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De Raffaele: "Dobbiamo cercare di mettere l'attenzione su noi stessi e trovare equilibrio"
venerdì 5 novembre 2021, 18:50Primo Piano
di Alberto Bison
per Tuttoveneziasport.it

De Raffaele: "Dobbiamo cercare di mettere l'attenzione su noi stessi e trovare equilibrio"

Nel settimo turno di Campionato, domenica 7 novembre sul parquet amico del Palasport Taliercio, la Reyer affronta Reggio Emilia. Vediamo come coach Walter De Raffaele ha introdotto il match di domenica, spiegando anche il momento di difficoltà che la sua squadra sta attraversando.

"Reggio Emilia è una squadra e un club per cui nutriamo rispetto, è una squadra che conosciamo perché l'abbiamo incontrata anche in Supercoppa ed ha un modo di giocare, con grande aggressività, pressione. Onestamente, al di là del rispetto credo che questo sia un momento in cui dobbiamo mettere attenzione su noi stessi, senza nulla togliere ai nostri avversari, e cercare di dare una continuità diversa all'interno della stessa partita. Troppo spesso in questa stagione abbiamo questi preoccupanti passaggi a vuoto, che spesso incidono sul risultato di una partita che percepisci di poter portare a casa. Al di là di quello che ci sarà domenica credo che per noi sia una partita molto importante, su questo non c'è dubbio, però l'attenzione deve essere messa alla ricerca di un equilibrio che come si è visto c'è solo a tratti, solo in alcune situazioni, e non per la la lunghezza della partita. Ciò avviene per vari motivi, al di là dei nuovi ci sono le assenze che sono importanti, al di là di quella di lunghissimo termine di Michael, ma ci sono anche situazioni da dover esplicitare con un equilibrio che in questo momento si palesa solo in alcuni quintetti che scendono in campo."

Parlando di assenze, come stanno De Nicolao, Brooks ed Echodas?

"Andrea ha un problema all'occhio e quindi al 99% sarà assente, stessa cosa Echodas che ha un problema alla schiena e non si è mai allenato rin questa settimana. Brooks un po' meglio, però in mezzo a mille difficoltà deve sempre stringere i denti, avrebbe bisogno di un'altra gestione ma non possiamo permetterci di tenerlo fermo. Michael (Bramos n.d.r) ha cominciato a correre."

Prima della finestra della Nazionale ci sono cinque partite, di cui tre al Taliercio e due a Bologna, pensi che possano essere fondamentali per cambiare l'inezia della stagione?

"Io credo che in questo momento dobbiamo essere realisti sulla situazione che stiamo attraversando. E' naturale che sia un momento difficile, dobbiamo essere molto concreti, un po' più umili, sapere che è un momento difficile, senza fare tanti voli pindarici, o dichiarazioni roboanti, ma vivere il momento. Quindi ti rispondo che dobbiamo pensare a Reggio Emilia, perché non si può pensare a x partite se non riusciamo ad avere un equilibrio, un rendimento e una struttura costanti all'interno della partita. Se guardo poi le ultime è naturale che le impressioni da Brindisi e i primi 23 minuti di Ulm erano molto, poi guardo gli ultimi 17, in cui abbiamo avuto un cambiamento di atteggiamento abbastanza sconcertante."

E' una questione di risposte che ancora non arrivano, da certi quintetti e da qualche giocatore?

"Sinceramente io metterei dentro un po' tutti, perché credo che sia un problema di attitudine e rendimento più alto da parte di tutti, perché per avere una costanza ci vuole soprattutto molta coscienza di ciò che dobbiamo diventare e di quelli che siamo adesso. Se noi pensiamo a ciò che saremo perdiamo l'attimo fuggente, è bene capire che in questo momento serve sacrificio, disponibilità, servirebbe un po' di serenità che ci darebbero le vittorie, e quindi sono un insieme di case. Per questo dico che la cosa più importante è mettere l'attenzione su domenica, perché comunque è la prima partita utile, poi metteremo l'attenzione su Buducnost, che sono un'altra grande squadra, poi penseremo alla Fortitudo e così via."

 Contro Pesaro avete costruito la rimonta, trovando la difesa e poi continuità in attacco e servendo spesso Mitchell (Watt n.d.r) sotto canestro, ti sta un po mancando servire i centri sotto canestro nei momenti topici?

"Quando Mitchell ha una serata negativa diventa molto difficile avere gioco interno se non attaccando il ferro, quindi è naturale che per noi è un punto di riferimento e anche il fatto che manchi Andrea (De Nicolao n.d.r) è una connessione che sappiamo essere molto importante. Non a caso prima che De Nicolao si facesse male in testa c'era l'idea di cambiare un po' gli equilibri, ma purtroppo succede e quindi per noi è un riferimento fondamentale perché negli ultimi due anni è stato tra i centri più importanti del campionato. Però anche da parte sua ci deve essere na voglia di reagire con desiderio di combattere perché sono momenti che si spera passano. Per noi è un giocatore fondamentale e in questo momento senza Echodas è difficilmente sostituibile nel gioco interno, se non sporadicamente con qualche giocatore una volta Daye, una volta Brooks, quindi è proprio per caratteristiche tecniche che lui diventa veramente importante."

In Germania contro Ulm, nei primi 20 minuti avete avuto avete avuto un tiro da 3 impressionante, non è che quel 11/15 dopo vi abbia condizionato a continuare su quella falsariga?

"Non c'erano molte alternative, onestamente, perché con Watt fuori dal campo, emerge quello che ho detto nella domanda precedente. La verità è che nei primi 20 minuti la qualità dei tiri costruiti e della difesa è stata altissima. Al di là di tutto, la differenza dei primi 20 minuti sia stata una difesa strutturata e di grande attenzione sul piano partita e la produttività in attacco con tanti contropiedi e la capacità di leggere i vantaggi. Cosa che, soprattutto nel terzo quarto non è successo. Siamo andati lontanissimo dal piano partita, perdendo proprio il filo e non avendo nessun riferimento in campo, per riprendere il bandolo della matassa, per quanto poi abbiamo avuto la palla per vincere. però li l'inerzia della partita era girata rispetto a quando abbiamo messo in campo grande aggressività, pressione, sotto questo aspetto qui. Ripeto una volta che Watt è uscito prematuramente dal campo, giocando fondamentalmente con due lunghi giocando con due numeri quattro, e loro giocavano molto grandi. Noi siamo riusciti ad aprire il campo molto bene, poi la serata è stata particolarmente felice per due quarti e particolarmente infelice per altri 2 quarti. Non è che potevamo andare molto lontani da quel tipo di reazione. La nostra reazione difensiva doveva essere strutturata prima che pensare o illudersi che appunto potessimo continuare a tirare con il 70% dall'arco."

Nelle ultime due partite, l'ultima azione per due motivi diversi potevano essere due vittorie?

"Questa è la storia della Pallacanestro. Infatti con grande onesta, io ho detto che ci sono vittorie e vittorie, sconfitte e sconfitte, ci sono delle volte che vinci ma è come se avessi perso. A volte perdi ma hai la percezione di aver costruito bene, e delle volte che invece oltre a perdere vieni sconfitto. Quindi c'è sempre da valutar bene se avessimo avuto due vittorie, le avremmo prese volentieri, poi dipende come arrivano. La partita di Brindisi è stata dura difficile con tanti problemi perché abbiamo avuti infortuni il giorno prima di partire. Quindi è una partita giocata con tanta attitudine, quindi con tante sensazioni positive al di là dell'incazzatura per il non fischio finale. Mentre la partita di Ulm invece lascia abbastanza preoccupati per il modo, quindi sono due sconfitte completamente diverse, ma anche in Germania i primi 20 minuti eravamo sulla scia della partita di Brindisi, quindi grande fiducia, attenzione, grande senso di responsabilità, che in questo momento manchiamo nel costruire in qualcosa che è stato fatto prima."