TRE COSE SU POTENZA - ASCOLI 0-0
1) Ritmo partita
L’Ascoli paga in modo "evidente" le tre settimane di stop, un intervallo che ha tolto fluidità e continuità alla manovra. La squadra è apparsa meno reattiva nei duelli e meno brillante nelle transizioni, soprattutto quando c’era da cambiare passo. È mancato quel guizzo finale che spesso decide le gare tirate dei playoff, dove i dettagli pesano come macigni. Il Potenza, più rodato, ha saputo approfittare dei tempi di gioco bianconeri ancora imballati e tenendo testa ai bianconeri (anche se quasi mai pericolosi).
2) Rigorista
Il dato è chiaro: tre rigori sbagliati su otto tentati in stagione costringono Gabriele Gori a una riflessione sulle gerarchie. È vero che dagli undici metri sbaglia solo chi ha il coraggio di presentarsi sul dischetto, ma il peso specifico degli errori è stato enorme. Nei playoff, dove ogni episodio può indirizzare un’intera annata, certe percentuali diventano difficili da sostenere. La squadra ha bisogno di certezze e non di ulteriori incognite in un fondamentale così delicato. Il tema del rigorista diventa quindi centrale nelle valutazioni future.
3) Il rientro di Del Sole
Tra le note positive della serata c’è sicuramente il ritorno in campo di Del Sole, che ha portato freschezza e qualche spunto interessante. La sua presenza ha dato all’Ascoli un’alternativa tecnica utile per rompere la monotonia offensiva. Resta però il rammarico per non aver visto neppure uno spezzone di Galuppini, che avrebbe potuto offrire imprevedibilità negli ultimi minuti. In un match così bloccato, un profilo con le sue caratteristiche avrebbe potuto cambiare l’inerzia.






