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Il pagellone da uno a dieci di TuttoVeneziaSport: 2022 annus horribilis
martedì 3 gennaio 2023, 18:00Primo Piano
di Davide Turco
per Tuttoveneziasport.it

Il pagellone da uno a dieci di TuttoVeneziaSport: 2022 annus horribilis

Il gioco è semplice. Dieci slot di voto. Da uno a dieci. Le cose belle e le cose meno belle di un 2022 che vorremmo dimenticare in fretta.

Voto 10: il nuovo Taliercio

Se c’è una cosa da salvare di questo 2022 è sicuramente il progetto per il nuovo Taliercio. Progetto nel quale la società ha investito parecchi danari (si parla di un investimento totale da circa 9.5 milioni) pagati in parte (5.3 milioni) dal famoso “bond”, a cui hanno preso parte 330 investitori dislocati in 28 paesi nel mondo. L'obiettivo è quello di far diventare la struttura sempre più la “casa” non solo del Venezia (e quindi di tecnici, giocatori, dirigenti, addetti al settore amministrativo) ma di tutti coloro (dai tifosi ai giornalisti) che ne seguono con passione le vicende. Sarà infatti realizzato un “head quarter” che accoglierà spogliatoi, una palestra, un'infermeria, uno studio di fisioterapia, dei luoghi di aggregazione per i giocatori ed i loro famigliari e gli uffici amministrativi. Infine, per quanto riguarda la parte sportiva, vedrà circa 300 atleti impegnati quotidianamente che potranno disporre di 6 campi da calcio, di una decina di spogliatoi con annesse rispettive aree tecniche, e di 3 palestre, oltre a locali riservati ai magazzini, alla lavanderia, ai servizi, agli incontri. I lavori, da cronogramma, dovrebbero terminare entro la fine del 2023.

Tutto si può dire, ma l’investimento che riguarda il centro sportivo è un investimento importante che costituirà un asset fondamentale per la società Venezia FC ma soprattutto per la città di Venezia, che finalmente potrà contare su strutture adeguate ad una squadra d’alto livello. È un investimento che, a prescindere da come andranno le cose, rimarrà alla città e di cui potremo godere per anni.

Non ci resta che valutare il tutto a lavori finiti, ma la bontà del progetto è indiscutibile.

Voto 9: il tentativo di correggere il tiro, Vanoli e Antonelli

Prima di arrivare alle note dolenti, che arriveranno con i voti in fondo, una nota al merito va alla società per aver capito che, dopo dieci mesi disastrosi, c’era bisogno di un rinnovamento. La scelta di Vanoli, per nulla scontata, si è rivelata da subito azzeccata, se non altro per il carattere che Paolo ha dimostrato di avere, ribaltando totalmente uno spogliatoio in pochi mesi. Ma la cosa che fa più ben sperare è che sembra, finalmente, che ‘qualcuno’ in società stia iniziando ad ascoltare anche l’allenatore per quanto riguarda le decisioni tecniche. Ed ecco che, legato all’arrivo di Vanoli, c’è l’arrivo di Antonelli, presentato come DS ma anche come supervisore dell’area business, ricoprirà un ruolo più ampio rispetto a un direttore sportivo classico.

Il tempo ci dirà se la strada imboccata è davvero quella giusta, ma le premesse paiono, finalmente, quelle corrette dopo un 2022 sportivamente disastroso.

Voto 8: la tifoseria

Se c’è una cosa che il tremendo anno in serie A ci ha donato, quella è sicuramente l’aver ritrovato una tifoseria degna di questo nome. Dopo il tribolato periodo pre-covid con la curva divisa, infatti, si è finalmente tornati ad un’unione, ritrovando finalmente la voglia di tifare sotto un unico nome con numeri più che dignitosi (soprattutto in trasferta) ma soprattutto con un ritrovato amore per la maglia, che è andato oltre ai disastrosi risultati.

Colorati e festosi in giro per tutta Italia, i tifosi arancioneroverdi non hanno mai fatto mancare il loro supporto, nonostante il rapporto ai minimi termini con la società.

Voto 7: Zanetti, Collauto e Poggi

Giusto sopra la sufficienza troviamo loro, i tre moschettieri a cui dovremmo essere sempre grati per aver rivissuto certe emozioni che da queste parti non si vedevano da diciannove anni. Certo, non esenti da errori, ma pur sempre innamorati della nostra realtà quasi quanto lo siamo tutti noi, vederli altrove fa male. Ma anche nel momento dell’addio (per niente sereno in tutti e tre i casi) si sono dimostrati per quello che sono realmente: grandi uomini.

Auguriamo a tutti e tre il meglio, sognando un giorno, chissà…

Voto 6: Rebranding, il nuovo logo

Nella tribolata estate post-retrocessione è quasi passata in sordina la delicata operazione di rebranding. È arrivata anche la modifica del logo, rendendolo più minimal e moderno, in linea con ciò che stanno facendo anche oltre altre squadre in Europa. Può piacere o non piacere, certo, ma tutto ciò è soggettivo, ciò che invece è oggettivo è che le linee fondamentali siano state quantomeno rispettate, dai colori arancio e verde, al leone (seppur stilizzato) presenti entrambi. Nei giorni successivi era stata proposta dai tifosi una minima correzione che, per quanto complicatissima da attuare, rappresentava un’opportunità forse unica per ricucire quel rapporto ormai degradato. Sarebbe stato un bel colpo metterla in pratica, iniziando così a ricomporre fin da subito la frattura.

Amen. 

Voto 5: Ivan Javorcic

L’ennesima scommessa, sì, ma quest’estate eravamo tutti convinti che potesse essere quella giusta. Arrivato dopo un anno perfetto al Sudtirol, col quale ha compiuto un autentico miracolo superando squadre ben più blasonate e subendo NOVE goal in tutto il campionato, sembrava davvero poter essere l’uomo giusto per la ripartenza. Qui a Venezia nove gol li ha presi in sole sei partite e questo potrebbe bastare. Fermo a nove punti, in ultima posizione, era chiaro che qualcosa non andasse. Giocatori svogliati, gioco assente, preparazione fisica inesistente dopo mesi di preparazione.

Difficile capire dove fosse veramente il problema, ma il buon Ivan non ce ne voglia se un bel po’ di colpa la attribuiamo a lui.

Voto 4: Le magliette

Salgono di due posizioni rispetto all’anno scorso (qui il pagellone dello scorso anno). Continua la tradizione del logo in oro che fa sparire i colori sociali. La prima maglia vede finalmente arrivare delle striscioline arancioverdi, sulla falsariga delle divise del 2003/2004, salvo poi sparire una volta in campo per quanto sono sottili, facendoci ancora una volta diventare i nero-oro da chi ci guarda e chi ci commenta. Per quanto riguarda la terza maglia passiamo oltre, il colore non si discute (la terza maglia da sempre ha colori diversi da quelli della squadra), la bellezza si può discutere eccome (de gustibus eh, sia chiaro). Si salvano da un’insufficienza più grave grazie alla seconda maglia, apprezzata da molti, nonostante anche in essa le linee arancioverdi tendono a scomparire una volta in campo. 

Ormai il motto è: "poteva andare peggio". 

Voto 3: Il progetto sportivo

Se la parte riguardante alle infrastrutture è da elogiare, quella riguardante l’aspetto sportivo nel 2022 è un disastro su tutti i fronti. Tanti, troppi i soldi buttati via per poi raccogliere poco o nulla. Passare dall’avere 6 punti sulla zona salvezza in serie A a rischiare fortemente la C in 12 mesi è opera difficile, ma figlia di una gestione scellerata e di due sessioni di mercato inadatte al nostro calcio. Vendere un terzino, artefice della promozione, pedina fondamentale in spogliatoio, ad una diretta concorrente e sostituirlo con Mateju (che era svincolato dopo l’esperienza in B) è autolesionismo. Soprattutto sapendo cosa è successo sei mesi dopo. Ma ci sarebbero un’infinità di esempi da fare: dai rumor su una folla clausola nel contratto di Busio, ai giocatori presi senza un reale bisogno nella rosa (Zabala un nome su tutti), passando per un mercato in uscita dove cedere sembra impossibile… e se a tutto ciò, anziché affidarti a gente esperta, reagisci mettendo un DS ad interim in attesa che Morris Donati si faccia il patentino ecco che la frittata a cui abbiamo assistito tra agosto e novembre è servita.

Stendiamo un velo pietoso.

Voto 2: Le parole al vento del presidente Niederauer

"Il nuovo allenatore sarà probabilmente italiano, ma la nazionalità è secondaria, cerchiamo un profilo che conosca bene la categoria”.  Allenatore scelto: Ivan Javorcic dal Sudtirol, esordiente in B.

“Il nuovo DS avrà esperienza, quella che forse ci è mancata quest'anno”. DS scelto: Brendolin, 35 anni ex segretario del club, in attesa di Morris Donati, 32 anni senza ancora il patentino da direttore sportivo.

Duncan, non ti chiediamo molto, ma quantomeno dicci le cose come stanno. 

Voto 1: Gestione Social e insulti

Ma se un presidente che dice una cosa e ne fa un’altra è piuttosto grave, il voto più basso se lo aggiudica un fatto inedito nel calcio italiano. Certo, sembra un paradosso che la stessa società che a maggio aveva presentato le cosiddette “Community Guidelines”, che avevano avuto risalto nazionale, pochi mesi dopo torni ad essere notata in Italia grazie a degli insulti mossi dal profilo ufficiale del club verso i propri stessi tifosi. Ma se la censura dai social pareva l’apice della rottura, certi appellativi rivolti ad un proprio tifoso fanno davvero venire i brividi.

Immaginate un giorno di svegliarvi la mattina e di trovarvi sul telefono degli insulti rivolti dal profilo ufficiale del club per cui tifate: a Venezia questo è accaduto realmente.

Sperando in un anno decisamente migliore, auguriamo a tutti i lettori un caloroso 2023.