De Canio: "Avvio un po' deludente, ma l'Udinese si riprenderà. La forza è da sempre il gruppo"
La Serie A ha già visto andare in scena ben cinque giornate e ci sono già molti temi che tengono banco, con una classifica corta nelle primissime posizioni e altre squadre che stanno faticando in questo inizio di stagione. Ora la lunga sosta per via degli impegni delle Nazionali in Nations League e sarà, in casa Udinese, un periodo utile per ricaricare le pile, analizzare cosa non è andato in questo avvio e trovare i rimedi giusti per ripartire, cercando di risollevarsi. Sulla situazione dei bianconeri, su cosa non sta funzionando e sulla posizione di mister Runjaic, abbiamo intervistato in esclusiva per TuttoUdinese l'esperto allenatore Luigi De Canio, il quale vanta una lunghissima carriera con tante presenze in Serie A e due distinte parentesi da tecnico dei friulani (1999-2001 e successivamente un paio di mesi da marzo 2016 con la grande salvezza ottenuta).
L'intervista esclusiva a Luigi De Canio
Come giudica questo inizio di stagione dell'Udinese? Si aspettava un rendimento diverso dopo le prime giornate?
"Sinceramente, un po' deludente dal punto di vista dei risultati perché ha fatto intravedere delle cose belle che potevano lasciare presagire dei risultati diversi, ma credo che ci sia tutto il tempo per riprendersi, capire cosa non è andato e correggere".
Che impressione le hanno fatto le ultime gare disputate dall'Udinese?
"E' chiaro che, non essere dentro alle dinamiche della squadra e vedere le cose da lontano in tv, non è proprio l'ideale per esprimere giudizi in merito. Però, se vedo che l'Udinese è avanti di due gol contro l'Inter e poi perde la gara subendo ben cinque gol, è chiaro che mi dispiace. Credo che certi risultati vadano poi difesi con un ardore agonistico e un'attenzione diversa, anche se ovviamente bisogna tenere conto anche della forza dell'Inter che ha saputo rimontare due gol sia al Napoli che alla Roma. In ogni caso, squadre come l'Udinese basano i propri risultati sulla capacità di stupire e di riuscire anche a mantenere questi vantaggi contro squadre importanti. Questo un po' sta mancando ai bianconeri in questo momento".
Che giudizio dà del lavoro di Runjaic a Udine? Secondo lei sono esagerate le critiche mosse al tecnico?
"Io non conosco la portata e il tenore di queste critiche mosse all'allenatore, però non ci farei troppo caso. E' anche normale, c'è da tenere conto della delusione del tifoso e della stampa per dei risultati che poi, sempre per merito dell'allenatore con i suoi ragazzi, potevano arrivare ma non sono arrivati. Tuttavia, credo che ci siano i presupposti per riprendersi e, visto che è già il terzo anno, la proprietà dell'Udinese ha dato ancora fiducia al tecnico e questo vuol dire che hanno ponderato e valutato bene l'operato di Runjaic e le sue capacità. Niente di più facile che nelle prossime partite l'Udinese riprenda la sua marcia; inoltre, c'è anche un altro aspetto importante: la squadra produce gioco e gol e questo è già un aspetto che conta. Per cui, correggere quelle cose che non vanno, mantenendo il livello elevato di qualità di gioco e di realizzazione che l'Udinese ha e permetterà ai bianconeri di fare un campionato importante".
Riprendendo quanto successo nell’ultima gara, dove Miller e Kabasele hanno commesso un grave errore che ha portato al gol di Maldini, a lei è mai successa da allenatore una situazione così e come si gestisce? Un giovane come Miller può risentirne?
"Non credo che questo errore possa influire sulla crescita di un giocatore (Miller, ndr). Dipende molto dall'ambiente, dal rapporto fra i vari giocatori e con l'allenatore, ma io credo che a tutti siano capitate delle situazioni e dei momenti simili a quello accaduto nella gara contro il Cagliari. Sono disattenzioni che capitano e non serve ricercare per forza un responsabile, visto anche che il problema si è posto solo perché il gol poi è arrivato, mentre nessuno avrebbe detto nulla se non ci fosse stato gol e non gli si sarebbe data importanza. L'allenatore deve essere bravo proprio in questi momenti a capire, osservare e far rivedere le azioni ai calciatori per correggere gli sbagli, così che non accadano di nuovo".
Come valuta il percorso dei vari giovani che stanno crescendo nell'Udinese?
"Questo va a totale merito dei ragazzi e dell'allenatore per la loro costante crescita. Quindi, vuol dire che si sta lavorando bene, ci sono elementi di qualità in rosa e questo riflette la filosofia dell'Udinese in cui i calciatori devono approfittare dell'occasione che viene loro concessa per giocare in questo Campionato, un aspetto sempre più attuale e importante".
Se fosse lei oggi sulla panchina dell'Udinese, quale sarebbe la prima cosa che direbbe alla squadra durante questa sosta? Specialmente in una situazione un po' complicata come quella attuale in casa bianconera?
"Sono certo che l'allenatore dell'Udinese sappia bene cosa dire e cosa fare durante questa sosta. Non c'è bisogno che gli dia io dei consigli a riguardo, anche perché non sono io sulla panchina dell'Udinese e mi trovo a una distanza considerevole per capire le dinamiche più opportune".
Qual è il principale passo mentale che deve compiere questa squadra per diventare più competitiva? Quanto conta riuscire a trasformare le buone prestazioni in punti?
"Certamente non è facile avvicinarsi al livello delle big del campionato. L'Udinese fa bene il suo lavoro, ha un preciso disegno e credo che lo svolga bene. Avvicinarsi alle big è un discorso a parte che necessiterebbe di tempo e di un altro contesto. Fermo restando, però, che ognuno deve godersi al meglio la propria dimensione".
Dei giocatori attuali dell'Udinese, c'è qualcuno che l'ha colpita maggiormente? Come valuta Zaniolo ora che è tornato dall'infortunio?
"Io non sono solito fare nomi nelle specifico, anche se ovviamente ci sono calciatori che si conoscono di più e altri di meno. Secondo me, tutti si esaltano se tutti fanno la cosa giusta al momento giusto perché la crescita e la forza di un giocatore possono dare fiducia e sicurezza a tutti gli altri suoi compagni e può costituire la base per il miglioramento dell'intero gruppo. Il calcio è un gioco di squadra dove tutti lavorano per un obiettivo e cercano di raggiungerlo, migliorandosi per cercare di fare ancora meglio. Questa è da sempre una qualità dell'Udinese e spesso, quando magari la squadra per qualsiasi tipo di circostanza fatica un po' di più, anche un giocatore top come Di Natale trovava maggiori difficoltà. Allo stesso modo, anche per Zaniolo può valere lo stesso discorso".
Per concludere, secondo lei questa Udinese riuscirà a rialzarsi e cosa si aspetta di vedere dalla gara in casa del Torino, dopo la lunga sosta dedicata alle Nazionali?
"Sono certo che l'Udinese riuscirà a rialzarsi e sono certo che farà divertire e stupire perché è da sempre nel suo DNA dell'Udinese. In merito alla gara contro il Torino, vista la lunga sosta, è ancora prematuro per parlarne. Poi, magari, dalle Nazionali rientreranno alcuni giocatori fuori condizione o infortunati e questo cambierà i giudizi. O, viceversa, tutti i calciatori rientreranno più gasati, in buone condizioni psicologiche e saranno capaci di fare qualsiasi cosa. Sicuramente non ci si basa solo su una singola gara che può dare la svolta, ci vuole continuità con un atteggiamento sempre coerente e attento e questo è la conseguenza dei buoni risultati che arrivano".


