Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / venezia / Focus
Colombarini (pr. atletico): "Reyer eccellenza anche nella preparazione, è la capacità di rimanere ad alto livello dimostra che vincere non è stata fortuna"
venerdì 10 agosto 2018, 09:00Focus
di Davide Marchiol
per Tuttoveneziasport.it

Colombarini (pr. atletico): "Reyer eccellenza anche nella preparazione, è la capacità di rimanere ad alto livello dimostra che vincere non è stata fortuna"

Renzo Colombini, alla quarta stagione in orogranata e che si occupa di tenere al massimo della forma i cestisti della Reyer, ha parlato della sua mansione ai microfoni de La Nuova Venezia: "Qui la situazione dal punto di vista organizzativo è ottimale, ogni posto di lavoro è occupato da un professionista con un compito preciso. Ci sono molte società che devono fare invece di necessità virtù. Siamo poi figure che lavorano assieme da tempo, e questo migliora l’amalgama dello staff. Basta un colpo d’occhio per capire la situazione, una squadra nella squadra".

Un preparatore atletico con un grande passato, a curriculum vanta Treviso, Milano, Bologna o Reggio Emilia, spiega dettagliatamente le difficoltà del suo ruolo: "La difficoltà più grande è portare tutti i giocatori allo stesso livello di condizione. C’è il giovane e il meno giovane, quello sano e quello in recupero da un infortunio, quello che ha passato l’estate in nazionale ed è più allenato ma stanco, e quello che ha fatto meno. Le qualità fisiche vanno allenate ma con dei carichi individualizzati il più possibile. I test iniziali servono a capire le esigenze, poi si cerca di rendere la squadra omogenea. L’optimum non esiste, e c’è un tempo nel quale bisogna anche allenare la squadra. Quest’anno è possibile fare sette settimane di precampionato, e questo permetterà di rendere il gruppo più pronto al campionato. All’inizio la preparazione ha un picco e non viene poi sospeso, ma mantenuto con delle 'onde' che variano in intensità e volume in considerazione degli appuntamenti. Quando ci sarà la coppa europea ci sarà un lavoro diverso da quello del campionato. Ma le qualità fisiche da allenare sono le stesse sia che ci si debba salvare o vincere lo scudetto. Se si mantiene più larga la base del lavoro, è più facile arrivare più in alto, e mantenere le energie necessarie per giocare 60-65 partite".

La costanza ovviamente gioca un ruolo fondamentale: "Non si può pensare di giocare dieci mesi con sette settimane di preparazione. La Nba ci è nettamente superiore in questo, ma perché loro spalmano più partite in un campionato più corto, e poi hanno più tempo per la preparazione. Ci vorrebbe un cambiamento anche da noi ma sarebbe molto complicato. Avere la panchina lunga fa in modo che la si gestisca meglio".

Colombini conclude con alcune osservazioni: "Serve educazione al lavoro e un atteggiamento individuale speciale. Con il talento vinci una partita non un campionato, diceva Michael Jordan. Gli italiani non sono più pigri degli statunitensi, sono come tutti gli altri che devono essere motivati ed è compito dell’allenatore spiegare l’importanza del lavoro per migliorare. Da quando sono alla Reyer ho vissuto situazioni esaltanti. Uno non si sofferma mai su quanto sia difficile vincere, l’anno che vinci può capitare ma la bontà di un sistema va misurata su un periodo e la capacità di rimanere ad alto livello dimostra che vincere non è stata fortuna".

Altre notizie