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“Salvato da una Tac”: Passeri racconta la notte della promozione e lo spavento dietro le celebrazioni
ieri alle 20:59Primo Piano
di Tutto Ascoli Redazione
per Tuttoascolicalcio.it

“Salvato da una Tac”: Passeri racconta la notte della promozione e lo spavento dietro le celebrazioni

Il presidente dell’Ascoli Bernardino Passeri rivive l’emozione della promozione del 7 giugno e svela il retroscena medico che ha cambiato la sua vita.

La promozione dell’Ascoli resta per tutti un’immagine vivida: un’esplosione di gioia collettiva che il presidente Bernardino Passeri ricorda con parole cariche di emozione. Intervistato dal TGR Marche, Passeri ha ripercorso la sera del sette giugno come un momento unico, capace di cancellare le fatiche della stagione e di riaccendere il senso di appartenenza di una città intera. Ma il racconto ha preso una piega più intima, rivelando un retroscena che mette in luce quanto la festa abbia convissuto con l’imprevisto.

La serata indimenticabile: “un’esplosione di emozioni”
Passeri ha descritto il giorno della promozione come un’onda emotiva travolgente, un momento in cui la passione dei tifosi e il lavoro dello staff si sono materializzati in una gioia irrefrenabile. Nel raccontare lo scoccare di quell’attimo, il presidente ha scelto parole semplici e sentite: la soddisfazione per l’obiettivo raggiunto, la gratitudine verso giocatori e dirigenti e la commozione per una piazza che ha seguito e sostenuto il progetto. Quel 7 giugno resterà negli annali del club non soltanto per il risultato sportivo, ma per la capacità di unire la comunità attorno a un traguardo condiviso.

Dalla festa allo spavento: la Tac che ha cambiato tutto
A interrompere il racconto festoso è stato però un episodio che ha ricordato come, dietro le celebrazioni, il fattore salute sia imprescindibile. Passeri si è definito “piuttosto fatalista” di fronte ai grandi temi della vita, ma ha riconosciuto l’insistenza del dottor Mandozzi — medico sociale dell’Ascoli — che lo ha convinto a sottoporsi a una Tac coronarica. Quella raccomandazione, inizialmente accolta forse con sorpresa, si è rivelata provvidenziale: “Se non l'avessi fatta sarei stato uno di quelli di cui si diceva ‘ma come, l'avevo visto bene mezzora fa’”, ha ammesso il presidente con una punta d’ironia e grande sincerità. Il riferimento è al rischio di eventi improvvisi che troppo spesso colpiscono senza segnali evidenti, e alla responsabilità dello staff medico nel vigilare sulla salute di dirigenti e atleti.

L’intervista mette insieme due facce della stessa medaglia: da una parte l’euforia per il successo sportivo, dall’altra la consapevolezza che la prevenzione e l’attenzione alla salute personale sono elementi fondamentali, anche — e forse soprattutto — in momenti di festa. Le parole di Passeri servono da monito per chi vive il calcio come passione totale: non bisogna mai sottovalutare controlli e precauzioni.

Per la piazza bianconera resta comunque il ricordo di una promozione che ha infiammato il cuore della città, mentre per il presidente la vicenda ribadisce il valore delle persone che lo circondano: medici, collaboratori e staff che non si limitano al ruolo ufficiale, ma custodiscono quella cura che, nel momento del bisogno, può fare la differenza.