo tecnico Ignazio Abate.
C’è sempre la possibilità di un sacrificio importante, a rischio rimangono le posizioni del Cholito Simeone e di Ché Adams oltre all’insidia di un’offerta monstre per Nikola Vlasic, ma l’obiettivo primario è liberarsi degli esuberi che non rientrano più nei piani. Da una parte c’è un discorso legato al risparmio sui pesanti ingaggi, vedi Cristiano Biraghi che ha chiuso la stagione con 600 minuti complessivi in campo e che pesa per circa tre milioni di euro lordi, e poi c’è l’obiettivo di monetizzare da giocatori che vogliono rilanciarsi altrove, è il caso di Franco Israel e Ivan Ilic. Se per l’esterno le offerte latitano e sarà complicato trovare una nuova sistemazione, per il portiere e per il centrocampista la situazione è un po’ diversa.
A prezzi contenuti possono diventare delle belle occasioni per la concorrenza, anche se da via Viotti non vogliono perderci troppo: l’uruguaiano è costato soltanto un anno fa oltre quattro milioni di euro, il serbo arrivò nel gennaio del 2023 addirittura per oltre 15 milioni. E’ impossibile immaginare un pacchetto da 20 milioni complessivi, entrambi infatti si sono svalutati in maniera importante. Ma è anche da Israel e Ilic che passa il mercato in entrata del nuovo Toro: il ds Petrachi è al lavoro per cercare i migliori offerenti, l’obiettivo sarebbe quello di trovare una soluzione già prima del raduno del prossimo 10 luglio al Filadelfia. Da oggi mancano 19 giorni, la missione dell’uomo mercato granata è difficile ma non impossibile.
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