Lo scorso campionato e l’inizio di questo dimostra che ci vuole organizzazione
A tanti tifosi ancora non è andata giù la retrocessione dello scorso anno. Eh sì, perché comunque ci fu un inizio di campionato molto promettente che, poi, però si è concluso con una crisi di risultati che ancora oggi è quasi inspiegabile.
Come spesso succede, gli errori non capitano per caso. Inutile, a mesi di distanza, trovare i colpevoli. Ma bisogna fare tesoro di ciò che è stato fatto. Capendo dove si è sbagliati. Soprattutto, perché, anche questo inizio di campionato sta confermando alcune tesi
La retrocessione dello scorso anno grida vendetta
Dopo le prime partite, tante persone avevano provato a scommettere sulla salvezza del Venezia, abbinato ad altro, attraverso diversi portali come questo sito qui. Perché la squadra c’era ma, poi, si è bruciata sul più bello.
C’è da dire, però, che la retrocessione non è maturata per caso. Ad esempio, la squadra giocava bene, soprattutto con mister Zanetti, però non aveva fuoriclasse. Fuoriclasse inteso giocatori che potevano ambire a ben più della salvezza per tecnica ed esperienza. Chi si ricorda di Alvaro Recoba preso a gennaio da Zamparini?
Giocatori che avrebbero potuto risolvere delle gare delicate con una giocata. Ecco, proprio questo è mancato al Venezia dello scorso anno. Qualora dovesse risalire quest’anno, sarà un argomento di discussione.
Sperando che chi di dovere ne faccia tesoro.
Il caso del Monza
Il caso del Monza è l’esagerazione di quanto scritto prima. Andiamo con ordine: il fatto che la squadra deve essere composta anche da buoni giocatori, o comunque di un livello superiore rispetto alla concorrenza, non vuol dire che non debbano fare gruppo.
Almeno in questo inizio di campionato, il Monza sta avendo delle serie difficoltà, pur avendo una rosa di tutto rispetto (ad esempio Cragno in porta, anche se inspiegabilmente non gioca, e in avanti Caprari e Petagna) però, al momento, non ha ancora creato un vero e proprio gruppo.
La squadra non gira come dovrebbe e, anzi, spesso ci si imbatte in tentativi solitari da parte di alcuni giocatori. I giocatori forti servono, per carità, ma devono essere funzionali al progetto di permanenza nella massima serie.
Altrimenti, si scende. Come è successo al Genoa lo scorso anno, che ha fatto compagnia al Venezia, pur avendo giocatori del calibro di Sirigu e Criscito.
Risalita sì, però…
Quindi, in parole semplici, bisogna puntare su una programmazione seria ed efficace. Nel senso che ci deve essere la risalita ma deve essere accompagnata a una progettualità seria. Giovani da affiancare a calciatori di esperienza, giocatori dalla tecnica superiore che si sanno far rispettare in campo e fuori dal campo.
Senza dover, di nuovo, leggere che il Venezia gioca bene ma non raccoglie nulla. Si deve giocar bene ma poi il pallone deve andare in fondo al sacco.
Certo, al momento i tifosi vogliono prima pensare a risalire in serie A, ovviamente. Va bene, però chi gestisce una società gloriosa come il Venezia deve puntare anche a dare soddisfazione duratura ai suoi tifosi.


