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Il Sindaco di Udine: “Cittadinanza onoraria a Maignan per dimostrare che non siamo razzsisti e difendere la città”
lunedì 29 gennaio 2024, 18:05Primo Piano
di Stefano Pontoni
per Tuttoudinese.it

Il Sindaco di Udine: “Cittadinanza onoraria a Maignan per dimostrare che non siamo razzsisti e difendere la città”

In Consiglio Comunale di Udine si discute del conferimento della cittadinanza onoraria al portiere del Milan Mike Maignan dopo i fatti accaduti nel match del "Friuli" contro l'Udinese. Questo l'intervento a sostegno del primo cittadino Alberto Felice De Toni: "Per prima cosa desidero riepilogare i fatti che hanno portato alla proposta di questa cittadinanza onoraria. Sabato 20 gennaio la partita di calcio Udinese - Milan è stata interrotta a seguito della decisione del portiere del Milan, Mike Maignan, di lasciare il campo dopo aver ricevuto insulti razzisti da alcuni individui presenti allo stadio. Il giorno successivo ci siamo svegliati con una pessima rassegna stampa, per niente lusinghiera per la nostra città e per la nostra gente. La Gazzetta dello Sport titolava in prima pagina "La vergogna di Udine", il Corriere della Sera "Cori razzisti a Udine".
Per colpa di pochi Udine, intera, era additata, a torto, come la vergogna d'Italia, il capro espiatorio di un problema - la piaga del razzismo - che non riguarda soltanto la nostra città, che non riguarda soltanto il calcio, e che ancora non è stato risolto nel Paese e in Europa.
Alla luce di questa situazione abbiamo ritenuto doveroso difendere l'onore della città, del Friuli e dei tifosi che non si riconoscono nel gesto di qualche individuo accecato dal razzismo. Abbiamo deciso di compiere un gesto forte, un gesto che dimostrasse quanto Udine si distaccasse dalle accuse mosse nei suoi confronti, un gesto che testimoniasse i veri valori di questa terra.
Ci siamo confrontati - in una situazione di grande urgenza nella mattina di domenica 21 gennaio - con l'Udinese e con il Milan e abbiamo scelto di proporre a questo Consiglio il conferimento della cittadinanza onoraria a Mike Maignan; ovvero il massimo riconoscimento che l'istituzione della nostra città possa attribuire. E abbiamo anche dato la nostra disponibilità a realizzare azioni concrete
- in collaborazione con le due società - per la lotta alle discriminazioni. Lunedì e i giorni successivi la stampa nazionale riportava la nostra proposta insieme alle affermazioni che la accompagnavano: "Udine non è razzista", "Udine non ci sta".
Ecco che con una semplice, ma forte, proposta Udine passava da capro espiatorio a simbolo della lotta al razzismo, una piaga di tutti gli stadi d'Italia e d'Europa, da estirpare dal mondo dello sport. E giusta una punizione esemplare per i pochi individui responsabili, ma è sbagliato fare di Udine un capro espiatorio.

Grazie al lavoro della Questura e alla piena collaborazione dell'Udinese sono già stati individuati e denunciati i cinque responsabili delle offese razziste. A dimostrazione che non ci sono stati cori, non ci sono stati striscioni, ma solo l'azione di pochissimi individui non organizzati.
Nel proporre questa onorificenza vogliamo riconoscere il coraggio dell'uomo che ha avuto la forza di ribellarsi a comportamenti e offese inaccettabili di natura razzista che lui, come tanti altri, è costretto a sopportare troppo spesso, in molti stadi italiani ed europei. Comportamenti che non rappresentano i valori della nostra città e del Friuli.

Siamo una terra di gente accogliente, una terra di confine, da sempre abituata alla multiculturalità, una terra di associazionismo e volontariato sociale, una terra rappresentata nel mondo del calcio da una squadra multietnica, vero esempio di integrazione. Ecco perché conferire la cittadinanza onoraria a Mike Maignan, come simbolo della lotta al razismo, dimostra la sensibilità della nostra città, delle sue cittadine e dei suoi cittadini, una sensibilità che altre città, teatro di casi anche peggiori di questo, troppo spesso non hanno dimostrato.
Il nostro Comune, medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza in Friuli, nel suo Statuto all'articolo 1 sottolinea che "II Comune si ispira ai valori di democrazia, solidarietà e civile convivenza". L'articolo 4 dello stesso Statuto recita: "Il Comune, ispirandosi ai principi di dignità, senza distinzione alcuna."
uguaglianza e non discriminazione, garantisce a chi risiede od opera sul territorio comunale pari
E ancora all'articolo 7: "Il Comune riconosce il valore delle
persone di diversa lingua, nazionalità, cultura e religione che vivono e operano nel territorio".
È sulla base di questi valori che il nostro Comune è a fianco di Maignan per diventare, insieme a lui, simbolo virtuoso di uguaglianza e integrazione, condannando fermamente quei pochi che con il loro comportamento rovinano la reputazione di molti.
La cittadinanza onoraria non è quindi un'ammissione di colpa della città; se di colpa si deve parlare, è di quelle cinque persone. Al contrario la cittadinanza onoraria è un segno di una forte presa di distanza, in modo netto e senza ambiguità, da comportamenti di intolleranza. Un'azione volta a tutelare tutti noi dall'essere additati come razzisti. La buona notizia è che fuori dalla nostra regione la proposta di cittadinanza è stata capita e apprezzata, ci sono giunti innumerevoli messaggi di solidarietà in difesa dei valori rappresentati dal Friuli. Perfino dalla Francia, patria del portiere, ci hanno testimoniato la loro vicinanza, segno che il nostro grido "Udine non è razzista" è arrivato fin là.

Desidero rispondere anche a chi in questi giorni ha detto che non è corretto conferire questa onorificenza in quanto Maignan non si è distinto per opere compiute nella nostra città. Un'accusa che mi ha sorpreso perché proprio questo Consiglio comunale, sotto la guida dell'amministrazione di Centrodestra dell'ex sindaco Fontanini, nel 2021 ha conferito la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki.
In quell'occasione la cittadinanza venne approvata quasi all'unanimità, ci furono soltanto 2 astensioni.
Riporto testualmente quanto scritto nella delibera del Consiglio del 26 aprile 2021 "Il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki - oltre a essere un importante attestato di vicinanza a un giovane ricercatore dell'Università di Bologna, impegnato in importanti iniziative a favore dei diritti umani - è anche un forte segnale di solidarietà e vicinanza della città di Udine nei confronti di tutti coloro che [...] si battono per i diritti civili e politici".
Dunque anche la cittadinanza a Zaki, che non ha mai frequentato Udine, è stato un gesto simbolico, come quello che proponiamo oggi. In altre parole: anche quella che oggi è la minoranza, ha fatto la stessa cosa, trovando l'adesione della stragrande maggioranza dei consiglieri. E quello che auspico avvenga qui anche oggi. È con lo stesso spirito di vicinanza simbolica che propongo quindi a questo
Consiglio la proposta di cittadinanza onoraria a Mike Maignan.
Per concludere voglio ricordare le posizioni nette assunte da tutta la politica nazionale, con la richiesta di una risposta esemplare ai fatti accaduti. In primis i Ministri Salvini, Abodi e Piantedosi, di cui ho condiviso le dichiarazioni, nonostante non appartengano agli schieramenti politici della maggioranza che mi sostiene. La lotta alle discriminazioni infatti è più importante del colore politico, delle bandiere dei partiti e di ogni dialettica politica o amministrativa. La lotta alle discriminazioni deve unirci tutti, emarginando quei pochi che ancora agiscono nel ignoranza e/o nel pregiudizio. La lotta alle discriminazioni parte anche dai simboli, come quello che oggi proponiamo di conferire. I diritti universali di libertà e uguaglianza, i diritti sociali e i diritti civili ci uniscono e sono le basi comuni della nostra società democratica. Senza le basi scordiamoci le altezze.
Ci è dispiaciuto venire a sapere, durante le riunioni dei capigruppo e per mezzo stampa, che consiglieri del centrodestra, in minoranza in questo Consiglio, non avrebbero intenzione di votare favorevolmente questa proposta, nonostante le prese di posizione dei loro leader nazionali. Udine perderebbe un'occasione per difendere l'onore suo e dei suoi cittadini, un'occasione che appunto auspichiamo ci veda tutti uniti. Se non ci unisce la lotta al razzismo, cosa potrà unirci?

Ciascuno voterà secondo coscienza - liberi Consiglieri, in libero Consiglio, in libera Città - nella speranza che domani - qualora non venisse approvata questa proposta - Udine non subisca una nuova gogna mediatica.
Tutti noi amiamo la nostra città e dobbiamo difendere i nostri valori e la nostra dignità.
Lo ripeto ancora una volta: Udine non è razzista, è una città libera, solidale, moderna ed europea e noi oggi - tutti insieme - possiamo dimostrarlo".