Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / venezia / Primo Piano
Venezia, Vanoli: "Superato un esame di maturità, sarebbe stupido montarsi la testa ora"
sabato 25 novembre 2023, 17:33Primo Piano
di Davide Marchiol
per Tuttoveneziasport.it

Venezia, Vanoli: "Superato un esame di maturità, sarebbe stupido montarsi la testa ora"

Mister Paolo Vanoli ha commentato la vittoria del Venezia a Bari per 0-3.

Gara ancora di più di collettivo rispetto a Terni:

“In un campionato dipende molto dai periodi, anche a Terni non vinciamo per il singolo, fa sempre parte di un collettivo. Questa partita l’ho detto ai ragazzi era molto importante, perché davanti a un pubblico così importante serviva carattere e i ragazzi lo hanno messo. Tutti hanno dato il loro contributo, anche chi è subentrato. Quando sei squadra tutti sanno soffrire e tutti sanno attaccare, questo è sport di squadra. Sono contento per quelli che hanno giocato come Gytkjaer che era un po’ di tempo che non trovavano molti minuti. Si è dimostrato ottimo professionista e giocatore, questo è la dimostrazione di quanto stiamo diventando squadra, con un’organizzazione che sta portando identità e gioco. Devi a volte saper soffrire come con il Catanzaro altre volte giocare come fatto oggi”.

Tre punti che portano l’aggancio al Parma:

“Non guardo la classifica, lo dico da inizio stagione, dobbiamo guardare a noi stessi gara per gara, alla fine del girone d’andata guarderemo dove siamo e se possiamo credere a un sogno più importante. Io sono ambizioso, voglio una squadra ambiziosa, ma non basta l’ambizione, servono anche sacrificio e lavoro. Devi mettere insieme tutte queste componenti. Quando sono arrivato a novembre eravamo penultimi, ora siamo lassù, ma sarebbe stupido montarsi la testa perché il campionato è lungo con tante squadre attrezzate. Dobbiamo lavorare con grande entusiasmo e approfittarne per migliorarci”.

Una vittoria che arriva senza Pohjanpalo:

“Non solo Pohjanpalo, oggi c’era anche Joronen in panchina, che è il portiere più forte della B. Questa però è la testimonianza che il gruppo è forte, io voglio lavorare con 22 giocatori, non 11”.

Rispetto all’anno scorso miglioramenti in diversi aspetti:

“Quando lavori con la squadra poi chiaramente cerchi di migliorare certe cose, ho avuto la fortuna di lavorare su un gruppo che è rimasto simile per mentalità, ma noi abbiamo cambiato tanto. Rispetto all’anno scorso perdiamo tre difensori, giocavamo con il 3-5-2, ora l’idea di gioco è diversa e anche alcuni interpreti. Penso che possiamo essere ancora più aggressivi sul portatore di palla, ma sono cose spesso facili da dire e difficili da fare”.

In crescita anche Pierini:

“Ho la fortuna di avere un gruppo molto disponibile e con tanti giovani, poi ai giovani può capitare di avere alti e bassi. Chi mi conosce sa che in settimana sono molto severo sui miglioramenti da fare. A Pierini questa settimana ho fatto vedere le sue statistiche, è un giocatore importante in certe situazioni ma che deve migliorare in altre. Oggi ha cercato di più la porta, ha attaccato di più il secondo palo, è un ragazzo con mezzi ma alcuni ancora non li ha capiti. Stesso discorso per Johnsen. Il mondo corre velocemente e ora hai tante statistiche per studiare un giocatore e puoi mostrare i numeri di giocatori simili, poi questo non significa diventare egoisti ma è una crescita che poi porta a una crescita di tutto il gruppo”.

L’avversario:

“Guardiamo una grande prestazione, ma a tratti c’è stato un Bari che ci ha messo anche in difficoltà. Era una partita che temevo, non è che il Bari non ha fatto nulla perché è finita 0-3. Il Bari è forte, con una squadra competitiva. Anche per loro questa gara era molto importante, per noi era una sfida di maturità. All’interno della partita non c’è stata solo la dominanza totale del Venezia, che comunque ha fatto tante grandi partite all’interno della partita”.

In cosa il Bari vi ha messo in difficoltà?

“A volte palleggiando con i centrocampisti abbiamo faticato nel pareggiare la superiorità numerica che il Bari aveva in mezzo al campo, se girano il gioco per noi si fa difficile e quindi corri tanto. I tre attaccanti però hanno fatto un ottimo lavoro. All’inizio si abbassavano tanto i due centrocampisti e non siamo riusciti a capire che Ellertsson poteva andare a uomo sull’altro centrocampista. Ci hanno fatto correre ma siamo riusciti a rimanere compatti, questa è stata la nostra forza, restando corti per diventare aggressivi sui palloni laterali”.

Quanto ha preso da Antonio Conte?

“Ho avuto due esperienze magnifiche, una in nazionale 8 anni con Arrigo Sacchi, una con Antonio Conte che mi ha fatto capire cosa significhi stare ad alti livelli e con un vincente. Poi quando si diventa tecnici ognuno ha la sua personalità, ringraziando comunque sempre chi ti ha fatto crescere, stiamo parlando di un tecnico che ha cambiato il calcio e l’altro ha vinto ovunque è andato. Ho avuto la fortuna di imparare tanto, da Antonio anche come si gestisce una società, In Inghilterra è stata una bella esperienza. Con Sacchi ho imparato che per arrivare da qualche parte devi avere maniacalità da tutte le parti”.

Tanti giocatori in costante crescita, un esempio Tessmann:

“In mezzo al campo abbiamo ragazzi giovani, Dembele, Busio e Tessmann, tutti nati dopo il 2000. L’anno scorso siamo andati a cercare Jajalo per dare esperienza e avere una guida per i giovani, lo abbiamo avuto per poco, ma da quando si è infortunato i ragazzi si sono sentiti ancora più responsabilizzati. Il mio compito è fargli capire quanto possono crescere. L’americano poi ha una cosa difficile, nel loro campionato la retrocessione non c’è; quindi, l’anno scorso non è stato semplice fargli capire che ogni punto è importante. Busio anche dopo le difficoltà ha capito cosa vuole fare da grande. Per stare in alto non bastano le qualità, servono ambizioni e sacrificio”.