Tanto lavoro e possibili novità tattiche, il Venezia continua l'adattamento alla Serie A anche passando per figuracce brutte ma necessarie
Il Venezia esce con le ossa un po' rotte da questo weekend, dove in amichevole con il Brescia è arrivato un 4-0 che ha acuito le preoccupazioni di chi non ritiene la rosa dei Leoni adeguata alla Serie A. Delle difficoltà prevedibili e messe in preventivo sia dalla società che dallo stesso Paolo Zanetti, che ha sempre sottolineato come gli elementi trovati da Collauto e Poggi siano di assoluto valore. L'esperienza però manca, è evidente e si sta lavorando per cercare di colmare al più presto il gap. Davanti c'erano le Rondinelle che, nonostante di mercato in mercato si parli sempre di rivoluzione, alla fine hanno cambiato un po' ma nemmeno troppo. I Leoni invece si sono presentati con una squadra profondamente cambiata e che ha visto arrivare diversi elementi solo ad agosto, con quindi poche settimane di lavoro a disposizione per trovare l'amalgama. Il risultato è una figuraccia brutta ma necessaria, perché anche da match contro avversari ben più rodati ci si migliora. La mancanza di compattezza c'è e per trovarla serviranno in primis tempo, in secondo luogo lavoro sul campo anche in test così e infine qualche risultato positivo anche per dare ancora più fiducia nei propri mezzi.
Un po' alla volta il lavoro settimanale porterà anche a un cambio di vestito tattico. Sembra questa la direzione intrapresa, prima migliorare la conoscenza interpersonale tra i giocatori, per poi adottare anche altre soluzioni dal punto del vista del modulo. Questo non vuol dire che il 4-3-3 sarà abbandonato, ma dal mercato fatto la voglia di mettere anche il 3-5-2 tra le soluzioni attuabili sembra evidente. Ampadu e Caldara hanno tantissima esperienza nella linea a tre, Kiyine ha fatto vedere il meglio delle sue capacità nel modulo a cinque in mezzo, mentre Henry può giocare anche in coppia con Ciccio Forte in un attacco a due. Probabilmente non subito, probabilmente interscambiandolo con il tridente, ma anche l'imprevidibilità tattica sarà uno degli elementi su cui Zanetti e il Venezia proveranno a scalare l'Everest della salvezza.
Per il momento c'è solo da mantenere la calma. La rosa è stata profondamente cambiata, l'interconoscenza tra i giocatori non è ancora alta, c'è esperienza ancora da accumulare e lavoro da fare da parte dello stesso Zanetti, per una di quelle sfide che a quanto pare tirano fuori il meglio dal tecnico di Valdagno, che proprio grazie a queste capacità a inizio mercato aveva gli occhi di diverse squadre di A addosso. Ora arrivano Spezia ed Empoli, due match che sulla carta sono decisamente più alla portata dei mezzi dei Leoni. Tralasciando l'amichevole, i primi due match di A hanno visto i Leoni contro Napoli e Udinese, una big e una squadra che gioca insieme da diverso tempo con alcuni giocatori capaci di spostare gli equilibri ad alti livelli. Un avvio durissimo che non deve minare certezze e tranquillità intorno a questa squadra che i mezzi per emergere alla distanza li ha. Le prossime due partite hanno un'importanza ovviamente diversa rispetto ai match con i partenopei e i friulani, ci sono punti pesanti in palio e il gap tecnico non è così palese come per le altre due compagini. Saranno incroci tosti, ma non impossibili, queste due gare probabilmente inizieranno a darci uno sprazzo di vero Venezia, con la speranza di ricevere le risposte che ci si aspetta.


