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Una nuova bufera travolge Charlie Hebdo, scatenando un’ondata di indignazione in tutta la Francia.

Una nuova bufera travolge Charlie Hebdo, scatenando un’ondata di indignazione in tutta la Francia.
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Redazione TMW
Oggi alle 07:53Altre Notizie

Il noto settimanale satirico francese è finito al centro di durissime polemiche per una vignetta considerata da molti "disumana" e "priva di qualsiasi barlume di ironia".
Al centro del mirino c'è la tragica e recente scomparsa della madre di Didier Deschamps, commissario tecnico della Nazionale di calcio francese.

Il disegno dello scandalo
La vignetta incriminata mostra l'allenatore dei Bleus intento a sollevare un’urna funeraria con impressa la scritta “Maman”.
La posa plastica ricalca fedelmente il classico gesto di trionfo con cui i calciatori e gli allenatori alzano al cielo la coppa dopo una vittoria sportiva. L'accostamento tra il lutto personale del CT e la retorica del successo calcistico ha immediatamente superato i confini della satira accettabile per l'opinione pubblica transalpina.

La reazione della Francia
La risposta del Paese è stata immediata e corale, unendo il mondo dello sport, della politica e della società civile:Tifosi e web in rivolta:
I social network francesi sono stati inondati di messaggi di condanna, con richieste di boicottaggio della rivista.
Solidarietà a Deschamps: Federazioni, ex calciatori e colleghi si sono stretti attorno al CT, che aveva lasciato il ritiro della squadra proprio per piangere la madre.
Dibattito sui limiti della satira: Molti commentatori storici, pur difendendo da sempre la libertà d'espressione della testata, hanno preso le distanze, definendo il disegno un puro atto di "sciacallaggio emotivo".
La testata parigina, storicamente nota per il suo stile corrosivo e dissacrante, si trova ora a gestire una delle contestazioni interne più aspre degli ultimi anni, in cui l'accusa principale non è la provocazione politica, ma la totale mancanza di rispetto per il dolore umano.

La satira sportiva di Charlie Hebdo ha sempre mirato a demolire la sacralità dello sport, trasformando i grandi eventi e i campioni in metafore politiche, sociali o di costume.
Nel corso degli anni, la rivista ha scatenato accese polemiche per lo stile provocatorio e i toni giudicati talvolta sessisti o spietati.

Mondiali di calcio femminili (2019)
Una delle copertine più contestate risale al mondiale di calcio femminile ospitato proprio dalla Francia nel 2019.
La rivista propose la caricatura di un organo genitale femminile con all'interno un pallone da calcio, accompagnata dalla didascalia "Mangeremo un mese".
L'opinione pubblica e diverse associazioni etichettarono la vignetta come profondamente volgare, sessista e degradante per l'intero movimento sportivo femminile

Il Tour de France e il doping
Il ciclismo è stato storicamente uno dei bersagli preferiti dei disegnatori storici della testata (come Charb, Cabu e la redazione decimata nell'attentato del 2015).
Le vignette sul Tour de France si sono sempre concentrate in modo ossessivo sulla piaga del doping.
Le caricature: Gli atleti venivano sistematicamente ritratti non come eroi sportivi, ma come "mutanti" o tossicodipendenti, con siringhe al posto delle borracce e flebo collegate direttamente alle biciclette, ironizzando sulla complicità degli sponsor e degli organizzatori.

Calcio professionistico e denaro
Il mondo del calcio maschile di prima fascia è stato più volte attaccato per l'enorme giro d'affari e per i comportamenti dei tifosi.I calciatori: Spesso raffigurati come milionari viziati, analfabeti o completamente distaccati dalla realtà sociale dei cittadini comuni.
Gli ultrà: Charlie Hebdo ha dedicato numerose vignette alla violenza negli stadi, equiparando il fanatismo calcistico a una forma di regressione intellettuale o di nazionalismo tossico.

Gli sport invernali e la tragedia (2026)
Anche al di fuori del calcio, la rivista ha unito sport e cronaca nera in modo brutale.
All'inizio del 2026, una caricatura legata alle piste da sci di Crans-Montana ha scatenato forti polemiche in Svizzera e Francia per aver ironizzato sui sopravvissuti a un grave incendio locale, ritraendoli come sciatori completamente ustionati in pista con il titolo "I bruciati fanno lo sci", cinico riferimento a un noto film comico francese

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